Dalla festa dell’Unità al Democratic Party.


Ieri sera col TL e un altro amico ci siamo recati a ciò che rimane della Festa dell’Unità: quella manifestazione cioè che non è più una festa dell’Unità ma ne usurpa impunemente il nome. Ho incontrato P. il giovane  segretario della sezione DS del quartiere dove sono cresciuto il quale ne approfitta per raccontarmi le ultime lacerazioni di partito. P. è sempre stato una brava persona e  anche se a forza di fare carriera politica è destinato ad diventarlo sempre meno, mi faccio raccontare volentieri ciò che avviene dalle sue parti. Il mio (ex)quartiere è una roccaforte storica DS che di recente si è trasformato da rione popolare abbandonato a se stesso e alla malavita come era stato negli anni ’70 e ’80, a costosa vetrina della Roma “mangni bene e te diverti” con tanto di sfilata rituale di politici sorridenti nel periodo elettorale. Quindi una sezione importante in un collegio neo-prestigioso. Dopo la scissione tra neo-Democratici e aderenti al Correntone (che P. chiama con disprezzo scissionisti manco si riferisse a una frangia del clan Di Lauro), nella sezione pare stiano lavorando i muratori per alzare un muro in cartongesso tra le due nuove mezze-sedi che ne nasceranno: dal muro di Berlino al muro di Fassino. Così vanno le cose.

Del resto sticazzi, mai votato DS, mai avuto tessere e mai frequentato sezioni di alcun partito.  Però sul Partito Democratico ho le mie idee così senza calcare troppo la mano e per evitare il rischio che mi vada per traverso la birra gli faccio un paio di domande, tanto per capire. Se avessi voluto andarci giù un po’ più pesante  gli avrei chiesto <<ma non ti vergogni ad essere compagno di partito con Paola “Silas” Binetti?>>, ma ho preferito non farlo.

Aramcheck: <<Ma non ti sembra che sto PD sia un contenitore vuoto?>>
P: <<No anzi! Io la vedo come una cosa tutta da riempire!>>

Ora, a casa mia, una cosa tutta da riempire è vuota, e glielo faccio notare.

Aramcheck: <<Ecco appunto: vuota. La dovete ancora riempire e già aderite entusiasti chiedendo alla gente di farne parte…>>
P: <<No non è vuoto! Stiamo lavorando per trovare le idee con cui costruire questa proposta, per metterci delle cose dentro. >>

Io sarò arcaico ma il linguaggio moderno del Grande Partito Democratico (GPD) proprio non lo capisco. Purtroppo sono legato a vetuste regole della logica per cui una cosa, in genere, non coincide col suo contrario: dove lo stato di “vuoto” si oppone allo stato di “pieno” e quello di “non pieno”, cioè “da riempire”, si avvicina a quello di completamente o parzialmente vuoto  e così via. Colpa mia, per carità. Mentre il Taxista Leninista al mio fianco già mostra segni di insofferenza faccio notare a P. che conoscendolo, mi sarei aspettato di vederlo con quelli che rimanevano meno a destra (lasciamo stare il concetto di piu’ a sinistra che di questi tempi è  utopico) e lui << No. Il percorso storico di un vero Comunista Italiano, di uno che era del PCI, culmina in modo naturale nel Partito Democratico. Poi qui c’è la parte sana del partito: Veltroni, D’Alema (*)…>>. A quel punto  alzo gli occhi al cielo e dietro di lui, illuminante, vedo troneggiare un manifesto con sopra un gigantesco bicchiere di Martini, scorza d’arancia, rametto d’ulivo invece dell’oliva e la scritta DEMOCRATIC PARTY.

E’ così che attraversando a testa alta la storia si evolve un vero comunista, non come gli scissionisti che fanno percorsi contronatura! Questo è il percorso “naturale” del Partito Comunista Italiano: dalla vecchia Festa dell’Unità al Party dei Democratici, dal materialismo dialettico alla neo-logica dei contenitori che non sono vuoti ma da riempire, magari col Martini e non certo col Lambrusco, vuoi mettere?

 

Metto qui sotto la foto di Gramsci, tenetela d’occhio, e appena comincia a piangere sangue come la madonnina di Civitavecchia, avvertitemi che la porto da Vespa.


(*) Se D’Alema è la parte sana di qualcosa spero di non vedere mai la parte marcia.

 

8 thoughts on “Dalla festa dell’Unità al Democratic Party.

  1. prion ha detto:

    Mi spiace Jack ma stavolta hai perso il filo… il concetto da evidenziare e’ che il PD non e’ vuoto per nulla! Questi me superano il primato der testa, manco nato e gia’ strapieno de cazzate!

  2. lilith979 ha detto:

    Allora: è per vero che lo stato di un a mente “svuotata” da insegnamenti inutili e dannosi, dalle convinzioni illogiche, dai preconcetti etc. è (per me) sempre preferibile ad una già piena di cazzate: il famoso concetto del vaso pieno che occorre svuotare del veleno per travasarvi acqua pura.
    Il fatto è che mi riesce difficile pensare ad un partito come ad una mente o comunque, qualcosa di organico…specie se, in un quartiere di Roma, si fa pubblicità con il nome di democratic party.
    Solo altre parole con cui riempirsi la bocca…

  3. Aramcheck ha detto:

    @Lilith: Qui si tratta di fare una grande operazione di marketing politico vuota di contenuti, spacciando per nuovo cio’ che non ha elementi di novità. Il PD nasce sfruttando l’icona buonista di Veltroni, parla di laicità inglobando democristiani ruiniani, ripropone eternamente gente come Fassino e Rutelli, si rifà il trucco
    con un nome che suona esotico per la politica italiana. D’Alema è uno che fa squadra coi banchieri e chiede il voto agli operai. Tu hai ragione, ma dall’anfora in questo caso non esce il veleno e non entra l’acqua limpida di nuove idee, perchè questa gente non ne ha mai prodotte. E’ soltanto branding.

    @Prion: Non er testa no, dai. Cerco sempre di dimenticarmelo ;)

  4. Aramcheck ha detto:

    Aggiungo, come mi faceva notare anche JoeCHIP il processo democratico costruisce partiti intorno a delle idee per la società, questi fanno il contrario.

  5. pifferi ha detto:

    Di DEMOCRATICO in questo “nuovo” partito non ci vedo un granchè. Il leader è stato scelto, i “saggi” pure. Le donne sono sempre in netta minoranza perchè il partito è di fatto figlio di soli maschi (la dirigenza politica e i capi di partito). Nessuno dei dirigenti ha meno di 40 anni. L’orientamento è sempre troppo cristiano e gli slogan sempre più generici e privi di significato concreto. A partire da Democratic Party – pseudo Festa dell’Unità dove ti vendono una sarsiccia ner piatto de plastica a 8 euri, tanto semo tutti compagni e non famo gli schizzinosi!

  6. crystalbeach ha detto:

    Facciamo un bel partito nuovo? Il partito dei democraticamente portatori di ozio. Chiediamo voti per non fare un cazzo. MMMH…Mi sa che già esiste vero?

  7. joeCHiP ha detto:

    ti segnalo un’immagine in tema dal blog fotografico di x

  8. Aramcheck ha detto:

    X è un grande, non so’ se preferisco le vignette o le foto, senti se posso inserirle , chiaramente citandole.
    nel frattempo lo linko.

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