Surrealismo politico italiano. Argomenti-moda: la strategia del dar fiato alle trombe.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha di recente proposto di rendere obbligatoria la predicazione in lingua italiana per gli imam, presenti nel nostro paese  al fine di scovare quelli che predicano in favore dell’odio antioccidentale e incitano al terrorismo. Gabriella Carlucci si e’ subito affrettata a sposare la proposta, spiegando che chi unque si opponesse all’idea avrebbe necessariamente qualcosa da nascondere. E’ nato un discreto tam-tam che ha diviso tra quelli che approverebbero una tale norma e quelli che la riterrebbero discriminatoria o inefficace. Il PD ha commentato, i maggioranza ha commentato, i giornali hanno commentato, i blogger hanno commentato e via di seguito percorrendo il circo mediatico. Vorrei far notare come, secondo consuetudine,   non si stia un realta’ parlando di nulla(*), e per diverse ragioni. Una legge del genere sarebbe di una incostituzionalita’ talmente macrospica (articolo 15, ma anche 19 e 21) da non avere  alcuna possibilita’ di essere approvata definitivamente e questo gia’ chiude rebbe il discorso. Come fa notare anche Kelebek  la norma, per non essere discriminatoria verso i musulmani e la lingua araba, dovrebbe proibire un’infinita’ di altre espressioni di culto non immediatamente comprensibili: dalla messa in latino, alle chiese per anglofoni presenti sul territorio, ai mantra religiosi buddhisti. Inoltre se pure si volesse accomunare qualunque gruppetto di musulmani raccolti in preghiera a un capannello sedizioso, cosa che non e’ possibile per quanto detto sopra, o si avessero reali sospetti su questo o quell’imam  la proposta cozzerebbe col principio giuridico (nonche’ logico) che l’onere della prova e’ a carico dell’accusa e che sono dunque gli inquirenti a dover dare evidenza che una data comunicazione abbia eventualmente finalita’ criminose. E’  un po’ come se si volesse imporre ai siciliani di parlare in italiano intellegibile e di non scrivere su foglietti di carta, per dar modo alla procura di scovare a posteriori ordini mafiosi senza dover imparare a leggere Camilleri o perder tempo a decodificare malscritti pizzini.
Al solito,  siamo al surreale.
Surreale che dilaga nella comunicazione politica con precise finalita’: si fa cioe’ strategia comunicativa.
Parto dall’assunto, del quale sono fortemente convinto, che Fini non sia un cretino(**) e che conosca fin troppo bene, visto il ruolo e il lungo trascorso politico, la Costituzione Italiana (non sono del tutto convinto che ne condivida i valori, ma questo e’ un altro problema). Perche’ allora fa una proposta che non ha alcuna possibilita’ di essere trasformata in legge e, ma non e’ stata interpretata cosi’ dai comentatori ne’ Fini ha precisato alcunche’, al piu’ potrebbe trattarsi di un accorato appello agli imam e  ai credenti musulmani
(chiaramente inefficace), ottenendo soltanto di alzare una cagnara? Forse perche’ la finalita’ e’ la cagnara stessa…

Quello descritto e’ soltanto uno dei molti esempi e nemmeno il peggiore. Qualche giorno fa leggevo un titolo sulla versione online di Repubblica o del Corriere sul fatto che i politologi stiano registrando la tendenza da parte dei politici a fare proposte, su cui si discute per settimane, e che finiscono in nulla. Non ho potuto leggere l’articolo e adesso sembra sparito dal web, spero che qualcuno gentilmente possa segnalarmelo.

Politologi o no, la tendenza e’ fin troppo evidente ed e’ quella che io avevo chiamato in un post vecchiotto a riempire l’agenda politico-mediatica di argomenti-moda.

“Nella rincorsa all’apparizione televisiva, l’unica reale arena politica rimasta, e nella necessita’ dei media di saturare il palinsesto informativo, vediamo intervallare problemi veri, che in genere nascono da esigenze della società o da allarmi delle comunità reali, ad argomenti moda  che tengono occupati giornali e TG in un ciclo infinito di finte polemiche e ridicoli dibattiti. Gli argomenti moda in genere nascono nelle segreterie di partito, nelle redazioni dei giornali e nei board aziendali.” (***)

Anche se gli argomenti-moda di ordine politico sono soltanto un sottoinsieme dell’universo mediatico della fuffa (****), ultimamente il fenomeno relativo a quest’ultimi  e’ giunto a livelli tali per cui le proposte di aria fritta dominano letteralmente la scena, determinando il clima politico indipendentemente da cosa si approva di fatto in parlamento e da cosa sia stato concepito per restare invece relegato alla centrifuga mediatica. Si pensi alle sparate di Berlusconi su cui si ciancia per giorni, si pensi a quando Brunetta dice che i fannulloni stanno a sinistra (evocando epurazioni su base politica), si pensi alle piu’ turpi proposte della Lega rimaste, e meno male, sul tavolo: impronte dei piedi per gli immigrati, impronte ai bambini rom, leggi improbabili contro le prostitute,  i diecimila fucili di Bossi e via delirando.

Questa tattica comunicativa ha diverse finalita’.

La prima, come detto, e’ quella di guadagnare visibilita’ mediatica.

La seconda e’ quella di avere un abile strumento di propaganda elettorale fuori dal periodo preposto. La lega urla per mesi che vuole Malpensa come super HUB mondiale in partnership con Lufthansa e poi Berlusconi vende ad AirFrance che conferma Fiumicino? E Maroni alza un bel polverone sul divieto di manifestare davanti ai sagrati (qui a Roma ogni angolo della citta’ e’ davanti a un sagrato). Cosi’ l’elettore leghista si convince che, nel complesso, la Lega continua ad avercelo duro e a difendere i suoi interessi.

La terza e’ quella si sondare il terreno. Si annuncia un provvedimento aberrante per vedere come la prende l’opinione pubblica: se la cosa non desta poi tanto scandalo si mette in un disegno di legge la versione soft, magari soltanto indegna, ben sicuri che l’opposizione sara’ tutta contenta per aver fatto abbassare il tiro al governo (vedi la legge Alfano negoziata  per non sospendere 10mila processi).

 
La quarta, come direbbe Prion, e’ quella di distogliere l’attenzione dalla mano che nasconde la monetina. La monetina in questo caso e’ l’argomento serio, come l’arrivo di una decrescita infelice del  PIL del -2% , un numero di disoccupati ancora tutto da stimare entro la fine del 2009 e la epocale crisi dell’auto.

 


Auto invendute a milioni, uno dei tanti depositi sparsi per il globo.

Questa strategia comunicativa e’ particolarmente diffusa nel centrodestra, non perche’ il PD sia superiore a questi mezzucci, ma semplicemente perche’ il PD  non e’ in grado di applicare una qualsiasi strategia di comunicazione, per becera che sia. Con la sagacia tipica della trota d’allevamento gli esponenti del PD si limitano ad abboccare ad ogni amo che la destra lancia contribuendo all’inutile cacofonia e per di piu’ inseguendo l’agenda dettata dall’avversario.

Sogno un film sulla furbizia di Veltroni interpretato da Peter Sellers… un vero peccato che sia morto nel 1980. Ci sarebbe sempre Gene Wilder… e’ ancora vivo?



(*) Forse per questo la Carlucci  si e’ proposta subito come esperta
(**) Sulla Carlucci invece mi limito a dire, per educazione, che ho un’opinione piu’ articolata.
(***) Mi si perdoni se di tanto in tanto cado nella deplorevole pratica dell’autocitazione :)

(****)Che va dalle sparate sulla clonazione umana di Antinori a  quelle di qualche partecipante ad un reality, attraversando tutto lo spettro delle possibili cazzate.

Il Panic Day, due anni dopo. Toh… non era vero niente.


ovvero  “Se dico che è sicuro  fare il surf in questa spiaggia vuol dire che è sicuro…”


L’11 agosto del 2006 avrei dovuto prendere un aereo per San Diego ma   giunto a Fiumicino trovai l’aereoporto  militarizzato fino all’inverosimile,  i voli  tutti in clamoroso ritardo, le coincidenze perdute e le misure di sicurezza tali da non permetterti di portare nel bagaglio mano neppure un libro. Il giorno  precedente, 10 di Agosto 2006, gli aerei di mezzo mondo erano rimasti a terra terra perchè una cellula terroristica era stata fermata a Londra un attimo prima di scatenare un secondo 11 Settembre utilizzando cellulari, bottiglie di Gatorade e… libri(?!).

Questo almeno è cio’ che ci avevano raccontato.

In quell’occasione rinunciai  al mio viaggio
, al meeting di lavoro cui dovevo partecipare, all’appuntamento con Max Plank al Pier 39, al surf sulla spiaggia  di La Jolla e a tutto il resto. Quello fu anche il giorno a partire dal quale divenne impossibile salire  a bordo di un aereoplano con shampo, detersivi, biberon e qualunque altra tipologia di pericolosissimi liquidi detonanti.

Già a Settembre , dopo aver collezionato un po’ di informazioni sparse nei trafiletti dei giornali,  avevo scritto un post in cui  tentavo di tirare le fila della questione per dimostrare che l’intera vicenda non stava in piedi. Un’operazione antiterrorismo come ce ne sono decine ogni anno in tutto l’occidente, cioè l’arresto di alcuni sospetti jihadisti non in procinto di attuare alcuna azione nel breve periodo, era stata montata ad arte per creare l’ennesima ondata di panico, con le  conseguenti strette sulla sicurezza e il rilancio in grande stile del mantra  sulla “guerra globale al terrorismo” salmodiato dai governi in affanno di Bush e Blair.

Nessun pericolo  imminente, nessuna bottiglia esplosiva sui nostri aerei, nessun motivo per tenerli a terra proprio quel giorno, nessuna  giustificata ragione per inasprire i controlli fino al ridicolo, nessun secondo 11 settembre. Nesssuna minaccia imminente quella mattina.

Dopo due anni di indagini e dibattimenti il tribunale inglese incaricato di processare i presunti Jihadisti ha confermato indirettamente che il Panic Day, era del tutto ingiustificato, dunque qualcuno ha creato quella notizia ad arte. Tutti gli imputati meno tre sono stati scarcerati perchè su di loro non ci sono prove. Per tre di questi l’imputazione che rimane in piedi è soltanto quella di “cospirazione”, cioè quando è stata arrestata questa gente progettava , o aiutava altri a progettare, effettivamente delle azioni che pero’ erano ben lontane dall’essere applicate. Dire che l’unica imputazione è questa significa che questa gente non possedeva  esplosivi, poiché questo avrebbe costituito un secondo capo d’accusa che non compare.

Il resoconto complessivo lo trovate qui.

I grandi media liberi, degni di un ministero della propaganda qualsiasi, hanno saputo  soltanto assecondare il comandante in capo scattando sull’attenti a richiesta. Nella stragrande maggioranza dei casi  senza porsi un dubbio, senza un’inchiesta e senza una smentita.

Quindi sì signori, gli Stati e i Servizi Segreti per loro conto,talvolta creano complotti che non esistono, allo scopo di avvalorare le loro politiche. Sono quindi complottisti e per giunta in malafede.


Nel farlo non si preoccupano di far perdere denaro alle compagnie aeree, di far perdere tempo e denaro a noi e, cosa piu’ grave, giocano con le nostre paure per farci sentire sotto assedio, minacciati, indifesi.

Lo Stato per definizione detiene il monopolio della forza ed è soltanto quando ci sentiamo  in pericolo che diventiamo davvero  disposti a lasciargli carta bianca.

Hanno ricreato lo shock dell’11 Settembre ad arte per tenere la gente sulla corda, come il richiamino di una vaccinazione da farsi ogni due o tre anni.


Ci fanno vivere peggio di come potremmo, ci fanno perdere gli aerei, ci fanno dar buca ai nostri amici e, cosa piu’ grave, ci impediscono di fare il surf.(*)

Questo non lo dico né io, né qualche complottista ossessionato dai rettiliani: lo dice un tribunale di Sua Maestà la Regina.

E’ la Common Law bellezza, mica David Icke.

   


(*) Pronunciato come lo pronuncia il Colonnello Kilgore in Apocalipse Now, proprio con quella voce là ).  

Il seme della follia: Columbine, Virginia Tech e i matti di casa nostra.

I film di Carpenter mi fanno puntualmnete cagare, ma devo ammettere che dietro c’è quasi sempre un’idea interessante. Prendo spunto dal titolo di uno di questi e dalla cronaca nera delle ultime settimane (un po’ offuscata dalle primarie USA e dai terremoti politici nostrani), per fare qualche considerazione sulle sparatorie insensate nelle scuole e nei centri commerciali statunitensi e i nostrani orrori uxoro-fratri-patri-cidi. In sostanza le  vicende che vanno dalla Virginia Tech, a Columbine,a Fresno da un lato e dall’altro esplorano tutto il repertorio del macabro museo degli orrori di Porta a Porta.cronaca nera, quella psicopatologica dello stragista della domenica o del serial killer, mi ha sempre interessato poco. La spettacolarizzazione che se ne fa mi lascia indifferente, il dato mediatico reiterato milioni di volte che ci siano dei folli omicidi intorno a noi si scontra con la percezione delle persone che ho frequentato e conosciuto e che anche qualora violente, mai hanno raggiunto quella violenza. Mi fido di piu’ del mio vissuto, un dato cioè estremamente particolare ma tangibile e reale, rispetto all’enfatizzazione mediatica che abbraccia comunque un caso eclatante scelto tra milioni di casi normali o non-casi. A parte la morbosità e l’efferatezza della storia in sè, Cogne non mi dà alcuna informazione sulla società in cui vivo, non quanto me ne darebbe una statistica o un’analisi ragionata del fenomeno su un campione significativo di dati reali. Non essendo un morboso né un sadico quindi, di solito non seguo  la cronaca di questo genere. Non so’ chi sia l’avvocato della Franzoni, non so chi sia l’assassino, nel mio mondo  uno zoccolo e un mestolo servono a camminarci o a girare il brodo. Pero’adesso vorrei cominciare a capirci qualcosa in piu’, non del singolo caso, quanto  del  fenomeno che li raggruppa: se un tale fenomeno esiste.

Se il fenomeno esiste è interessante notare come negli USA l’obbiettivo del mitomane omicida è spesso la propria comunità, intesa come comunità fuori dalla famiglia,  nel caso della scuola e dell’Università sinonimo anche dell’autorità: dunque dello Stato. Negli USA inoltre, forse per la reperibilità di armi troppo distruttive perchè sia sensato venderle ad un privato cittadino, si uccide in modo indiscriminato coloro che si conoscono appena. In Italia le tragedie di follia efferata e insensata, notatelo, sono piu’ mirate e quasi tutte interne alla famiglia o strettamente limitrofe ad essa: Jessica e Omar, Maso, Caretta, (presumibilmente) Cogne, si colpiscono spesso parenti, fratelli, figli e fidanzate varie.

Possibile che la pressione psicologica, la frustrazione nevrotizzante, siano peggiori negli USA per quel che riguarda la comunità e l’autorità e piu’ forti in Italia per lo stretto ambito familiare? Che vi sia qualcosa di patologico nel rapporto tra l’italiano e la mamma cui è tanto legato? O tra l’americano che dice sempre My Country, My Flag e Our Way Of Life e la sua amatissima nazione?

Io non lo so’ ma non mi fido di cio’ che dice di sé la gente:  anzi spesso il conformismo indotto e violento che ti porta ad amare qualcosa perchè devi amarla e non perchè l’ami davvero, crea dei meccanismi perversi nell’accumulazione dell’odio e del rancore. Questo conformismo totalitario è indotto, talvolta inconsapevolmente, proprio da quelle istituzioni (la famiglia è anche un’istituzione) che vogliono a tutti i costi essere amate e che basano su tale pressione il meccanismo “accettazione/senso di colpa”.

Se la repressione genera ribelli, il senso di colpa genera nevrotici.

E’ così assurdo pensare che un adolescente americano tragga dall’ambiente competitivo, pieno di aspettative e di modelli vincenti e patinati (cui spesso non puo’ aderire) una pressione maggiore rispetto ad un suo coetaneo europeo? E che lo stesso si possa dire di un italiano davanti alle aspettative (piu’ affettive che sociali in questo caso ) della propria famiglia/famiglia allargata?

Una pressione è una pressione , perchè dovrebbe stupire che  qualcuno ci resti schiacciato sotto?
Parecchi mesi fa I&I si domandava se l’esplodere dei delitti efferati di nera in televisione e sui media in generale avesse alla radice un aumento reale di questi crimini o se fosse soprattutto dovuto alla maggiore visibilità mediatica di qualcosa che c’è sempre stato. Nei commenti propendevo piu’ per la seconda ipotesi con l’aggiunta di un fenomeno imitativo che, a causa questo sì della morbosità mediatica, potesse portare frustrati patologici, maniaci ossessivi o deboli di mente ad un’azione irrazionale violenta per emulazione. In realtà la mia posizione è  “a naso”, ma non ho dati e comincio a pensare che forse sarebbe utile averne.

Il materiale che emerge dalla grancassa mediatica è troppo spesso strumentalizzato in modo da renderne la percezione del tutto distorta. Michael Moore nel suo “Bowling for Columbine” puntava il dito contro la violenza in TV additandola come causa del fenomeno, in realtà sarebbe già molto capire quanto questa sia in grado di alterarne la percezione.  Se il metro che si usa per le morti bianche cioè il breve servizio, il trafiletto, la statistica generalizzata il primo maggo o più spesso il silenzio puro e semplice, fosse stato applicato ai vari Cogne, Novi Ligure o Garlasco la nostra percezione sui fenomeni di criminalità psicopatologica ed efferata sarebbero nettamente diversi(*). D’altra parte il fatto che i media pongano un risalto eccessivo e stomachevole su fatti che potrebbero essere statisticamente marginali, non vuol dire che siano davvero “statisticamente marginali”. Così tramite l’infoteinment abbiamo la casa invasa tutti giorni da morti truculente e insensate e non sappiamo  se questo fenomeno sia rilevante, sia recente e sia o meno in crescita. La rilevanza di questo tipo di analisi, attenzione, va oltre la casistica criminologica del fenomeno in sé.

Mi spiego.

Poniamo che nel decennio X casi come questi siano quattro o cinque e nel decennio successivo siano alcune decine: il dato resta statisticamente e  criminologicamente marginale in quanto i morti per rapina, mafia e pirateria stradale resterannoo sempre di un ordine di grandezza superiore. Tuttavia  nel passaggio da pochi casi ad alcune decine probabilmente qualcosa nella società è cambiato, qualcosa che tocca TUTTI e porta soltanto alcune decine a reagire a questo cambiamento  in maniera e psicopatologica. Per fare un parallelo se si somministra un farmaco nocivo ad una comunità i piu’ vecchi, malati e già immunitariamente indeboliti moriranno generando un caso eclatante (nel parallelo i folli di Cogne, Novi etc…), tuttavia ad accusare dei disturbi e a cambiare i valori della propria cartella clinica, senza arrivare al decesso e senza che se ne accorgano neppure, saranno stati TUTTI quelli che avranno assunto il farmaco (nel parallelo io, voi, noi tutti).

Ecco cosa mi spaventa: non tanto il singolo caso eclatante e patologico dove la distruzione del quadro psicologico antecedente porta alla strage e al gesto insensato, mi spaventa di piu’ quel piccolo germe, quell’intolleranza, quelle piccole frustrazioni, quegli scatti d’ira ugualmente irrazionali  che a causa dello stesso male sociale, forse rendono  peggiore ognuno di noi un poco alla volta, portandoci a nuovi livelli di infelicità e di conflittualità reciproca. Quella degenerazione umana lenta e sistematica, piu’ blanda e normalizzata ma non meno pericolosa,  che non ci porterà  a diventare dei “mostri” nel senso di Cogne o della Virginia Tech, e che tuttavia potrebbe renderci gradatamente più mostruosi di quanto non siamo già.

Bisognerebbe dicevo poter disporre di dati possibilmente tali da permettere riscontri coi decenni passati, per capire se il fenomeno, fatte le debite proporzioni demografiche e tecnologiche(**),  è stabile da secoli o se invece siamo davanti a un male recente le cui cause andrebbero indagate con attenzione.  Probabilmente nelle facoltà di criminologia già lo fanno. Alla TV nel frattempo, pur non parlando d’altro, nessuno si preoccupa dell’unico dato che sembrerebbe davvero interessante.

(*) E’ di pochi mesi fa la statistica, impugnata dal governo secondo cui in Italia i reati diminuiscono, ma la percezione dei cittadini è di essere meno sicuri.
(**) Sia mediatiche che delle armi di cui il folle effettivamente può disporre.

L’isolamento telematico dell’Iran, “Sarà un caso…”.

E’ arrivata una mail di JoeCHIP indirizzata a me  e a agli altri oscuri membri di un undisclosed-recipients(*). La posto perche è interessante  e rende l’idea di come diluito nella cagnara mediatica spesso l’essenziale sfugga. Essenziale a capirci qualcosa , perché è ovvio che anche sapendolo non cambia nulla.

[“Sarà un caso” da JoeCHIP]:
[1]Another undersea cable was taken offline on Friday, this one connecting Qatar and UAE. ‘The [outage] caused major problems for internet users in Qatar over the weekend, but Qtel’s loss of capacity has been kept below 40% thanks to what the telecom said was [2]a large number of alternative routes for transmission. It is not yet clear how badly telecom and internet services have been affected in the UAE.’ In related news it’s been confirmed that the two cables near Egypt [3]were not cut by ship anchors.” notes that despite the language in the article indicated a break or malfunction, the cable wasn’t cut. It was taken offline due to power issues.

1.www.arabianbusiness.com
2.economictimes.indiatimes.com/
3.ukpress.google.com/

Quattro cavi oceanici [4]tagliati o messi fuori uso nell’area del golfo nel giro di [5]pochissimi giorni.

4.www.marketwatch.com/
5.www.guardian.co.uk/

Sarà un caso… E’ sicuramente un caso anche il fatto che l’IRAN sia ormai [6]tagliato fuori dalla rete… Sarà un caso che il Pentagono ha da poco dichiarato che ormai in ogni azione di guerra la rete [7]va trattata alla stregua di qualsiasi altro “sistema di attacco nemico”… Sarà un caso… o non sarà mica la prova generale…? Sarà che nessun politico americano può permettersi -credo- di far partire una nuova guerra con le elezioni alle porte…ma quanto dureranno mai queste elezioni? O non sarà mica che l’america ha sempre lo stesso modo per superare le [8]recessioni: economia giù, guerra su (e che sarà in crisi pesante per almeno due trimestri è una cosa che [9]tutti gli analisti del mondo stanno mettendo nel conto) …

6.http://www.internettrafficreport.com/asia.htm
7.http://www.globalresearch.ca/
8.http://www.finanzablog.it/post/
9.http://www.ilsole24ore.com/

Sarà…. ma che ci frega a noi? Abbiamo cose piu’ importanti da seguire noi! Noi abbiamo [10]”Lady Mastella” che va da padre pio, [11]la chiesa che vuole abolire l’aborto, [12]un governo che non c’e’ piu’ e nessuno ha notato la differenza, [13]l’inter che ha preso posto il posto della juve nel cuore degli arbitri(**), e [14]Mara Carfagna che si candida a nuovo governatore della campania… non è che possiamo stare seguire anche queste piccole cose…

10.http://www.corriere.it/
11.http://www.corriere.it/
12.http://www.corriere.it/
13.http://www.corriere.it/
14.http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/

...e alzi la mano chi non ha pensato d’aprire il link di mara carfagna prima di quello del sole 24ore!! Ne riparliamo dopo l’attacco. ;-)(***)”  [fine mail]                                                       


E’ come se si volessero insonorizzare due civiltà: una la si condanna al silenzio, l’altra al chiasso.

Post Sriptum: Mi viene da aggiungere che proprio ieri Ahmadinejiad aveva previsto la  grande giornata celebrativa della tecnologia di regime premendo personalmente il pulsante di accenzione del primo razzo spaziale iraniano ad uscire dall’orbita terrestre.  Nei giorni in cui la  propaganda degli Ayatollah  celebra  la tecnologia nazionale come figlia virtuosa della rivoluzione islamica, l’Iran viene estromesso dalla tecnologia dei nostri tempi per eccellenza.

(*)Io i membri degli undisclosed-recipients me  li immagino  tutti riuniti coi loro cappucci da massoni a spiare le mie reazioni alle mail. Lo so’ benissimo che non possono leggere nemmeno le mie risposte e che probabilmente alcuni di loro non sono neppure massoni, però io me li immagino così.

(**)Questa è un’infamia infondata sparsa in giro da Lapo Elkan, la riporto soltanto per fedeltà al testo originale. N.D.Aramcheck

(***) Una simile carica pubblica sarebbe il capolavoro finale del surrealismo  politico italiano, l’ultima grande forma d’arte rimasta nel paese. N.D.Aramcheck

La terza fase dell’effetto Grillo: il bavaglio a Internet?

Il nuovo disegno di legge sull’editoria redatto dal nostro solerte governo il 12 ottobre scorso è probabilmente la prima contromossa repressiva nei confronti del fenomeno Grillo, inteso nel senso più ampio della presa d’atto delle potenzialità della rete nella mobilitazione politica.

Gli aspetti repressivi si presentano attraverso la burocratizzazione dell’attività editoriale via web. Nell’art.2 viene riportato sotto la  definizione di prodotto editoriale  “Qualunque prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di divulgazione,  di intrattenimento, quali che siano la forma e il mezzo con cui esso è realizzato e fin qui parliamo di prodotto quindi di qualcosa che si vende come le testate on-line. Nell’art.5 viene poi ricondotta sotto la definizione di attività editoriale “qualunque attività atta alla realizzazione e distribuzione di un prodotto editoriale […] anche in forma non imprenditoriale e con finalità non lucrative”, equiparando gli obblighi delle suddette testate a quelli di un blog, di un diario online,  di un sito per appassionati  di fantascienza  o di musica Metal (divulgazione, intrattenimento etc… remember?).  L’art.7 specifica esplicitamente che i soggetti che svolgono attività editoriali su Internet, come sopra descritte, devono iscriversi al Registro degli Operatori di Comunicazione ereditando, presumo, tutti gli oneri del caso: dalle figure dei giornalisti e del Direttore Responsabile alla responsabilità penale dei reati a mezzo stampa con relativii inasprirmenti di pena. Tra l’altro non è chiaro se il proprietario del sito debba essere responsabile anche per le eventuali diffamazioni presenti nei commenti, quindi per responsabilità oggettiva e mancato controllo. Infine a decidere quali soggetti siano tenuti all’iscrizione sarà l’Autorità Garante.

La finalità generale dichiarata nell’introduzione del testo è  l’aumento del pluralismo, il che è comico visto che se una legge tratta dal testo così com’è venisse applicata alla lettera porterebbe alla chiusura di centinaia di migliaia di voci libere, configurandosi come il piu’ vasto attacco alla libertà di espressione in Italia dal dopoguerra ad oggi. Pur non essendo un giurista credo che in questa forma la legge sia inapplicabile, se non su base discrezionale quindi giuridicamente irrecepibile, dunque  prima  ancora  che  liberticida il testo appare francamente demenziale. Il governo però l’ha approvato e lo presenterà in parlamento per poi passare la palla all’AGCOM. Del resto quello degli eventuali attacchi ai politici e della troppa libertà espressiva nel paese è proprio un problema impellente per la nostra classe politica. E pensare che, tanto per restare in tema di pluralismo, c’è un sacco di gente che ha votato questo governo sperando che ponesse fine ai mega-monopoli televisivi.

Divertente no?

Aggiornamento del 20/10:
E’ lo stesso ministro Gentiloni ad ammettere che hanno fatto una cazzata. Oltre  ad essere  liberticida la legge non sta neppure in piedi  dal punto di vista giuridico, da Repubblica:

“L’allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato”, scrive Gentiloni, aggiungendo che la correzione è necessaria perché la norma in questione “non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive”.

Hanno avuto bisogno che fossero i blogger a dirglielo… ma si può essere più cialtroni?<!–

Beppe Grillo e gli isterismi della politica.

Premessa: ho letto e sentito  opinioni di tutti i generi sul V-Day, su Grillo e sulle 300000 firme. Le piu’ acute, come sempre piu’ spesso capita, le ho lette su altri blog in parte già linkati di fianco, quindi rischiero’ di ripetere. La verità è che io un’opinione non me la sono fatta, credo sia presto, è qualcosa che sta succedendo adesso e per molti aspetti non si era mai vista prima.Verso Grillo non ho particolari pregiudizi negativi: spesso mi ha fatto ridere e mi ha informato correttamente, altre volte ha contribuito alla cagnara mediatica, sempre più indecifrabile  che ci circonda tutti. Il V-Day c’è stato però (io non c’ero anche perchè non condivido due delle tre leggi proposte) e, mentre mi stappo la solita birra cercando di capire come va a finire, dico due cose sulle tesi che di certo non condivido.

 

Tesi diffusa tra gli scettici e gli increduli.
“GRILLO E’ SOLTANTO UN COMICO!”

Grillo non è un comico. Chiamatelo ciarlatano, opinion leader, intellettuale, Masaniello, capopopolo, agitatore, opinionista, politico, attivista, comunicatore, ma non chiamatelo comico, non lo è più da un pezzo. Grillo usa la propria naturale ironia e 20 anni di mestiere di comico, di uomo di spettacolo, la propria presenza scenica a vantaggio delle proprie tesi e delle proprie arringhe, rendendole di certo più appetibili di un comizio politico, ma non è un comico. Il primo ad accorgersi di questo fu Luttazzi, che invece è un comico.


Tesi diffusa tra i partiti e gli intellettuali di partito.
“GRILLO E’POPULISTA!“

Sì tecnicamente lo è. I populisti erano un movimento nato in Russia precedentemente alla rivoluzione e all’affermarsi delle teorie marxiste, che teorizzava la scesa nelle campagne per mettersi al servizio del “virtuoso contadino russo”. La debolezza ideologica del populismo fu quella di idealizzare le masse popolari riconoscendo ad esse un innato istinto rivoluzionario ed un taumaturgico potere “buono” nelle loro mani callose. In questo senso sì, Grillo ha la tendenza a blandire la propria platea, a vedere nel cittadino italiano sempre e comunque una brava persona e dentro IL PALAZZO per lo più una selva di canaglie. Se sbaglia sulla prima ipotesi non implica che sbagli sulla seconda.

Nell’uso corrente invece non lo è. Se paragonato ai partiti italiani (per i quali vale appunto l’uso corrente) non lo è. Populista nell’uso corrente si intende qualcuno che raccoglie i (mal)umori popolari, non li ragiona, non li analizza, ma li sbandiera a gran voce in cerca di consenso. Borghezio è populista (via i negri!), Berlusconi è populista (meno tasse per tutti!), Mastella è populista (facciamo valere le ragioni del mio feudo!) mentre in questo senso Grillo non è populista o almeno non lo è del tutto o lo è meno della media politica italiana. Non c’era un diffuso e irrazionale malumore contro Calisto Tanzi e la Parlamalat che Grillo ha cavalcato, Grillo ha detto agli italiani che Calisto Tanzi stava loro mettendo le mani in tasca mentre i partiti raccoglievano i suoi lauti finanziamenti. Idem per Telecom e per le altre battaglie di una qualche rilevanza. Purtroppo le proposte cha ha portato in piazza al V-Day sono le più populiste del suo mazzo (ne terrei forse una su tre), ma proprio per questo le più idonee a raccogliere un consenso generalizzato. Non tutti avevamo Bond Parmalat, ma tutti abbiamo una classe dirigente di merda. Ergo, Grillo è furbo.

Tesi di Oliviero Diliberto.
“GRILLO E’ FASCISTA”

Diliberto in vita sua ha visto migliaia di manifestazioni sotto la bandiera rossa e qualche teppaglia raggruppata, tipo Reggio Calabria, sotto una bandiera nera. Siccome a Bologna non c’era una bandiera rossa  (e soprattutto visto che nessuno ha invitato lui che è il piu’ comunista di tutti), egli ne deduce che ce ne sia una nera con teschi e fasci littori occultata da qualche parte. Se Diliberto ha il bus del cervello a 1 bit (rosso/nero invece che 0/1), io non posso farci niente.

 

Tesi di Pierferdinando Casini.
“GRILLO CE L’HA CON BIAGI! LA STATUETTA DI BIAGI CHE HO SUL COMODINO PIANGE! GRILLO E’ AMICO DEI TERRORISTI!”

C’è bisogno di commentare?

 

Tesi di Bertinotti.
“GRILLO RIEMPIE I VUOTI LASCIATI DALLA POLITICA”

Grillo parla di ambiente. Grillo parla di democrazia partecipativa. Grillo parla di legalità a cominciare dalla classe dirigente economica e politica. Grillo parla di PRECARIATO.(*)

Chi ha lasciato che ci fosse un vuoto politico su questi temi? Berlusconi?
Questi non sono temi di destra, se ne è accorto Bertinotti?
E se si è accorto di averlo creato lui quel vuoto, perché non si toglie dai coglioni e si porta via pure Giordano?


Tesi dei politici in genere.
“GRILLO E’ L’ANTI-POLITICA(**)”

Fin’ora, a parte la strategia comunicativa più efficace e pittoresca, le battaglie di Grillo somigliavano più che altro a quelle che ci si aspetta da un’associazione di consumatori o da un comitato cittadino: telefonia, prodotti finanziari, prodotti alimentari, principio di precauzione ambientale, urbanistica etc… Come mai nessuno lo aveva accusato di antipolitica? I comitati dei consumatori sono l’antipolitica? Non erano parte di quella “società civile” che i politici blandiscono e corteggiano in continuazione?
Perché adesso per i nostri esponenti politici Grillo è diventato di colpo l’anti-politica?

Sarà forse che ha fatto quello che loro non sanno più fare: portare in piazza 300mila persone(***). Non lo sa fare la sinistra radicale, non lo sa fare il PD, non lo sanno fare nemmeno i sindacati, non lo sa fare AN, la Lega, non lo sa fare Forza Italia che ha tre televisioni quando le va male.

Sarà che invece di prendersela con Tanzi e Tronchetti se l’è presa con ul’altra metà  dell’incrostazione che dirige questo paese: loro.

O sarà forse che le persone in piazza a firmare le ha portate usando un mezzo, la rete, che loro non conoscono, non capiscono, non controllano e adesso, visti i risultati, farebbe loro parecchio comodo? Pensate a quanto si è discusso di televisione negli ultimi vent’anni: quanto queste sono state difese, attaccate, demonizzate, perse e riconquistate. Hanno agognato tutti per anni uno spazietto in TV, un lembo di parcondicio, un’intervista da Ferrara, una dichiarazione al TG, un invito a Porta a Porta o uno spot elettorale a prezzi ragionevoli. Tutti. Pur di esserci. Adesso si accorgono che a costo quasi zero, quello di un blog, si possono ottenere consensi insperati su una proposta politica. Predicavano in una Agorà che si stava svuotando e le cose accadevano altrove, un luogo che loro non sanno neppure dov’è. E adesso? Elemosineranno uno spazietto? Tenteranno di chiudere Internet? Si ingobbiranno davanti a un PC? Faranno i ggiovani e i moderni? Cominceranno a parlare di WiMax e Web 2.0?

Dai, siete ancora sicuri che sia Grillo il comico?


Il vero problema è il signor Giuseppe Grillo?

Grillo per ora guida un movimento di cittadini delusi che non potranno fare grossi danni né, probabilmente, ottenere grandi risultati. Il problema è la gerontocrazia, usurata negli uomini e nei simboli, che guida questo paese e che non ha intenzione di autoriformarsi.
Il  “fenomeno Grillo” punta i riflettori su questa evidenza e le reazioni isteriche che suscita sono il segnale, l’ennesimo, che il sistema è pieno di crepe.

Piu’ che la variabile in sé, della quale si potrà sposare qualche singola iniziativa e rigettarne altre, trovo interessante osservare gli effetti che può avere sul sistema nel quale sta tentando di agire.

 


(*) Lasciamo stare se ne parla con cognizione di causa o meno, non voglio entrare ora nel merito.

(**) Vorrei capire bene cosa significa anti-politico, com’è un gesto anti-politico? Grillo ne fa?

(***) Lo sa fare soltanto la Chiesa che come apparato, a tirarla su da zero intendo, costa un po’ più di un Blog e ci vuole più tempo.

Non fare lo stronzo, comprati una 500.



Te lo chiedono gli operai di Mirafiori, le femministe, i carabinieri.

Te lo chiede Falcone e te lo chiede Borsellino, Fellini e Albertone, Totò ed Eduardo.

Te lo chiede il papamorto, ma anche Sandro Veronesi e Margherita Hack.

Te lo chiedono Gaber e Montanelli.

Te lo chiede Sandro Pertini, il presidente partigiano, gli Abbagnale e Valentino Rossi.

Te lo chiedono i nostri militari all’estero che aiutano le popolazioni sfortunate.

Che tu sia comunista, femmina, cattolico o ateo, conservatore o progressista, ultralaico o democristiano, sportivo o sedentario, se ami indifferentemente l’ordine o la rivolta, Dio o la Patria, lo sport o il teatro: eccheccazzo sei sempre italiano.

La 500 trascende gli schieramenti di parte, è un focolare domestico davanti al quale ogni spaccatura si ricompone, ogni differenza finisce per sfumare e questo paese smette di essere diviso e litigioso e si ritrova davanti a dei valori comuni sintetizzati dal fascino in bianco e nero del cinquino, dalle sue morbide forme a pagnottella, dalla sua italianità e dalla sua storia.

Non importa da quale parte della barricata stai, l’importante è che tutti raggiungiamo i rispettivi fronti con la stessa auto.

Alla 500 non gliene frega un cazzo per chi voti o se magari non voti: basta che te la compri.

La 500 è una merce e la merce è neutra, non ha odore, come i soldi.

La 500 non ha colore perchè la fannno di tutti i colori, dal rosso Stalin al nero Duce. Al volante di una 500 sei libero di seguire le tue inclinazioni.

E poi ti ricordi con la 500 ti ci portava al mare la mamma  negli anni sessanta, te li ricordi gli anni sessanta? Eh, te la ricordi la mamma quanto ti voleva bene?
Vogliamo discutere anche la mamma, adesso?

Te lo chiede, tra gli altri, il Presidente della Repubblica in carica, il garante della Costituzione, una figura istituzionale. Ti pare che se il Presidente si mette a venderti un’auto possa passarti una fregatura?

Non ti sfiora il dubbio che se te lo dicono le istituzioni di comprarla è perchè se restano invendute siamo tutti un pochino più nella merda?

Starai mica facendo il tirchio per una rata in più o in meno?
Dai sù non fare lo stronzo, comprati ‘sta cazzo di macchina.