I nuovi mostri: le licenze poetiche di Sandro Bondi.

Mi sono recentemente appassionato alle poesie del ministro Bondi, convincendomi che avere un tale altissimo letterato al Ministero dei Beni culturali rappresenti motivo di lustro per questa terra di scienziati, navigatori e pataccari.Venendo alla poetica del del ministro la critica si divide tra coloro la collegano alla tradizione dell’ermetismo italiano del novecento, il che moralmente equivale a compiere impunemente scempio dei cadaveri di Ungaretti e Montale, e chi la accosta alla tradizione giapponese degli Haiku, rischiando l’ennesimo incidente diplomatico con eventuale ritiro delgli ambasciatori da parte del governo nipponico. Lo stile dei  componimenti si caratterizza  comunque per la forma stringata, dalle quattro alle dieci righe, e presenta la caratteristica di giustapporre in ogni verso un sostantivo ed un aggettivo (geniale).Le tematiche vertono invece su scene di vita vissuta incentrate su figure importanti nella vita del poeta e cari alla sua sensibilità di uomo e di parlamentare: Berlusconi, la Lario, Rosa Bossi Berlusconi, Giuliano Ferrara, una misteriosa commessa della Camera dei Deputati e perfino Veltroni e la Finocchiaro.

Non voglio però togliervi il gusto di leggerli da soli, ne trovate ad esempio una completa antologia qui.

La poetica di Bondi è però inanzitutto contemporanea e cibernetica, tanto che in rete esiste un tool che  genera componimenti del ministro in modo completamente automatizzato, il Bondolizer. Non state lì adesso a fare i sarcastici e gli snob… siamo nella società dell’informazione  e dell’automazione? Dunque il poeta i cui componimenti sono automatizzabili è nient’altro che un genio in sintonia coi tempi moderni.

Volendomi sbilanciare in un parere spassionato che non sminuisca in alcun modo il resto della produzione, la mia preferita è di certo quella dedicata a Rosa Bossi Berlusconi:
A Rosa Bossi in BerlusconiMani dello spirito
Anima trasfusa.
Abbraccio d’amore
Madre di Dio



Notare come nell’ultimo verso il Bondi recuperi la tematica dell’Unto dal Signore, accostando la figura della madre del premier a quella della Madonna e, per deduzione, il presidente  alla figura del Cristo. Genio (ho già detto?).
Io che personalmente più che un estimatore sono ormai un fan esagitato del Ministro-Vate, mi sono  permesso nel mio piccolo di scrivere un piccolo componimento ispirato ai recenti fatti di cronaca. Senza alcuna velleità di emulazione, ma anzi col contegno del più umile apprendista,  vorrei proporvi questo omaggio dedicato al maestro:

A Sandro Bondi

Fenicie vestigia
tombe megalitiche
lettone dello zar
confidenze e meteoriti

Presidente eclettico
eccelle in ogni ruolo
imprenditore, operaio
e financo tombarolo

NB: Questo post dedicato ai componimenti Bondiani potrebbe diventare una rubrica, non facente parte del consueto TAG arte della crisi, anzi andrebbe a ben vedere catalogato in tag che ne rappresenti il doppi speculare: “crisi dell’arte e della cultura”. Crisi profonda, direi.