Berlusconi perde i pezzi?

“Con quel poco che c’ho ancora me la cavo
non mi muovo ma ragiono molto bene
ora c’ho praticamente un gran testone
e un testicolo per la riproduzione.

(Giorgio Gaber)

In una strana operazione di paleo-restyling  il leader politico più anziano del paese rifonda Forza Italia, ripropone cioè un’idea di trent’anni fa contribuendo alla saga  dell’eterno ritorno di se stesso. Svanisce, più che scindersi, il PdL, nato sul predellino e fin da subito votato a perdere pezzi lungo la strada: FLI, Fratelli d’Italia, Tremonti, Mario Mauro e una lunga lista di dirigenti fuoriusciti. Adesso il Nuovo Centro Destra di Alfano, Cicchitto, Schifani, Giovanardi e Lupi, tutti ormai ex-esponenti del PdL che non ci saremmo stupiti di trovare sul fronte lealista, si sgancia ma non troppo, giusto quel tanto che basta per restare la gamba destra delle larghe intese. Gamba superflua alla Camera, dove il PD ha i numeri per governare da solo, e malferma al Senato, dove i trenta alfaniani portano il Governo Letta a una manciata di voti di vantaggio,  appena sette. Per comprendere i nuovi equilibri parlamentari a questi vanno sommati i Senatori a vita, recentemente nominati da Napolitano proprio allo scopo di fungere da paracadute al Governo in caso di necessità.

Come prevedibile  oltre il 70% del partito resta col padre fondatore, e la forbice nella quale Alfano sembra potersi muovere alle politiche va da un discreto 7% nel caso migliore, con  scenari meno ottimistici che lo condannerebbero a una irrilevanza finiana. L’impressione è che altra sabbia sia scivolata via dalla clessidra di Letta e delle intese sempre  più strette su cui poggia il suo governo. Eppure, la somma dell’area di centro-destra nel complesso non ci rimette e, anzi, grazie al suicidio di Vendola scoperto a sghignazzare coi padroni, guadagna punti nei sondaggi sul centro-sinistra. Del resto l’Imperatore, come lo chiamavano i suoi sodali quando ad Arcore si faceva festa tutte le sere, potrà avere finalmente mano libera per entrare in campagna elettorale permanente, lanciare dichiarazioni anti europeiste e soprattutto anti-Euro  (l’uomo ha fiuto, questo non gli va negato) e tentare di crescere lentamente nei sondaggi nei nuovi panni di Capo dell’Opposizione messo in galera dal regime. Forse si paragonerà a Mandela, forse a Gramsci, chissà. Per Berlusconi era urgente uscire dal Governo ma anche necessario tenerlo in piedi. Del resto lo scisma,  come ha fatto intendere  Alfano, non è contro il padre del centro-destra, ma contro il veleno che i falchi hanno versato per mesi nelle sue orecchie. Se poi gli alfaniani scissionisti tornassero all’ovile al momento giusto, saremmo davanti a un capolavoro politico. [continua a leggere]

Big Brother Barak (II)

 avevamo azzardato la scorsa settimana , l’affermazione di Claudio Fava sulla possibilità che i servizi segreti italiani fossero al corrente dell’attività spionistica della NSA sulle utenze nazionali, si è rivelata  tutt’altro che campata in aria.

 contrario, non stava francamente in piedi che gli USA avessero intercettato Francia, Spagna, Austria e Germania ma non l’Italia, come aveva fantasiosamente esternato il presidente del Copasir Stucchi, farneticando peraltro su filtri dell’NSAposti lì per schermare il traffico digitale italiano. Il caso Telecom dimostra che le intercettazioni illegali, in osservanza dell’ ART.15 della Costituzione tutte quelle non disposte da un magistrato, sono la norma non l’eccezione e che è già successo che persone vicine ai servizi ne fossero coinvolte.

Nel frattempo il Datagate dilaga assumendo proporzioni globali e contorni inquietanti. Ieri il capo della NSA Keith Alexander ha dichiarato che i dati gli venivano forniti dai servizi segreti europei: si presuppone di nascosto dai rispettivi esecutivi, se è vero che è stata spiata Angela Merkel. Se è vero, visto che la quantità di notizie e indiscrezioni si sta moltiplicando a dismisura e lanci di agenzia coinvolgono a diverso titolo Google (spiato), Microsoft (collaboratore) e Yahoo! (spiato), patti segreti stipulati tra servizi (incaricati da chi?), programmi di intercettazione di massa dai nomi testosteronici, Muscular, o psichedelici come PRISM. La NSA smentisce quasi tutto, compresa l’intercettazione del pontefice, col Vaticano che fa spallucce con la sicumera di chi è troppo esperto per non affidare ogni comunicazione davvero riservata a un buon vecchio sigillo di ceralacca.

La notizia meno credibile, probabilmente artefatta, è quella secondo cui al G20 Putin abbia regalato come gadget agli altri capi di stato delle chiavette USB con le quali spiarli. Chiunque abbia una qualche vaga cognizione tecnica intuisce che la cosa non sta in piedi. Difficile pensare che la chiavetta nascondesse una cimice di qualche tipo, perché chi vuole spiare con una cimice un capo di stato non gliela regala, la nasconde senza farsi vedere, o sarebbe come lasciare la firma. Più credibile che nascondesse un malware in grado di inviare i dati del computer a cui la chiavetta veniva connessa, ma anche in questo caso, visto che si tratta presumibilmente di un computer super controllato, il rischio di essere scoperti risulta altissimo. C’è da dubitare che un Capo di Stato o di Governo sia così imprudente da usare, senza averlo prima sottoposto a bonifica, un oggetto che gli ha regalato Putin, un ex dirigente del KGB trasmutato in zar postmoderno.  Hanno bonificato anche il lettone, c’è da scommetterci.

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