14 ottobre. Primo contatto con gli alieni maoisti della Federazione della Luce.

Mentre il mondo si interroga sugli effetti della della crisi e sul modo di venirne fuori alla svelta senza dover smantellare le proprie care certezze, Blossom Goodchild si e’ occupata di recente di questioni assai piu’ importanti per i destini di noi tutti. La signora australiana e’ la medium che e’ stata in grado di canalizzare il messaggio cosmico  da parte degli alieni della Federazione della Luce i quali, stando al messaggio, dovrebbero comparire con le loro enormi astronavi martedi’ prossimo nei cieli dell’emisfero australe e quivi sostare, ben visibili, per circa 72 ore. La notizia e’ riportata quiconferma un’altra predizione del famoso Dannon Binkley (il quale pare avesse previsto Chernobyl)  ed esiste addirittura un video sull’argomento su Youtube (me lo ha segnalato Uther) con il messaggio integrale tradotto in italiano. Non va inoltre dimenticato che ad affini  conclusioni era giunto di recente anche l’eminente Marco Columbro. Vi sconsiglio pero’ di ascoltare il messaggio in quanto i dolciastri alieni si dilungano in un noiosissimo sproloquio sulla fratellanza universale, simile a una paternale in stile  Partito Comunista Cinese del tipo: e’ buono e giusto stare dalla mia parte poiche’ io sono benevolo e armonioso, ma e’ anche saggio in quanto se  tu provassi a contrastarmi scopriresti che sono altresi’ grosso e invincibile e quindi ti spaccherei il culo. Vabe’…sta cosa sta spopolando su Internet e se uno ha del tempo da perdere  (letteralmente) trovera’ un sacco di gente sui forum piu’ strampalati intenta a discutere seriamente su questa eventualita’ e sui suoi risvolti:   dalle opportunita’ che potranno presentarsi al genere umano agli  eventuali problemi di integrazione (ma lo sanno i Fratelli della Luce che qui ancora pestiamo i negri?).  Problemi seri insomma, altro che recessione globale: qui arrivano gli ospiti e io non ho niente da mettermi. Spero i fratelli luminosi non si offenderanno se durante l’atterraggio  mi stappero’ una birra decidendo sul da farsi (gessato grigio o tenuta techno-anni’80 tipo R&R Robots?). 

Vasta e’ Internet e bizzarri i suoi abitanti. Curioso come su questo e altri temi ben piu’ seri, stavolta pare che il millenarismo sia esploso soprattutto dopo la fine del millennio e non prima come era accaduto ai  tempi di Rodolfo il Glabro.

Calcio.

Lo so’…
Lo so’ su questo blog non volevo parlare di calcio. Lo so’ che questo è il calcio di Blatter e della Nike, di Moggi e Giraudo, dei fischi ai neri in quanto neri, del doping e della grottesca omertà nella quale prospera.
Lo so’ che dai conflitti di interesse alla commercializzazione di qualsiasi spazio di incontro, dal giornalismo piaggesco all’invadenza del business televisivo, dalla truffa alla tangente, per finire coi modelli estetici e culturali delle patetiche semidivinità del gossip il calcio è il tempio sacrale delle mediocrità nazionali.
Si le so’ tutte queste cose ed è per questo che di calcio surrogato non volevo parlarne.

Pero’…
Pero’ domenica la gente in giro saliva in venti su un’auto come quando in questo paese c’era davvero qualcosa da festeggiare. Sembrava quasi che la cultura popolare e di quartiere fosse risorta per una breve notte d’ estate, in cui persino la meschina diffidenza verso il vicino di casa del telecittadino si fosse timidamente dissipata.
Pero’ la gente, faziosa e tifosa, frustrata da piccole sconfitte individuali, ha voglia di essere felice, esultare e immedesimarsi per cio’che non puo’ vivere altrimenti, per cio’ che non puo’ essere.
Perchè quando Zidane fa una finta e abbocchi anche tu che guardi la partita su Sky(fo?) o quando Totti vede un uomo smarcato che nessuno allo stadio aveva visto, sei davanti a un gesto che ha il sapore dell’epica, l’epica romanzesca e incruenta dell’eroe che trionfa, e resti attonito come un difensore avversario davanti all’implacabile legge del piu’ bravo, alla risorta morale del merito.
Perchè quando l’insopportabile Caressa che sarà pure il migliore a raccontare il calcio in diretta (e purtroppo lo sa), malgrado sia teatrale e verboso fino allo sfinimento e troppo poco istituzionale per raccontare la nazionale, grida: “preparate le valigie si va a Berlino” per un attimo pensi davvero che a Berlino ci si vada tutti insieme. Perchè l’ultima volta avevo sei anni e c’è sempre il rischio che due mondiali vinti non li vedrai mai.
Perchè i francesi li rispetto, pero’ ha ragione Conte che da un gusto unico vederli che s’incazzano. Perchè dopo il Bayern a Milano e i 7 minuti e tutti a casa, perchè il Borussia anche se non c’ero, perchè dopo Baggio che sbaglia quel rigore, Ronaldo e un ginocchio che si avvita, il maledetto 5 maggio, ancora i francesi nel 98 e nel 2000, le farmacie, l’arroganza dei soliti potenti, gli scandali insabbiati, il disgusto, la disaffezione e, non ultime, le piccole sconfitte individuali: anch’io ho voglia di esultare un po’.

…e malgrado tutto
Oggi l’ansa ha riportato le dichiarazioni di Borghezio il quale ha dichiarato che tiferà Italia perchè al contrario della Francia è una squadra che schiera giocatori <<Bianchi e cristiani, invece che neri e islamici>>
.
Quando un anno fa sempre l’ansa aveva annunciato che su un treno l’europarlamentare aveva incontrato un folto gruppo di “No Global” (quanto gli piacciono ai giornalisti le etichette omnicomprensive) che lo avevano mandato all’ospedale, parlando con gli amici condannai la cosa (e la condanno ancora) come indegna e squadrista. Tuttavia non avrei saputo fare di meglio.
Non credo che ci sia nulla di male nelle passioni, anche nelle piu’ frivole: c’è soltanto della gente senza passione che per problemi suoi rende merda tutto cio’ che tocca. Così anche per distinguere “il mio calcio, dal loro calcio” e proprio perchè del calcio se ne appropriano tutti per i loro porci comodi, domenica me ne riappropriero’ anch’io. Se tutto va bene scendo al quartiere, faccio il bagno in una fontana, urlo alla luna, abbraccio sconosciuti fino a notte fonda e per il gusto di farlo a modo mio…tifo Italia.

Stasera (III)

come è bello il vino,

bianco bianco bianco,

rosso è il mattino,

sento male a un fianco

Il progetto di Clinton nostrano in salsa ruiniana, dopo essere passato da verde a radicale al bianco redento sedeva sulla stessa poltrona con l’erede di Togliatti. Anche lui di certo “il migliore”, almeno a detta dei peggiori. Il gioco di società in cui si intrattenevano era un “giu’ dalla torre” di stampo ideologico-sociale.<<Meglio un figlio operaio e di sinistra o meglio avvocato ma fascistello?>> chiedeva il primo, e l’altro dopo tanto disgustato pensare <<Avvocato fascistello. Almeno quando cresce puoi portarlo in parlamento>>

Inserito io? A me? Sai che cazzo me ne frega a me?! A me basta un sacco a pelo, una tenda Quechua e un telefonino dotato di DVBH e posso anche dormire in ufficio, solo con me stesso sotto la luce lontana di un firmamento al neon. Sono un contemplativo, io.

Un monsignore spagnolo indignato gridava a capotavola: <<Qui col progressismo si cade nel ridicolo! lo avevo detto io si comincia coi diritti delle scimmie e si finisce col darne pure ai negri>>. Non osava dirlo ma era sinceramente preoccupato per la corrida e il turismo di Palmplona, vallo a fermare il progresso una volta messo in moto…

La Turandot con la sua amica Marlene Dietrisch, persuase che le cose non hanno essenza, dibattevano dotte con barocche architetture  linguistiche l’estetica del nulla in disuso. Non avevano tempo per le interpretazioni.

Il proletario è colui che trae la propria ricchezza dai figli che mette al mondo. Un tipico esempio di proletariato moderno è avere un figlio procuratore di calciatori quando tu ti occupi del business pallonaro.

Un giornalista in un bell’articolo racconta di un amico che gli proponeva: <<Pensa se andassimo tutti fuori dallo stadio ma stavolta senza entrare. Ci mettiamo lì coi maglioni in terra a fare i pali e un pallone a giocare>>. Mi ricorda da ragazzini, tra un’ auto e un secchione delle immondizie, a disputar coppe del mondo. Del resto Wembley, come Dio, è in qualsiasi posto in cui riesci ad immaginarlo.

Una voce suadente, a ricomparsa controllata con cadenza annuale, mi sussurrava nella notte ubriaca: << Ma tu… non ti senti solo?>> Taccio per non rispondere graziealcazzo mademoiselle, ma non è su tali basi che prendo decisioni.

Edward Lutwack spiegava ad una attenta platea il nuovo pink tank d’oltreoceano secondo il quale farsi esplodere in mezzo a un sacco di gente è  terrorismo,  mentre far partire un drone teleguidato portarlo su un villaggio pakistano pigiando tasti su una console e uccidere un sacco di gente è un videogame. Magdi Allam prendeva appunti.

Uther sostiene che sfiderebbe volentieri a singolar tenzone Vittorio Feltri. Io avrei sfidato volentieri Hegel. Alla sciabola, primo sangue, un colpo forunato e zac.

Il Cardinal Sprezzante, con al dito un anello d’oro a forma d’utero tempestato di embrioni in platino, ammiccava di nascosto ad un pessimo scritore passibile di scomunica. <<Ti ringrazio,>> sussurrava <<prima che arrivassi tu nessuno parlava piu’di noi…>>.

Il gioco dei quattro cantoni si gioca nelle sue numerose varianti con un numero di poltrone inferiore a quello dei giocatori. Al fischio di inizio tutti i partecipanti corrono verso una poltrona e seggono. A seconda delle varianti uno piu’ giocatori restano in piedi esclusi. Poi dopo un giro di consultazioni col capo dello stato si fa il governo.

come è bello il vino,

rosso rosso rosso,

bianco è il mattino,

sono dentro a un fosso

Aramcheck!

 

Il genio riconosciuto postumo della letteratura contemporanea di Phil Dick, descrive su “Radio Libera Albemuth” un flusso psichico che da un satellite orbitante intorno alla terra colpisce alcuni prescelti-predestinati durante le ore notturne. Il satellite invia visioni, informazioni, idee di rivolta contro il padrone del mondo: il presidente degli Stati Uniti Ferris Freemont. Freemont rappresenta l’impero nel senso piu’ ampio, da quello romano a quelli russo e americano durante la guerra fredda: un unico impero di dominazione di alcuni uomini su tutti gli altri che opera con continuità dalla notte dei tempi avvilendo il genere umano lasciando che la nostra natura extraterrestre, e in fondo divina, finisca nell’oblio.

Il satellite è là, inviato dal sistema stellare Albemuth dove i nostri progenitori ci invitano a ribellarci alla dittatura fisica e intellettuale. Valis l’entità che ci contatta per mezzo di esso ci raggiunge gradualmente, ci suggerisce sogni e pensieri, ci rende parte di un disegno che ci sopravviverà su questa terra, ma del quale saremo parte là dove torneremo. Intanto Ferris Freemont esercita il proprio sconfinato potere d’accordo coi suoi finti nemici, gli altri potenti di tutto il mondo. In realtà la sua attenzione è fissa sul vero nemico, il popolo di Valis, “i contattati”, i pronipoti di coloro che ci portarono sulla terra e che cercano di non dimenticare le proprie radici. Il nome che ha dato a questa smagliata rete sovversiva è Aramcheck ed in nome della lotta contro di essa fascistizza l’america ed il mondo intero. Ottenere consenso e potere diffondendo paura e promettendo sicurezza, il metodo funziona. Dick diceva della fantascienza: “è una cosa seria è la scienza del futuro”. Paranoico, forse…