“Il potere di sparare”

IL POTERE DI SPARARE

Personaggi :

M un militare.
I un prigioniero.

Entrano due uomini, il primo ha le mani legate da un paio di manette, porta una camicia bianca e occhialini da intellettuale(I), il secondo è un militare(M) di un corpo imprecisato di un esercito imprecisato, impugna una pistola. Il palco è illuminato da una luce verde proveniente frontale.
Il militare atterra il prigioniero obbligandolo a stare in ginocchio verso il pubblico.
Il militare guarda verso il pubblico (dove si presume vi sia una parete a specchio) e fa cenno di essere pronto.

I – (verso il pubblico) Chi c’è là dietro?
M – Uno.
I -Uno?
M- Sì, uno. Una persona come me lei, come me.
I – Come lei forse, non come me!
[I lo guarda in cagnesco, M carica il grilletto, I si ricompone spaventato]
M- Probabilmente ha ragione.
I –Perché si comporta così?
M -Eseguo gli ordini
I – E lei li esegue sempre? Qualunque essi siano?
M -E’ quello che faccio.
I -Come fa? Non li mette mai in discussione?
M – Mi è stato ordinato di non farlo. La metta così, Il primo ordine è di eseguire tutti gli ordini che seguiranno senza fiatare.
I – Non le ho chiesto se fiata o se protesta contro i suoi superiori. Se lo facesse non sarebbe qui…
[I infervorandosi alza la testa e gli si rivolge direttamente quasi facendo per alzarsi]
M- Stia giù.
[M gli colpisce piano la testa con la punta della pistola, con fermezza ma senza scomporsi. I riprende fiato e finisce la frase.]
I- …voglio sapere se ragiona mai sulle direttive, se si fa un’opinione, se è d’accordo.
M -No. Non accade. Sono soltanto ordini.
I – Mio Dio, come fa? Come fa a non pensare? Come ci riesce? Come fa a non scoppiarle la testa… a non impazzire. Quello che lei dice per me è incredibile… inumano.
M – Inumano? Dottore la violenza, può non piacerle, ma è umanissima. Forse mi crederà se le dico che anch’io preferirei stare a casa con la mia famiglia piuttosto che stare qui a farle ciò che le devo fare, ma non c’è nulla di più umano della violenza. Gli uomini hanno sempre usato la violenza.
I – E’ inumano il fatto che lei riesca a non riflettere su quello fa… giorno dopo giorno… è folle.
M – Dottore lei crede che un operaio che produce tubi d’acciaio rifletta mentre lo fa? Si domanda se verranno installati sulla torretta di un carrarmato prima di fare il suo lavoro? Crede che un macellaio del mattatoio si chieda quotidianamente se anche le vacche che sgozza abbiano dei diritti? Lo fanno e basta, per loro è un lavoro. Cosa le rende così difficile capire che non c’è nulla di personale in quello che faccio?
I – Perché voglio sapere chi mi sta uccidendo, voglio capire su chi ricade la responsabilità di tutto questo. Lei mi parla soltanto di ordini, chi le ha dato l’ordine? Quello lì? (indicando col mento C)
M – No, non so nemmeno chi ci sia là dietro.
I – Allora chi?
M – Il mio superiore.
I – E come si chiama?
M – Che importanza ha? Anche lui esegue gli ordini.
I – Chi pagherà per aver dato l’ordine di uccidere tutti quelli come me?
M – Nessuno pagherà.
I – Chi l’ha dato il maledetto ordine? Il generale di corpo d’armata?
M – Lui prende ordini dalla guida suprema. Anche la guida suprema tuttavia è soggetto alla legge e deve salutare militarmente la bandiera.
I – Vuol dire che mi uccide la bandiera?
M – Come simbolo di qualcosa di più grande, suppongo. Il popolo di cui entrambi facciamo parte.
I – Il sistema mi uccide in nome del popolo? Quindi lo Stato mi uccide in nome mio?
M – Credo che la formula di rito durante la condanna a morte sia esattamente questa. Dottore, un uomo intelligente come lei non dovrebbe stupirsi dell’ovvio.
I – … la deludo?
M – Non mi permetterei mai… però mi sorprende.
I – La faccia finita. Spari.
M – La luce rossa non s’è ancora accesa.
I – Si rende conto che anche lei potrebbe stare con la sua famiglia e io potrei continuare a vivere… siamo due vittime dello stesso sistema, fatto di violenza e sopraffazione…
M – Dottore, se posso permettermi, questo è proprio il genere di idee per cui l’hanno mandata qui. Io non sono una vittima, lei è la vittima. Io sono il violento e il sopraffattore. Perché avete perso tutto quel tempo cercando di capire il vostro nemico, addirittura di giustificarlo. Perché non limitarsi a combatterlo?
I – Avrei dovuto ammazzarla prima che mi ammazzasse lei? E’ questo che mi sta dicendo?
M – Dal suo punto di vista è quello che avrebbe dovuto fare, immagino.
I – Noi prima volevamo capire…
M – Come lei cerca di capire me?
I – Sì, forse… volevamo capire come si fosse arrivati a tanto, volevamo comprendere le ragioni, le cause…
M – Ah! Voi e i vostri sodali avete una vera e propria ossessione per le cause.… ho letto i opuscoli e i vostri libri… Mi dia retta, dei buoni ordini sarebbero stati molto più efficaci…
I – Lei ha letto i nostri manifesti?
M – Sì, l’ho fatto.
I – Glieli hanno fatti imparare a memoria per capire come ragioniamo…
M – Neanche per sogno, non l’avrebbero mai fatto… li ho letti privatamente, prima che fossero proibiti.
I – Dunque si è fatto un’idea?
M – In forma privata sì, mi ha preso davvero per una macchina? Ho letto anche uno dei suoi saggi…
I – Quale? Cambio di prospettiva?
M – No, quello l’hanno messo fuori legge prima che potessi procurarmelo… ho letto Anatomia del Sistema.
I – E pensare, che in quel libro credevo di aver analizzato come funzionano le cose…
M – Oh, ma lei lo ha fatto. Il sistema funziona esattamente come lei lo ha descritto, se non ricordo male lo ha definito…
I -Impersonale e autoconservativo.
M – Si esatto, uno strumento autosufficiente, che si occupa soltanto di prosperare e di correggere le proprie devianze dall’obbiettivo. Dico bene?
I – Benissimo, stavolta è lei che mi sorprende.
M – Grazie.
I- Quindi a suo parere la mia analisi era corretta?
M – Ritengo che l’analisi lo fosse, ma vedendola adesso credo che le conclusioni che ha tratto da tale analisi l’abbiano portata fuori strada…
I – Da quell’analisi l’unica ipotesi che trovo moralmente accettabile è cercare di cambiare la società…
M – E non si è chiesto se questo suo proposito fosse anche attuabile? Dottore, se ciò di cui parliamo è davvero uno strumento cieco che si auto conserva autonomamente, come ha potuto pensare di cambiarlo senza distruggerlo?
I – Volevamo cambiare le cose senza mettere al muro le persone. Lo trova sconcertante?
M- Il sistema è fatto di persone, dottore. Le persone utilizzano la violenza per proteggere se stesse attraverso la violenza impersonale del sistema. Esattamente come sto facendo io.
I – Lei si è fatto un’idea in forma privata, ma la lascia fuori dalla sua testa ogni volta che indossa l’uniforme… lei è uno psicopatico. Uno schizofrenico bipolare.
M – Non più di chiunque altro. Siete voi che vi siete votati alla coerenza, ne avete fatto un feticcio. Le persone non sono coerenti… vanno in chiesa o in sede di partito a professare grandi ideali, poi nella quotidianità curano il proprio interesse, è normale.
I – E il suo interesse è quello di uccidermi?
M – Il mio interesse è quello di sopravvivere e lo curo egregiamente. Lei può dire lo stesso date condizioni in cui versa attualmente?
I – Lei ha letto i miei testi… lo cambierebbe il sistema se potesse?
M – Non posso.
I – Ma se potesse?
M – Lei sta speculando, non perde il vizio dell’utopia nemmeno in punto di morte. E’ curioso. Tra qualche secondo morirà e invece di tentare di togliermi la pistola o di prepararsi al trapasso, cerca di convincermi. Lei tratta la realtà dei fatti come fosse un’ipotesi qualsiasi, ma i fatti sono molto di più sono l’unica ipotesi che si è concretizzata. Tutti gli altri “mondi possibili” sono soltanto nella sua testa.
I – Le propongo un’ipotesi speculativa è vero… ma mi risponda: se lei potesse cambiare le cose, se ne avesse il potere lo farebbe?
M – Beh… in quel caso suppongo di sì… ma è irrilevante.
I – No! È qui che si sbaglia è rilevante eccome! Se tutti noi, io e lei, la gente là fuori …

Luce rossa. Gli spara.
Buio.
FINE

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...