…e infatti i Pigs erano loro: USA e UK.

Adesso anche il Ilsole24ore avanza  dubbi fondati sull’ipotesi epocale che i veri debiti sovrani a rischio default siano quelli di USA e UK, come già accennato nei post precedenti usando come fonti il GEAB e i siti che lo traducono in italiano. Come abbiamo visto i primi ad accorgersene sono stati i burocrati del Partito Comunista Cinese riducendo la propria quota di debito USA, mentre adesso la cosa comincia ad emergere sui mercati finanziari mondiali.

Sempre dal GEAB, guardiamo adesso questo grafico, che sintetizza il rischio legato ai debiti sovrani nelle diverse nazioni:
Il grafico usa due parametri per determinare il rischio default: debito pubblico e deficit pubblico. Più una nazione è in basso nel grafico, più il suo deficit è elevato. Più una nazione è a destra nel grafico, più il suo debito è alto. La lettura ci dice dunque che rispetto al debito le nazioni che stanno peggio sono Giappone, Italia e Grecia, tutti oltre il  100% del PIL. (GDP). Rispetto al deficit USA, UK, Irlanda e ancora la Grecia, hanno invece i conti peggiori. Dunque effettivamente la Grecia sembra essere il paese più a rischio, con gli USA a dover gestire un deficit pesantissimo ma un debito tutto sommato gestibile, all’87% del PIL… ma adesso leggiamo questo estratto dall’articolo del Sole24:

“Ma aggiungendo i 6.264 miliardi di debiti in carico alle agenzie (Fannie Mae, Freddie Mac che sono interamente controllate dallo stato) si arriva a un rosso complessivo di 18.870 miliardi: ossia al 130,6% del Pil. Le finanze Usa sarebbero in condizioni peggiori di quelle dei paesi identificati dal gentile acronimo di piigs.

Quindi ridisegnando il grafico alla luce del debito accumulato dagli enti statali che cartolarizzavano i mutui, il pallino rosso degli USA finisce secondo soltanto al Giappone in quanto a debito, restando il peggiore in assoluto per deficit. Gli USA sono più in basso e più a destra… e abbiamo trovato il maiale più grosso nel recinto dei PIGS: un suino di pura razza Yankee.

Adesso sarà chiaro e non più solo sospetto, perché  la stampa economica anglosassone abbia alzato recentemente il polverone su Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna. La prima gallina che canta… vabè, non amo i proverbi, ma in questo caso è quanto mai calzante.

Forse è anche più chiaro l’attacco speculativo contro l’Euro da parte degli Hedge Funds, che a questo punto è lecito sospettare siano il braccio armato di Washinghton.

Anche se il tono potrebbe farlo suppore, non c’è alcun compiacimento da parte mia nell’immaginare un rischio default negli USA, lo scenario economico e geopolitico avrebbe infatti conseguenze impredicibili e catastrofiche: da una crisi che dura decenni e ci restituisce un mondo con equilibri ribaltati, a tensioni belliche che oggi sembrano ancora follia pura. I

Nota: vedo dai commenti e dagli accessi che i post in cui cerco di collezionare un po’ di informazioni sullo scenario economico riscuotono meno interesse rispetto chessò, all’ultimo aggiornamento sugli sproloqui della politica italiana. Se questa roba mi interessa di più è perché avrà conseguenze sulle nostre vite ben superiori a quanto le scelte di Berlusconi, Fini o Bersani, possano sperare di avere nei loro sogni più bagnati.
Vi invito anzi a seguire le evoluzioni dello scenario economico su blog e siti più autorevoli e competenti di questo, a cominciare da quelli linkati in questo post e nei precedenti.

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