Live earth: Gore e Madonna salvano il mondo.


Ho apprezzato il film di Al Gore,  se non altro  per i contenuti, e condivido le preoccupazioni ambientaliste. Se potessi fare un augurio ai figli che non ho, augurerei loro una rivoluzione verde, da farsi subito, di cui questi possano raccogliere i frutti quando (non)avranno la mia età. Comprendo anche la strategia di Gore sull’eco-business, nel senso che o il capitalismo trova il modo di farci i soldi su questa rivoluzione, o saremo costretti a scegliere tra esso e  la prospettiva di avere ancora un pianeta vivibile. Non me ne vorranno gli apologeti dello sviluppo a tutti i costi, ma tengo più alla seconda che al primo.  Se di eco-business si dovrà parlare  questo dovrà  partire in fretta, per non dire da subito, cioè entro un orizzonte temporale in grado di conciliare il principio di precauzione ambientale, il cui limite rischia di essere già stato valicato, e le logiche legate al ritorno degli investimenti e all’apertura di mercati di consumatori eco-sensibili o eco-sensibilizzati loro malgrado. Con questo non è che io voglia remare necessariamente in direzione delle esigenze del capitalismo industrialista è che, pragmaticamente, più ci si oppone ad esso in modo frontale più le cose rischiano di diventare lunghe e difficili. In un mondo di consumisti e di aspiranti tali, non esiste ad oggi una consapevolezza ambientale capace da forzare la mano al sistema fino  a fargli abbandonare il paradigma della crescita a tutti i costi. Già ottenere in tempi brevi l’abbandono di un’idea di crescita basata sugli idrocarburi, sarebbe un risultato inaspettato. Allo stesso modo chi pensa che le forze del mercato correggeranno la rotta da sole, senza pressioni, senza una volontà politica (vera e non soltanto verticistica, non mi aspetto nulla da Kioto e dal G8) e senza dover rinunciare a qualche profitto immediato è soltanto il solito visionario idolatra del fantasma di Adam Smith. Si dovranno credo costruire improbabili sinergie (brutta parola lo so) tra il mondo qual’è e il mondo quale potrebbe essere, perchè il tempo a disposizione per capire da che parte andare  e come andarci non sembra essere molto.  L’alternativa è che tra qualche decennio la catastrofe scelga al posto nostro: in quel caso non vorrei essere nei panni dei figli che non ho, né nei miei quando (non)mi chiederanno di rendergliene conto.

Detto questo, con questi concertoni mondiali hanno rotto il cazzo.

Se penso che l’eco-business  dovrà inevitabilmente giocare un ruolo in qualsiasi strategia di riduzione delle emissioni che si voglia decidere di adottare, non credo invece affatto nell’ eco-showbusiness. Affidarsi a Bono Vox, perchè la gente ascolta soltanto i Bono Vox, mi pare parte della problema e non della soluzione. Siamo ancora più nella società delle immagini che in quella dell’informazione e si continua a far finta di non capire questa gente rappresenta innanzitutto degli stili di vita da invidiare ed emulare, irraggiungibili icone che, a parte qualche canzone,  veicolano soltanto mode. Se la svolta ambientalista ci viene venduta come una moda, rischia di esaurirsi in essa. Davvero ci affidiamo a queste mega passerelle ipocrite buone per far lavare la coscenza a qualche nuovo messìa verde, che nel prossimo video scenderà dall’ennesima Rolls-Royce? Ora, pragmaticamente, posso rassegnarmi che la salvezza del pianeta mi venga in qualche modo anche venduta (del resto se ci hanno venduto la fame nel mondo al Live8 questo è il minimo), ma deve vendermela per forza Shakira? Il tutto in un evento mediatico dove ci passano un’indecente  pubblicità progresso di tre minuti sul dovere nazionale di comprare la nuova 500(*) quando nessuno prende a calci in culo la FIAT per farle fare un modello di auto ibrida come la Toyota fa da cinque anni?

Madonna, che ogni volta che va a fare la spesa con l’aereo privato consuma più petrolio di quanto un abitante del Ghana farà in tutta la sua vita, ha già salvato l’Africa dalla fame. Non è che, poverina, la staremo caricando di troppe responsabilità?

(*) Nella nuova pubblicità tra i testimonial involontari (almeno quelli morti) passati su lunghi primi piano in bianco e nero ci sono Falcone, Aldo Moro e Giorgio Napolitano! Il Presidente della Repubblica mi sta vendendo un’automobile e nessuno dice un cazzo! Devo farci un post, puttana eva.

8 thoughts on “Live earth: Gore e Madonna salvano il mondo.

  1. prion ha detto:

    Qui negli States il concerto era on demand, a pagamento. Ovviamente tutti i ricavati destinati all’ambiente… almeno cosi diceva la pubblicita’ di Charter (la Sky americana…). Il problema e’ che io ho il cavo Charter tarocco, allacciato per 60$ da un palestinese hacker di cavi, e adesso mi sento troppo in colpa, ho truffato l’ambiente! Che vergogna… ;)

  2. lilith979 ha detto:

    Bella la considerazione iniziale sull’utilità di cercare di allacciare l’ecologismo alle spinte capitalistiche, molto lucida: in effetti a volte il fine giustifica i mezzi, mai come questa volta i termini sono appropriati.
    Per quanto riguarda le raccolte fondi, io non ci ho mai creduto minimamente però: mi sono sentita insultare e dare della nazista insensibile (n’ata vota…) perchè rifiutavo di mandare gli sms in occasione dello tzunami etc etc.

  3. idiotaignorante ha detto:

    Io, di fronte alla gente descritta da Lilith che ti da’ della nazista ecc., mi lascio andare al piu’ compiaciuto dei nichilismi pro-inquinamento e devastazione. Solitamente riesce a far cambiare argomento alla discussione! :)

  4. lilith979 ha detto:

    E’ che se lo facessi mi crederebbero. Avrò il physique du role.
    Ad ogni modo, neanche in questo argomento perdo il mio pessimismo: temo che non ci sia nulla da fare, niente salverà l’Occidente (quantomeno) dalle conseguenze del suo smodato progresso.

  5. magazoe ha detto:

    a me è piaciuta molto l’iniziativa, tu sei iscritto alla loro news letter?
    Comunque anche la cambagna di Obama è condotta ad ottimo livello, se dai uno sgurdo su you tube c’è molto materiale interessante.
    ciao

  6. crystalbeach ha detto:

    Salve a tutti sono appena tornato dal salento terra meravigliosa piena di bella gente. Un mare che non ha niente da invidiare ai caraibi e spiagge da sogno. Nelle pinete però si riuniscono spesso i cosiddetti “alternativi”(a chi? a cosa?) e si possono ammirare stupende discariche di spazzatura a cielo aperto appena coperto dalle fronde degli alberi. Forse qualcuno le pulirà in parte per quelli che andranno in vacanza ad agosto. Sul tema dell’ecologismo propongo una rivoluzione da attuarsi subito. Andiamo in america fondiamo una religione ci facciamo finanziare una bella chiesa e scriviamo un bel libro sacro ricco di cazzate. Poi scriviamo una bella canzone contro le guerre e i terrorismi, in favore degli alberelli e dei fiori, contro i cani abbandonati d’estate e in favore di un ritorno alla terra tramite il nudismo la facciamo cantare in trio a shakira madonna e bono vox e coi soldi che ci facciamo ce ne andiamo a stare alle maldive fino a quando non arriva il nuovo tsunami. Ciao a tutti sono un po fuori alla prossima.

  7. utente anonimo ha detto:

    A Crystalbeach pare che nel salento oltre alle discariche e alle spiagge se fuma pure da paura… ;)

  8. crystalbeach ha detto:

    Come natura crea e non è cirio ;-)

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