Buena Onda in Monctezuma.

Ostello sulla spiaggia, oceano Pacifico, centroamerica. Il gestore italiano si chiama M. e’ basso e magro con in testa un cespuglio di capelli gonfio e intricato. Si sta scolando la decima birra di fila snocciolando aneddoti come si fa nelle sere d’estate. In centroamerica e’ sempre estate e lui un fiume in piena. Prima M. faceva il musicista, percussioni, ha suonato anche con i grandi ma in generale con chiunque lo pagasse “un mercenario della musica”. Adesso si definisce: ” un piccolo imprenditore di merda, questo sono”, in centroamerica. Lui che e’ valdostano. Racconta di quella volta che la zona era invasa da Hippie e saltimbanchi che venivano  da tutto il mondo a contestare il NAFTA. Scendono giu’ da una discesa sterrata ripida come un fosso che e’ l’unico accesso al paesino con un pulmann a due piani stile inglese. Chissa’ dove cazzo lo hanno preso. Saranno quaranta e gli campeggiano davanti l’ostello, si mangia insieme, fanno amicizia. Dopo dieci giorni i tipi devono andare ma, cogno, il bus non puo’ farlo quel cazzo di fosso in salita, M. molla l’ostello per un giorno intero chiama due trattori dalla ciudad, dirige le operazioni e i cinquanta tipi sono fuori dal fosso. Quando si tratta di pagare i trattori gli Hippie fanno una colletta e arrivano a 10000 coronas, ce ne vogliono 200000 de coronas che da queste parti sono un sacco di soldi, roba da farci il signore per una settimana. Ce li mette M., coronas sobra coronas.Lui che non e’ Hippie e non sa cos’e’ il NAFTA. Vicino a me ad ascoltare c’e’ A. che e’ spagnolo e gira il mondo con su tabla de surf. Ieri A. e’ arrivato in paese tardi, prima volta qui,  non c’era un posto in nessuno hotel, cogno,  e l’alternativa era dormire dentro  el gallo pinto, il vecchio Wolkswagen polveroso di M. o la spiaggia, senza tenda ne altro. Anne di Cophenaghen aveva una doppia ed era sola, senza nemmeno conoscerlo gli ha offerto un letto. Birra numero undici, M. si alza mi guarda e fa: << Lo sai qual’e’ il vero problema, il cazzo di problema che la gente non capisce?>>. Pausa. Sorso. << Se uno ti fa un favore pensa che tu gli devi qualcosa… no. Tu non gli devi un cazzo. Tu non gli devi proprio un emerito cazzo. Tu il favore lo farai ad un altro… e si crea un’onda>>. Una “buena onda” faccio io come dicono nel sudovest del Messico per intendere la gente tranquilla, che se puo’ t’aiuta e non cerca mai di fregarti, buena onda da good vibration in ingleseM. annuisce << si crea una buena onda…>>, senza capire il riferimento. Accanto a me annuisce anche A. sdratiato sull’amaca e brindiamo. Domani vedro’ A. raccogliere per strada una ragazza del posto, una tica, ubriaca e piena di lividi, pestata dal su compagno, costretta a dormire fuori. Le da un letto, adesso e’ lui ad averne uno in piu’ e ci andiamo a fare una birra. Y la onda vas…

 

 

Blogs, cartelloni pubblicitari e le dieci differenze.

Dieci differenze tra un blog e un cartellone pubblicitario:

1) Un blog è accessibile a molti, un cartellone pubblicitario soltanto  a chi puo’ permettersi di pagarlo

2) Un blog puoi decidere di non leggerlo, un cartellone pubblicitario no.

3) I cartelloni pubblicitari sono fatti in serie, i blog no.

4) I blog non modificano il paesaggio.

5) Un blog lo puoi commentare, su un cartellone pubblicitario non c’è feedback.

6) I cartelloni pubblicitari vogliono venderti un prodotto, i blog no.

7) Su un blog puoi approfondire un concetto, un cartellone pubblicitario si guarda bene dal farlo.

8) Un blog rappresenta un modello di comunicazione a rete potenzialmente simmetrico, la pubblicità è gerarchica e asimmetrica.

9) I cartelloni pubblicitari sono fatti per fottere chi li legge, un blog al piu’ per la masturbazione di chi scrive

10) Su un blog puoi ostentare la personalità oppure le idee  decidendo di tralasciare le immagini, un cartellone pubblicitario ostenta soltanto quelle.

Se poi qualcuno decide che ostentare la propria personalità o semplicemente l’averne una sia un male in sè, per quanto mi riguarda puo’ viaggiare in astrale fino in Tibet, liberarsi del proprio ego Rajanico e  ricongiungersi all’energia cosmica universale  trasmigrando altrove.

Come a dire: se sono soltanto cartelloni che pubblicizzano persone come fossero prodotti politici o commerciali, che li leggi a fà?

 

Muratore e Governo

Quando esci al mattino per andare a lavorare ti trovi una sua gigantografia sotto casa ed è la prima faccia che vedi. Nel tragitto di 5 o 6 km da casa tua al cantiere conti altri 15 o 16 cartelloni dai quali ti sorride rassicurante promettendoti miracoli. La televisione ti racconta ogni suo starnuto, te lo mostra mentre pontifica su qualsiasi argomento, su sette reti su sette per sette giorni su sette. Se si parla di calcio si parla di lui, se si parla di politica si parla di lui, se si parla di finanza, economia, giustizia, guerra o editoria, si parla di lui. I suoi amici parlano soltanto di lui, esattamente come i suoi nemici. Negli ultimi anni ti sono arrivati a casa la storia illustrata della sua vita, il suo euroconvertitore, le sue lettere preelettorali i suoi sms in spamming. Su tutte le prime pagine dei giornali c’è sempre una sua foto, sulle riviste di costume c’è la sua villa in sardegna, la sua famiglia, i suoi amici, i suoi menestrelli e i suoi avvocati.

Così decidi di spegnere la televisione, non compri piu’ i giornali, trovi tragitti sempre piu’ complessi per evitare i cartelloni, ti prendi una vacanza e ti scegli un hobby. Magari scegli un hobby come la fotografia in cui il principio della televisione è ribaltato, invece di subire immagini che qualcuno seleziona per te, sei tu che selezioni le immagini che vuoi che ti accompagnino d’ora in poi e le immortali. Finalmente libero di sceglierti cosa inquadrare e cosa non inquadrare ti prendi una vacanza e in un giorno di festa te ne stai in una delle piazze piu’ belle del mondo a fotografare facciate barocche e fontane rinascimentali, appoggi l’occhio sull’obbiettivo e… te lo trovi lì che ti saluta, sorridente, coprendoti il panorama artistico e rovinandoti la foto. Così decidi di esprimere le tue intenzioni di voto in largo anticipo sulle elezioni prossime venture. Non è un problema di dissenso politico, ma di inquinamento visivo.

 

“Muratore e Governo” Batocchioni 1999