I nuovi inquisitori.

Inquisitori della Santissima Romana Chiesa Cattolica e Apostolica.
Noi a Roma, clericali e papalini come dovremmo essere, il pontefice lo prendiamo per il culo dai tempi di Pasquino. Sono passati cioè 500 anni, ce l’abbiamo col Papa per lunga tradizione. Mentre scrivo alla TV il direttore del’Avvenire  sta sostenendo che fare satira contro il Papa indebolisce il tessuto democratico del paese. Lo dice così, come se fosse una cosa normale e sensata, senza che ci sia nessuno a chiedergli se non è forse la censura ad essere inaccettabile in democrazia. Prosegue poi dicendo che la satira contro il pontefice è particolarmente vigliacca visto che considerato il suo ruolo egli non puo’ difendersi. Come se non fosse lui la prima linea di un esercito di alfieri pronti ad immolarsi pur di difendere il vaticano dai bersaglieri, come se la chiesa non fosse un potere politico, come se la chiesa non facesse opinione, come se fosse osteggiata e continuamente sotto attacco dei media anticlericali. Stupisce che nessuno abbia ancora tirato fuori il termine anticristiano, forse perchè si tratta soltanto di parodia, non di satira ne tantomeno di critica. La critica nei  confronti della chiesa infatti, è praticamente scomparsa dal dibattito mediatico e politico.

 

Inquisitori nostrani filo-Israeliani
Così come si vorrebbe far sparire le critiche al governo di Israele fustigando chiunque non sia smaccatamente filo-israeliano a colpi di <<antisemita!>>, un’infamia terribile per chiunque sia in realtà estraneo a quell’ignobile forma di razzismo, un’infamia che si tende ultimamente ad usare come una frusta. C’è un articolo scritto da  Gideon Levy
  sul giornale israeliano Haaretz, il quale giustamente critico verso il proprio governo, denuncia:
il numero di persone uccise da Israele non solo è 10 volte superiore a quelle uccise da Hezbollah, ma il numero di soldati uccisi da Hezbollah è tre volte superiore a quello dei civili, mentre il numero di civili libanesi uccisi da Israele è circa tre volte superiore al numero di combattenti di Hezbollah
Insieme al numero e all’arbitrarietà crescente degli omicidi mirati (fino a 300 esecuzioni senza processo ne istruttoria in quattro mesi), questi dati sono esposti con coraggio e rammarico da Levy. Pure ammettendo che Hetzbollah sia una milizia terrorista che va disarmata o distrutta, certi dati dovrebbero essere elemento di dibattito in Israele come all’estero. Viene il dubbio infatti che la distinzione tra il terrorista e chi lo combatte sia francamente tutta da stabilire e non da dare per scontata come i nostri media quotidianamente fanno. Levy denuncia che l’assenza di questo dibattito è un segno del progressivo imbarbarimento della sua patria e gli è concesso di farlo su un quotidiano importante.  Evidentemente, al contrario degli israeliani, noi siamo già completamente imbarbariti visto che se non si intervista Magdi Allam come massimo esperto della questione mediorientale e non si invoca il diritto a difendersi di israele anche quando attacca, si comincia subito a sventolare lo spettro dell’antisemitismo

Inquisitori filo-USA.
Se essere critici nei confronti della politica USA (in particolare quella estera) o avere dei dubbi sull’11/9 significa essere antiamericano, allora io lo sono fermamente.  Sono anche anticinese, antirusso, anticoreano, antisaudita, antiisraeliano, antiiraniano, antibritannico. Non credo di essere un fondamentalista rancoroso che odia metà dell’umanità, credo soltanto di avere delle opinioni, che non mi impediscono di apprezzare questi paesi e la gente che li abita sotto altri profili. Se queste opinioni siano pregiudiziali o meno lo si stabilisce in base alle argomentazioni, non alle etichette retoriche dei nuovi inquisitori, per di piu’ se affibbiate preventivamente. Gridare all’eresia è meno faticoso che fermarsi a discutere i fatti.

Mullah, Imam, Ayatollah, Ulema e altri inquisitori islamici.
Le vignette su Maometto erano perfettamente legittime da parte di un giornale (non di un ministro), seppure non credo vi fu scelta editoriale piu’ idiota e intempestiva a memoria umana. Le 1354 fatwa in cui incorre chiunque attacchi  i simboli dell’Islam (nemmeno chi stermina o tiranneggia i mussulmani se ne attira tante) sono grottesche, strumentali, liberticide e medioevali… e giustamente l’occidente non trova niente di meglio da fare che imitarle contrastando al proprio interno ogni possibilità di critica,
satira, inchiesta, confronto.

Scontro di civiltà.
Nel clima di merda che si è venuto a creare si dice spesso che le distanze tra occidente e mondo islamico aumentino: in realtà è solo l’odio che aumenta, le distanze diminuiscono. La guerra,  per quanto lo faccia in modo terribile, rappresenta comunque un momento di contatto in cui le culture e i popoli si  influenzano e contaminano a vicenda. E prendono il peggio gli uni degli altri.

Ozia.

A me e a Joe Chip dopo aver letto un libro capita di scambiarci delle mail in cui ne parliamo, a volte poche righe a volte cose che somigliano ad una recensione con tanto di voto. Probabilmente lo facciamo perchè aprire un libro e cercare di non lasciarlo a metà influirà sul prosieguo della settimana: farà da colonna sonora e da scenografia ai pensieri arruffati che ti vengono guardando fuori dal finestrino della metro mentre vai al lavoro o fissando il soffitto quando l’insonnia ti tormenta. Scegli la colonna sonora sbagliata, paghi una cacofonia di parole banali e ruffiane 15 euri e la tua settimana sarà un po’ piu’ insopportabile del solito. Così il consiglio di un compare puo’ tornarti utile e salvarti da centinaia di pagine noiose e qualche volta farti leggere un libro che diventa a sua volta un compare fidato che te ne presenta altri. Così questa corrispondenza adesso forse passa su un blog che si chiama ozia*, non ci troverete critiche letterarie ma soltanto impressioni sulla roba che finiamo per leggere. Finchè dura, finchè ci va.

(*) Il nome del blog è scelto aprendo a caso la Bibbia.Ozia era un re  giudeo che combatte’ con valore, innalzo’ torri a Gerusalemme e fu saggio e giusto. Un giorno pero’ pesto’ i piedi alla casta dei sacerdoti e Dio lo punì con la lebbra. E questo ci insegna che puoi comportanti bene quanto vuoi ma se fai un post contro il Papa rischi di passare l’eternità con le piaghe sulla    faccia e sul culo, schifato dalla società e da Domineiddio. Ma ozia ricorda anche l’ozio, la condizione ideale in cui si ha il tempo per leggere. Alla fine magari è pure un buon nome.