Brian Haw.

C’e’ un uomo il cui nome e’ Brian Haw che vive accampato davanti al parlamento inglese dal 2 giugno 2001. Brian Haw e’ un barbone e protesta pacificamente da piu’ di quattro anni contro il proprio governo, contro le guerra in Iraq e i suoi 100000 morti civili. Quest’uomo, un senzatetto, un emarginato, forse un mitomane ,  aveva capito  quattro anni fa che una guerra che ammazza 100000 persone e’ un genocidio e che non avrebbe protetto gli inglesi dal terrorismo altrui, ne tantomeno avrebbe ridotto il fenomeno in termini assoluti. I vicini di casa di Brian sono  ricchi, colti, rispettati, temuti. Brian Haw e’ un uomo senza potere che si e’ scelto avversari potenti.
Brian e’ la base della piramide sociale di cui politici e banchieri inglesi sono il vertice. Anzi neppure rappresenta  la base, come molti altri e’ schiacciato sotto di essa, eppure ha capito con largo anticipo cio’ che il vertice non ha afferrato neppure davanti all’evidenza. I vicini di casa di Brian non prendono il Tube. Che il vertice della piramide sia stupido o piu’ probabilmente si guardi bene dal raccontare tutta la versione dei fatti il risultato non cambia. Miopia o malafede, la piramide andrebbe capovolta. Si puo’ andare in Parliament Street a parlare con Brian Haw, discuterci, leggere e aderire alle sue campagne informative. Portategli un caffe’ e regalategli un buon libro.
Sostenetelo e’ un uomo onesto.
E attualmente e’ il migliore statista di cui il Regno Unito disponga.

Mi e’ apparsa Madonna vestita da Mao Zedong: l’obsolescenza di Mc Luhan

Quattro Miliardi di persone collegate da tutto il mondo per seguire 10 concerti per l’annullamento del debito, quattro miliardi di persone a farsi sensibilizzare  a tempo di rock su bambini malnutriti che muoiono, mi dice lo spot, al ritmo di uno ogni tre secondi.  Tra questi quattro miliardi, granelli a disagio su una spiaggia globale in visibilio per l’africa, per qualche minuto anche il sottoscritto e il sindacalista petrolchimico. Nello spot compaiono tutte le stelline canore e filmiche dello starsystem internazionale, schioccano le dita, ad ogni schiocco muore un piccolo africano, mi dicono. Me lo dice il noto stilista, la nota cantante, il noto belloccio, il grande attore. Passano  cinque minuti di musica e immagini evocative dell’africa, del suo male, della sua sofferenza. Tra un morente e l’altro, si suonano le stesse canzoni che hanno reso star le star, le stesse canzoni piene di nulla che fanno da colonna sonora alle pubblicita’ che mi vendono beni, gli stessi beni che sostengono il sistema economico che affama l’Africa. Poi quattro minuti e parte un altro giro di pubblicita’ e uno spot in bianco e nero mi vende la costosissima acqua di colonia del grande stilista, che schiocca le dita, che fanno morire un bambino…ops, scusate, il bambino morirebbe comunque, e’ africano, come e’ noto non durano molto… tra lo schiocco e la morte non c’e’ rapporto di causa effetto. Lo schiocco  ricorda la morte. Strano pero’ a me la morte ricorda lo schiocco, l’acqua di colonia, la pubblicita’ in bianco e nero e il sistema che ci sta dietro. Ma forse sono io a fare confusione. Faccio confusione perche’ il linguaggio e’ sempre lo stesso.
Tutti i giorni quelle facce e quelle canzoni, quel linguaggio in sostanza,  mi vendono uno stile di vita suicida e omicida, mi vendini bibite, benzina, banda per il cellulare, gioielli, vestiti, modelli anoressici di donne in cartone, zombie pelle e ossa cui appendere un vestito che soltanto le star possono permettersi. Un linguaggio che produce soldi, un linguaggio creato a supporto di un consumo senza limiti, regole, etica, buon senso.Sono io ad essere lento, perche’oggi tutto e’ cambiato e d’improvviso quelle canzoni che non parlano d’Africa, cantate da cantanti euroamericani che sono stati tutt’al piu’ a Sharm el-Sheik o in Libia  a girare le crociate, mi parlano di come cambiare il mondo. Make Poverty History.  Ieri vendevano oggi sensibilizzano, sono io lento a non capire, il linguaggio e’ lo stesso e il mezzo pure, ma il messaggio e’ cambiato.Poi compare Madonna, un po’piu’ giovane di diec’anni fa,  guardando una platea british sotto le nuvole perenni di Londra, ed un’altra  universale in ogni casa videomunita del mondo dice: siete pronti a cambiare il mondo? Siete pronti a fare la storia? Siete pronti a fare la rivoluzione? Madonna mi chiede di fare la rivoluzione, ed io che faccio? Impugno il moschetto e salgo in montagna? Assalgo il palazzo d’inverno? Recluto contadini nelle risaie? Aspetto la pubblicazione del libretto rosso pubblicizzato da una Veronica Ciccone col berretto verde olivo?
No. Obsoleto, lento e anacronistico come sono resto piantato sul divano invaso da un senso di nausea che non risparmia neppure il sottoscritto. Il sindacalista petrolchimico accanto a me, retrogrado e cinico come chiunque abbia a che fare con gli idrocarburi, mi fa: <<se ci stanno vendendo anche la fame nel mondo vuol dire che siamo proprio alla frutta>>.Un  sociologo di nome Marshall McLuhan, osannato nelle accademie, ci aveva insegnato non molti anni fa che “il media e’ il messaggio” eppure ieri con lo stesso media di sempre, lo stesso linguaggio e le stesse parole, lo starsystem ha mandato un nuovo messaggio che non parla piu’ di sesso e consumi, fica e vestiti cool, ma che d’incanto salva il mondo, strappa  bambini dall’abbraccio della carogna, accende una nuova rivoluzione. Mc Luhan si sbagliava perche’ non conosceva ancora la nuova rivoluzione, quella che costa meno di un’acqua di colonia, si fa dal divano di casa tua e ha come effige Madonna invece di Mao Zedong.La storia va avanti Marshall, io e te siamo rimasti indietro.It’s the evolution baby, e l’occidente ricco per caso si mobilita per aiutare i negri, poveri per caso. In particolare aiutera’ (grazie ai blogger che hanno fatto una piccola ricerca che linko qui e di fianco), soltanto quei paesi virtuosi nelle privatizzazioni e nell’apertura ai mercati, quei paesi che non violano gli accordi sui farmaci.I giornali hanno detto che ieri e’ stato un gran giorno.Domani comincia comincia il G8, qualcuno che ha  un’altro linguaggio e un’altra storia sara’ in piazza per farsi sentire, forse rompera’ qualche vetrina, forse gridera’ slogan inutili, forse prendera’ parecchie botte. I giornali diranno che domani sara’ un pessimo giorno.Il sistema puo’ cambiare, ma come e quando dice il sistema, di quel tanto che dice il sistema, coi testimonial e i leader di regime, le TV e tutto il resto. Il sistema sta gia’ cambiando il suo rapporto di sfruttamento della schiavitu’ nei confronti dei negri.Il sistema ha i suoi tempi, mettetevi comodi sul vostro divano e muovete la testa a tempo di rock.In fondo Madonna e’ sempre Madonna e la rivoluzione non soltanto non e’ poi cosi’ faticosa ma da ieri puo’ essere veramente cool.