Resistenza, revisioni e memoria.


I volti dei due uomini nelle foto non sono noti a molti. Nel giorno in cui si festeggia la liberazione nazionale dal
nazifascismo, anch’io vorrei fare un po’ di revisione o perlomeno puntare i riflettori  laddove vengono puntati di rado. Nessuna dellutriana riscrittura  dei libri di storia, nessun omaggio ai ragazzi di Salo’ e nessuna infatuazione per i vinti di cui si parla nei libri di Pansa, tutt’altro. Ho massimo rispetto e sincera gratitudine per chi insorse in armi dopo l’otto settembre del 1943: proprio per questo vorrei rendere un omaggio particolare a questi due uomini di un’altra epoca, che insorsero in armi contro il fascismo prima del ’43.
Vent’anni prima.
I loro nomi erano Guido Picelli e Argo Secondari e ricordandoli vorrei ricordare tutti quelli che si batterono al loro fianco.

Guido Picelli combatte’ a Parma nell’agosto 1922 contro le squadre fasciste di Italo Balbo, guidando il movimento fondato da Argo Secondari.

Il primo mori’ in a Guadalajara in Spagna nel 1936 sotto i proiettili dei franchisti, il secondo mori’ nel 1942 in manicomio dove i fascisti lo avevano rinchiuso per aver  perso il senno a seguito di un pestaggio.

Entrambi si opposero  fin da subito anche militarmente alla violenza fascista  in repentina ascesa, entrambi furono lasciati soli in questa lotta, anche da parte del PSI e del PCI di cui lo stesso Picelli fece parte.

Erano di sentimenti anarchici, si opposero al fascismo prima che questo divenisse regime e vennero sconfitti. Molti di loro morirono prima del 25 aprile 1945 senza poter vedere l’Italia libera e repubblicana.

Erano gli Arditi del Popolo.

Er sindaco de Roma.

 

Le case a Roma.
Come si affannano tutti a ripetere da tempo, uno dei principali problemi oggi a Roma e’ l’emergenza abitativa. I prezzi delle case sono lievitati fino a raggiungere livelli inaccessibili per  i redditi di fascia media e bassa con la conseguenza che il problema si ripercuote in particolare per le giovani coppie e i giovani single. Se delle prime si parla molto e non si fa nulla, dei secondi neppure si parla: eppure esistiamo. L’edilizia popolare e’ al palo da tempo immemore,  gli studenti fuori sede vengono munti a piu’ di cinquecento euro a stanza, ci sono problemi
con sfratti e occupazioni in tutti i quartieri popolari, soprattutto in periferia. Blocco del settore edilizio durante l’amministrazione Rutelli-Veltroni? Tutt’altro: si e’ costruito tanto, si e’ costruito ovunque. Si e’ fatto persino a gara ai quattro punti cardinali della citta’ nel costruire il centro commerciale piu’ gigantesco, battendo in certi casi i record di metratura europei. Sono nati  quartieri residenziali con appartamenti con prezzi al metro quadro da capogiro, a cominciare dalle zone intorno ai suddetti megacentri commerciali. I locali commerciali di Roma negli ultimi vent’anni si sono tappezzati di agenzie immobiliari (case) e banche (mutui casa). Laddove i suddetti costruttori, in cambio ad esempio della conversione di terreni agricoli a zona edificabile, qualche volta avevano l’obbligo contrattuale di garantire qualche appartamento a canone controllato per le fasce deboli, tale obbligo non e’ stato rispettato.
Tutto questo e’ avvenuto perche’ negli ultimi sedici anni in materia edilizia, ma non solo, il vero sindaco di Roma sembra essere stato il Gruppo Caltagirone(*).

Er duello de li sindaci.
Ieri sera nel confronto televisivo tra i due candidati sindaci, Alemanno lanciava la proposta di abolire l’ICI sulla prima casa ma di aumentare quella sulle case sfitte, soprattutto quelle possedute dalle grandi proprieta’ immobiliari, perche’ e’ insostenibile che in piena emergenza abitativa si tengano case vuote a scopo speculativo.

Alemanno  sarebbe quello di destra.

Risponde un indignato Rutelli: <<Ma come? Un poveraccio che ha gia’ il problema di non riuscire a piazzare una casa sul mercato ed e’ costretto a tenerla sfitta si deve vedere pure aumentare l’ICI?>>

Rutelli sarebbe quello di centro-sinistra.

La proposta di Alemanno e’ del tutto affine a quella presentata su scala nazionale da Bertinotti nella campagna elettorale del 2006, della quale il segretario del PRC si e’ prontamente dimenticato appena il sedile riscaldato della Presidenza della Camera gli ha fatto perdere la memoria su queste e altre vicende. Ricordo per chi non fosse aggiornato sui fatti capitolini che la Sinistra Arcobaleno sostiene in toto la candidatura a sindaco di Rutelli. Poi non vi lamentate se la gente va a destra quando voi siete i primi a non sapere dove cazzo state andando.

Votare?
Dopo aver annullato la scheda alle politiche e essermi ben guardato dal votare entrambi alle amministrative(**), provvedero’ ad annullare di nuovo la scheda. Umanamente posso perfino comprendere la scelta di Alemanno di portare tutt’ora una celtica al collo per ricordare i suoi amici caduti.  Io pero’ uno  che porta al collo un simbolo mitico che e’ stato accostato da almeno mezzo secolo a teorie razziste, fasciste e antisemite, o e’ un Druido oppure mi spiace ma io non lo voto. Soprattutto nei pressi del 25 Aprile, soprattutto mentre a Roma si susseguono le aggressioni neofasciste nel disinteresse generale delle amministrazioni Veltroniane, da quella ormai nota dello scorso anno a Villa Ada fino a quella avvenuta contro il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli  appena una settimana fa. In piu’ Alemanno chiede il voto ai supporter di Movimento Idea Nazionale di Pino Rauti, che non incontrano invero le mie simpatie.

Dunque, pur dovendo ammettere che guardando i programmi forse bisognerebbe votare Alemanno(***), anche stavolta annullero’ la scheda. Non so cosa faranno i romani, spero sara’ una bella giornata.
In primavera il lungomare e’ ancora poco affollato, ai laghi di Bracciano , Martignano o Nepi l’atmosfera e’ addirittura incantevole, le ragazze in giro sembrano piu’ belle, si puo’ mangiare il gelato o  prendere un po’ di sole leggendo un buon libro.

Che il meno peggio alla lunga stanca e qualche volta nemmeno c’e’.

 


(*) Mi dicono che la stessa cosa possa dirsi per Ligresti a Milano, ma non ne ho esperienza diretta.
(**) Serenetta Monti aveva un programma coraggioso e senza fare campagna elettorale ha ottenuto quasi gli stessi voti di Storace, che qui gode purtroppo di un certo seguito.
(***)Oddio, l’ho scritto davvero? Si’ l’ho scritto…

Er sindaco de Roma.

 

Le case a Roma.
Come si affannano tutti a ripetere da tempo, uno dei principali problemi oggi a Roma e’ l’emergenza abitativa. I prezzi delle case sono lievitati fino a raggiungere livelli inaccessibili per  i redditi di fascia media e bassa con la conseguenza che il problema si ripercuote in particolare per le giovani coppie e i giovani single. Se delle prime si parla molto e non si fa nulla, dei secondi neppure si parla: eppure esistiamo. L’edilizia popolare e’ al palo da tempo immemore,  gli studenti fuori sede vengono munti a piu’ di cinquecento euro a stanza, ci sono problemi
con sfratti e occupazioni in tutti i quartieri popolari, soprattutto in periferia. Blocco del settore edilizio durante l’amministrazione Rutelli-Veltroni? Tutt’altro: si e’ costruito tanto, si e’ costruito ovunque. Si e’ fatto persino a gara ai quattro punti cardinali della citta’ nel costruire il centro commerciale piu’ gigantesco, battendo in certi casi i record di metratura europei. Sono nati  quartieri residenziali con appartamenti con prezzi al metro quadro da capogiro, a cominciare dalle zone intorno ai suddetti megacentri commerciali. I locali commerciali di Roma negli ultimi vent’anni si sono tappezzati di agenzie immobiliari (case) e banche (mutui casa). Laddove i suddetti costruttori, in cambio ad esempio della conversione di terreni agricoli a zona edificabile, qualche volta avevano l’obbligo contrattuale di garantire qualche appartamento a canone controllato per le fasce deboli, tale obbligo non e’ stato rispettato.
Tutto questo e’ avvenuto perche’ negli ultimi sedici anni in materia edilizia, ma non solo, il vero sindaco di Roma sembra essere stato il Gruppo Caltagirone(*).

Er duello de li sindaci.
Ieri sera nel confronto televisivo tra i due candidati sindaci, Alemanno lanciava la proposta di abolire l’ICI sulla prima casa ma di aumentare quella sulle case sfitte, soprattutto quelle possedute dalle grandi proprieta’ immobiliari, perche’ e’ insostenibile che in piena emergenza abitativa si tengano case vuote a scopo speculativo.

Alemanno  sarebbe quello di destra.

Risponde un indignato Rutelli: <<Ma come? Un poveraccio che ha gia’ il problema di non riuscire a piazzare una casa sul mercato ed e’ costretto a tenerla sfitta si deve vedere pure aumentare l’ICI?>>

Rutelli sarebbe quello di centro-sinistra.

La proposta di Alemanno e’ del tutto affine a quella presentata su scala nazionale da Bertinotti nella campagna elettorale del 2006, della quale il segretario del PRC si e’ prontamente dimenticato appena il sedile riscaldato della Presidenza della Camera gli ha fatto perdere la memoria su queste e altre vicende. Ricordo per chi non fosse aggiornato sui fatti capitolini che la Sinistra Arcobaleno sostiene in toto la candidatura a sindaco di Rutelli. Poi non vi lamentate se la gente va a destra quando voi siete i primi a non sapere dove cazzo state andando.

Votare?
Dopo aver annullato la scheda alle politiche e essermi ben guardato dal votare entrambi alle amministrative(**), provvedero’ ad annullare di nuovo la scheda. Umanamente posso perfino comprendere la scelta di Alemanno di portare tutt’ora una celtica al collo per ricordare i suoi amici caduti.  Io pero’ uno  che porta al collo un simbolo mitico che e’ stato accostato da almeno mezzo secolo a teorie razziste, fasciste e antisemite, o e’ un Druido oppure mi spiace ma io non lo voto. Soprattutto nei pressi del 25 Aprile, soprattutto mentre a Roma si susseguono le aggressioni neofasciste nel disinteresse generale delle amministrazioni Veltroniane, da quella ormai nota dello scorso anno a Villa Ada fino a quella avvenuta contro il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli  appena una settimana fa. In piu’ Alemanno chiede il voto ai supporter di Movimento Idea Nazionale di Pino Rauti, che non incontrano invero le mie simpatie.

Dunque, pur dovendo ammettere che guardando i programmi forse bisognerebbe votare Alemanno(***), anche stavolta annullero’ la scheda. Non so cosa faranno i romani, spero sara’ una bella giornata.
In primavera il lungomare e’ ancora poco affollato, ai laghi di Bracciano , Martignano o Nepi l’atmosfera e’ addirittura incantevole, le ragazze in giro sembrano piu’ belle, si puo’ mangiare il gelato o  prendere un po’ di sole leggendo un buon libro.

Che il meno peggio alla lunga stanca e qualche volta nemmeno c’e’.

 


(*) Mi dicono che la stessa cosa possa dirsi per Ligresti a Milano, ma non ne ho esperienza diretta.
(**) Serenetta Monti aveva un programma coraggioso e senza fare campagna elettorale ha ottenuto quasi gli stessi voti di Storace, che qui gode purtroppo di un certo seguito.
(***)Oddio, l’ho scritto davvero? Si’ l’ho scritto…

L’alba della terza repubblica: le nubi.

Parlavo anche di nubi nerissime. Ora veniamo alle sfide che la classe dirigente uscita vincitrice, inciucio o meno, dovra’ affrontare cosi’  spiego anche perche’ non sono andato a votare.

Nei commenti al post del dopo elezioni si parlava della puntata di Report sui rifiuti chimici in Campania. Non si parla di monnezza (termine assurto di recente a sostituto nella lingua italiana di immondizia) per le strade, di ecoballe, di puzza e di discariche piene.

Si parla di tumori, di bonifiche, di morti e di contaminazione(*).

Le cifre parlano della piu’ grande area da bonificare al mondo. Le bonifiche dovevano cominciare quattro anni fa e non sono neppure all’1%. La stessa azienda che non ha mosso un dito ha vinto di nuovo l’appalto e gli stessi politici a livello nazionale e locale che avrebbero dovuto controllare sono ancora là. Il costo  stimato? Sentiamo la trascrizione dell’intervista a Paolo Russo ex presidente della Commissione d’inchiesta per i rifiuti, cioè una fonte dello Stato:

<<Non basterebbero probabilmente cento finanziarie dello Stato, quindi impraticabile. […] Sono due province. Sono due mezze province, sono migliaia di ettari di terra, è un sito per le dimensioni unico al mondo, non vi è un sito cosi ampio nel mondo che necessiti di una bonifica cosi radicale.>>

 


Qualcuno in campagna elettorale ve ne ha parlato?
Ce lo vedete Bossi a spiegare ai Padani che devono pagare anche loro perche’ gran parte di quella merda viene dalle industrie del nord?
E Veltroni, che ancora difende Bassolino, mentre  spiega ai campani che devono emigrare o tenersi i figli col tumore? Dove li trova Berlusconi questi soldi senza alzare le tasse?

100 finanziarie sono minimo  500 miliardi di euro. Se si volesse affrontare la bonifica in quindici anni e se improvvisamente si passasse da una gestione disastrosa ad un inaspettato picco di effincenza, nel prossimo quinquennio servirebbero piu’ di 100 miliardi di euro.
Come faranno?

Nasconderanno ancora merda sotto al tappeto e poi ci affogheranno dentro.

E non ho parlato delle difficoltà estrattive del petrolio a fronte della crescita mondiale dei consumi, del declino economico italiano, della crisi dei subprime che deve ancora farsi sentire, del ritardo assurdo che abbiamo gia’ accumulato su Kioto (che costa soldi in termini di multe), del debito, dell’Alitalia e dell’infinita serie di altri problemi accumulati e di cui nessuno si e’ occupato per quindici anni.

100 miliardi soltanto per la Campania da mungere ad un paese che e’ a pezzi. E’ ironico pensare che forse tra qualche tempo un iscritto di Rifondazione o dei Verdi potrebbe trovarsi a pensare di aver avuto culo a restare fuori dal parlamento.

Per coloro che sono dentro  infatti, non sara’ un bel giorno  quello in cui il gregge dovesse  trasformarsi in branco.

(*) Sull’argomento sempre interessante la lettuta del Blog di Alex, che si occupa del problema da anni e ha anche scritto un libro sull’argomento. 

L’alba della terza Repubblica: le istanze.

Le istanze.
Oggi va gia’ meglio e
volevo approfittare per specificare un paio di cose sul post precedente. La prima è che nell’individuazione di D’Alema come traghettatore principale della base elettorale del PCI verso posizioni di centro e del conseguente annientamento della sinistra italiana, non  mi riferisco a nessuna trama né complotto. E’ stata un’operazione politica assolutamente trasparente, evidente a chiunque  non fosse troppo impegnato a voler guardare altrove.

Inoltre, non mi sono mai sognato di difendere gli interpreti della sinistra scomparsa ne’, tantomeno, di ridimensionarne le responsabilità.

Non e’ mia intenzione rimpiangere Boselli, che candida De Michelis e offre una poltrona a Mastella, per dimostrare non si sa cosa, in questa  perversa visione per cui il garantismo dovrebbe coincidere con la santificazione dell’imputato.

Non versero’ una lacrima su  Giordano o Diliberto.

Difficilmente dimentichero’ Bertinotti mentre ad Annozero non riusciva ad avere la meglio sulla Santachè a proposito delle politiche sociali sulla casa, né quando alcune settimane prima conversava amabilmente a Porta a Porta con Fini, cercando “punti di contatto” tra le rispettive analisi (ovviamente Fini prendeva le distanze schifato).

Posso soltanto essere contento della fine della parabola politica di Pecoraro Scanio, dopo che da ministro dell’ambiente “verde” si e’ fatto sorprendere dall’emergenza rifiuti. Le emergenze in Itaia sono cosi’: ti piovono addosso a dieci anni dal proprio inizio. E proprio quando sei ministro! Che sfiga. Non ci si aspetterà mica che il leader di un partito ambientalista abbia una comprensione profonda e lungimirante di un disastro ambientale in corso da dieci anni?

Al contrario, sono le istanze di cui questi uomini e questi simboli non si sono fatti carico, o lo hanno fatto in modo inadeguato, che non dovrebbero sparire politicamente. Valutiamo l’attuale parlamento:

  • Non c’e’ un gruppo parlamentare completamente laico, ci sono cattolici ovunque.
  • Non c’e’ un partito marcatamente ambientalista.
  • Tutti gli eletti in passato hanno votato per il pacchetto Treu, per la legge 30 o per entrambi.
  • Tutti i partiti hanno legami, amicizie o rappresentanze in Confindustria.
  • Tutti i partiti hanno votato a favore dell’Afghanistan.
  • Tutti sono a favore della TAV, della base di Vicenza, degli inceneritori e del carbone pulito.

Lavoro, ambiente, politica estera, infrastrutture e si potrebbe continuare.   Istanze importanti che fanno riferimento a queste questioni escono dal parlamento.

Che microcosmo si crea in un’assemblea in cui, per fesso che sia, non c’e’ neppure un eretico?
La morte del dubbio, il pensiero unico.


La presenza dei partiti scomparsi non avrebbe cambiato una virgola sul piano delle decisioni politiche, è chiaro. Nel migliore dei casi si sarebbe ottenuta qualche domanda scomoda nel question time e qualche denuncia sociale durante i dibattimenti, ma la loro scomparsa rimane un fatto storico.

I problemi restano e torneranno sul tavolo in una forma o nell’altra. Forse avverrà in modo inaspettato, lontano dalle forbite ellissi Bertinottiane e dalla rappresentanza elettorale velleitaria che ormai questa sinistra rappresentava.

 

La Storia si compie: la balena bianca d’Europa e il tramonto del sol dell’avvenire.

Mentre in Spagna Zapatero segna il suo trionfo e insedia un governo fatto  di giovani e di donne in Italia la sinistra scompare nell’oblio definitivo. Per chi non se ne fosse accorto infatti, a parte la lega che si colloca piu’ a destra ed e’ emarginata in Europa per le proprie posizioni, TUTTE le forze entrate nel parlamento italiano aderiscono al Partito Popolare Europeo (*). E’ la grande vittoria della balena bianca.

Per la prima volta dal ’48, nella prossima legislatura nel parlamento italiano non ci sara’ un solo comunista.

Per la prima volta dal ’48, nella prossima legislatura non ci sara’ un solo socialista, inteso come aderente al PSE.

Non nasce nessuna nuova sinistra nel PD perche’ l’attuale segretario l’ha detto chiaramente, <<Siamo riformisti>>, concetto assolutamente vuoto se non si spiega quali riforme vogliono fare e a quale tipo di societa’ esse conducano, <<non siamo di sinistra>>.

Qualcuno se la stara’ prendendo con Berlusconi e la sua legge elettorale indegna, qualcun’altro col suicidio di Bertinotti che ha preferito una poltrona istituzionale alla difesa di quelle istanze che era chiamato a proteggere nel precedente governo. Sbagliano tutti.

Sbagliano, perche’ questa situazione avra’ pure molti padri ma e’ il grande successo politico, l’unico, di un leader mediocre che ha lavorato alacremente a questo risultato per quasi vent’anni: Massimo D’Alema.


Avete continuato dal 1994 a guardare Berlusconi, lo avete studiato e vivisezionato. Lui, Berlusconi,  il virus.

I virus pero’ ci sono sempre stati, ci saranno sempre, ci sono anche altrove. Abbiamo inventato il fascismo, noi. Abbiamo avuto presidenti del consiglio mafiosi. Abbiamo avuto presidenti del consiglio ladri. C’erano le bombe di Stato, il terrorismo rosso e nero. Si e’ sparato spesso per strada dall’unita’ d’Italia ad oggi.

La vera anomalia in democrazia non sono  i virus, ma e’ l’assenza di anticorpi. La vera anomalia e’ chi questi anticorpi li ha distrutti e sterminati per vent’anni chi, vestito da medico, sabotava l’ospedale.

Compagni, vi siete guardati dall’uomo sbagliato, chi vi trombava era l’ altro.

Non ho votato e non ho rimpianti, questo era l’unico esito possibile viste le premesse. Meglio la morte che la marginalita’, meglio rinascere che rifondare e riparare in eterno o, in fondo, meglio morire.

E’ una data storica, di portata enorme.

E’ la vittoria di chi <<fa’ squadra coi banchieri>> e chiede il voto agli operai. E’ la retorica del paese normale non la teoria, perche’ chi la ha concepita non e’ in grado di produrre teorie.

Adesso avrai il tuo paese normale compagno Massimo: il bipartitismo, il rispetto dell’avversario, la bicamerale, la politica del dialogo, la tua oscena idea di progresso, la tua perenne rincorsa ad una modernita’ che non hai mai capito.

Sono un anarchico e un uomo di sinistra e questa non e’ la mia sconfitta.
E’ la tua vittoria compagno e questa e’ l’Italia che volevi,  prendi il timone e scruta l’orizzonte in cerca di altri capitani coraggiosi.

Si addensano nubi nerissime e vi aspettano sfide difficili.

Vedo facce tristi tra i compagni in giro, pensano a Berlusconi.

Io me ne fotto e non posso fare a meno di pensare a Gramsci, Bordiga, Turati, Pertini, Berlinguer e tutti gli altri compagni.

Poi domani passa lo so, ma stasera va cosi’, tra nostalgia e cordoglio.

 

 

 (*) O,  per essere precisi navigano a vista in un limbo indefinito comunque a destra del PSE.

San Francisco Chronicle(II). Dio lo fanno gli uomini.

[…continua] Mentre io mi perdo in discettazioni di religiosita’ comparata fatta in casa, la funzione prosegue e sul palco sale Norman, che  arrivo’  a San Francisco nel 1976 senza un tetto e senza lavoro, faceva vita di strada, era un fantasma. Adesso eccomi qui, dice un Norman in salute e vestito dignitosamente, ma voi sapete quanti ce ne sono la’ fuori, e si commuove anche lui. Poi mentre fanno la questua  la predicatrice dice ai ragazzi del coro di mostrare le magliette, i CD e i portachiavi che si possono acquistare per sovvenzionare le attivita’ della buona causa. Sono i gadget di Dio. In America puoi uscire per andare a cercare Dio e ritrovarti a fare shopping. E’ il mio demone  scettico  a parlare, in realta’ stimo questa gente se davvero fa qualcosa per quelli la’ fuori. Le notizia di stamattina sul New York Times riguardava le previsioni sulla crisi: nel 2008 saranno piu’ di 28 milioni gli americani che dovranno ricorrere ai Food Stamp, il numero piu’ alto dagli anni 60.   Arriveranno altri fantasmi, ce ne sara’ bisogno.

Proprio mentre mi pento laicamente per la malignita’ sui gadget,  il coro riparte e  con esso le diapositive, stavolta sgrano gli occhi: passano foto di mussulmani, poi il simbolo degli omosessuali con sotto scritto anche questo e’ Dio, poi quello delle lesbiche, poi la mezzaluna, la stella ebraica e la croce cristiana affiancate e cantano e’ lo stesso Dio, , Ghandi e Martin Luther King e di nuovo il simbolo della pace. La predicatrice ripetera’ ancora, mentre esco, che qui tutti sono i benvenuti indipendentemente dai loro orientamenti sessuali, politici, dal loro ceto e dalla loro provenienza etnica.

Mi viene in mente l’ultima omelia che ho sentito in una Chiesa qualche mese fa,  quando quell’assurdo prete cattolico di periferia bene ,  si indignava perche’ aveva visto un cinese e un mussulmano augurarsi a vicenda Buon Natale. O quando sosteneva che le femministe negli anni 60 e 70 si scalmanavano in piazza perche’ non se le prendeva nessuno. Quando, infine, tuonava verso contro le unioni civili o spiegava come il fallimento di un matrimonio fosse nell’80% dei casi colpa delle donne(*).

So per esperienza che non tutti i cattolici sono cosi’ e che anche qui c’e’ anche una destra religiosa oscurantista e puritana di ben altro stampo. Le reali  relazioni che un culto  contribuisce  a creare  tra gli uomini, mi paiono l’unica discriminante di una qualche rilevanza. Le differenze liturgiche, l’adozione di certi dogmi piuttosto che di altri o il nome che si sceglie per Dio sono distinzioni  superficiali e trascurabili rispetto, ad esempio, alla tolleranza, all’inclusivita’ o alla relazione gerarchica o meno con cui il culto stesso viene vissuto.

Come al solito, penso,  Dio lo fanno gli uomini. Possono elevarlo sopra se stessi o renderlo piu’ meschino ancora.

Passo le successive due ore per negozi e poi il resto della giornata a leggere prendendo il sole nel parchetto di North Beach.

Se ti casca un euro pesante dalla tasca fa un buco nell’asfalto e a Little Italy la gente, sdraiata con la propria scorta di alcolici imbustati al fianco,  si gode la primavera.

(*) Cosi’, per default, perche’ sei l’angelo del focolare e zitta, devi sopportare e basta.