THE BREXIT HORROR PICTURE SHOW

Great-Britain-Flag

Esiste di certo un universo parallelo in cui il Remain ha vinto il referendum per uno 0,1%, la Gran Bretagna è rimasta ormeggiata al continente e le migliori menti della penisola italiana trillano entusiaste a proposito della “saggezza del popolo britannico”, “alla grande prova di democrazia proveniente da UK”, al “voto che sconfigge il populismo” e alla “voglia di Europa contro gli istinti autarchici”, ma quell’universo, che qualcuno vorrebbe migliore, non è questo universo. In questo universo un referendum popolare perfettamente legittimo ha decretato il Brexit senza riguardo per i sentimenti e le aspirazioni delle migliori menti della nostra penisola le quali, leggermente innervosite, si sono abbandonate a dichiarazioni quantomeno sconcertanti e, dice qualcuno, meno democratiche di quel che ci si aspettasse.

Le elenchiamo di seguito a futura memoria, giudicate voi.

#1 Mario Monti, Senatore a vita nominato, ex-premier nominato, membro della trilateral commission e già international advisor di Goldamn Sachs. Si è interrogato su come mai una democrazia  (etimologicamente potere del popolo) debba affidare le decisioni importanti, addirittura al popolo (senza specificare a chi queste invece spetterebbero).

Monti

poi Monti rincara appellandosi ai padri costituenti (dimenticando che la Costituzione tutela anche tutta una serie di diritti sociali che il suo governo ha bellamente ridotto quando non cancellato, ma va beh):

Monti 2

#2 Giorgio Napolitano, ex-Presidente della repubblia. Prescrive il referendum soltanto per quesiti molto semplici, come se giudicare una struttura sovranazionale dopo averla messa alla prova per oltre 20 anni sia uno sforzo intelletuale fuori dalla portata del comune cittadino che ci vive dentro.

napolitano

o-NAPOLITANO-facebook.jpg

#3 Giovanna Melandri, ex-Ministro ai beni culturali, ritwitta il marito: la coppia si domanda se sia giusto che le persone anziane abbiano diritto di voto e non si possano al loro posto arruolare alle urne gli infanti fin dalla culla.

Melandri

(tra l’altro per vietare il voto negli ultimi 18 anni bisognerebbe che la data di morte fosse certa quanto quella di nascita, il che temo ponga problemi insormontabili di attuabilità a meno di sgradevoli pratiche di eutanasia di massa)

#4 Il Professor Alessandro Rosina li prende in parola ed essendo un tecnico propone la strada maestra per implementare un sistema elettorale che impedisca ai vecchi di rompere i coglioni:

Rosina.png

qui i dettagli per cui il peso del voto dovrebbe essere direttamente proporzioanale all’aspettativa di vita (ricorda il “voto plurale” di Stuart Mill, il noto liberale teorizzava in quel caso che i voti dei ricchi contassero per 3):

rosina.jpg

#5 Beppe Severgnini, giornalista, scrittore, conduttore televisivo e  opinionista se la prende anche lui con i vecchi che rubano il futuro ai giovani, ma anche coi provincialotti e le classi ignoranti che non comprendono le ragioni disperate della City di Londra e dei suoi broker finanziari cosmopoliti:

Severgnini

Qualcuno ha provato a spiegare loro che i giovani tra 18 e i 24 non sono andati a votare (affluenza del 36% contro l’81% degli over 65) e che si sono rivelati complessivamente la fascia d’età meno europeista visto che il 75% di loro o se ne è rimasto a casa o ha votato Leave, ma tant’è. I numeri sono del resto freddi, mentre la UE è un sogno e una passione dell’anima.

Contro le masse subalterne e ignoranti  si è scagliato anche Giorgio Gori, consulente alla comunicazione di Matteo Renzi, già imprenditore e giornalista, bisognerebbe forse togliere il voto a coloro che han studiato meno in modo che i ceti colti possano guidarli verso un futuro luminoso:

Italcementi, studio per Bergamo 'smart city' del futuro

Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, durante il convegno ‘Verso il futuro. Bergamo 2035, smarter citizens’, promosso dalla Fondazione Italcementi, Bergamo, 30 settembre 2014. ANSA/GIAMPAOLO MAGNI

#6 Francesca Barracciu, ex-sottosegretario ai beni culturali del governo Renzi, evoca il fascismo, un regime che come noto portò l’Italia al disastro, alle leggi razziali e all’orrore della guerra  a suon di referendum e consultazioni popolari:

Barracciu

#7 Sullo stesso tono Roberto Saviano, scrittore, giornalista e militante anti-mafia il quale ci mette  in guardia contro le derive plebiscitarie in democrazia (dalle quali dovrebbero in realtà già tutelarci le carte costituzionali riconoscendo gli inalienabili  diritti alle minoranze), viene il dubbio che in Uk si sia votata l’annessione dell’Irlanda e lo sterminio dei suoi inermi abitanti e non la semplice Brexit:

saviano

#8 Nathani Zevi, giornalista RAI, ci invita da par suo a riflettere sulla vera natura della democrazia, siamo sicuri che le decisioni debbano essere prese a maggioranza?  Non sarebbe meglio che a decidere sia una minoranza con le carte in regola e tutti i timbri? C’è da pensarci.

Nathania Zevi

#9 Gianni Riotta, giornalista e scrittore, va sul macabro e si rammarica che la Cox sia morta per nulla, invece che per una buona causa come si augurava evidentemente lui. Parafrasando, è forse cinico pensare che una così bella e tempestiva occasione per ribaltare gli umori popolari in favore del Remain sia andata sprecata? Forse sì, è cinico e anche un po’ di cattivo gusto.

Riotta cox

Che dire? Perfino chi si augurava un’Europa senza frontiere, fondata sul lavoro, sulla solidarietà tra popoli e sulla cooperazione tra gli Stati, un’Europa autenticamente democratica costruita col consenso delle masse che la compongono, per quanto ageé e ignoranti (ma tuttora le più istruite del mondo), che difendesse innanzitutto le conquiste sociali che ne avevano caratterizzato la crescita post-bellica, prima fra tutte lo Stato Sociale, rischia di sentirsi un po’ spiazzato. Soprattutto quando pochi giorni prima del voto è uno dei padri fondatori nostrani della UE a confessare, en passant, l’incoffessabile:

Senza titolo

Tutti democratici, tutti eredi, chi più chi meno, di quegli ideali di partecipazione e giustizia sociale che la sinistra ha cercato faticosamente per secoli di interpretare. Nessuno di loro si è domandato se mentre le istituzioni europee massacravano la Grecia nel contempo qualche cittadino europeo si stesse a sua volta  chiedendo e se domani toccasse a me?

Forse la verità è che quando l’elite della sinistra italiana ha svenduto gli ideali sociali, in cambio le è stato offerto l’europeismo come ideale fantoccio per sentirsi ancora una volta dalla parte giusta della storia. Chi glielo abbia fornito è facilmente identificabile ed è l’ ex-nemico di sempre, il capitale transanzionale.

Forse la verità è che l’europeismo, patria dei moderati, presenta in realtà connotati ideologici che facilmente scavallano nell’estremismo più miope.

Il loro ego ora non può sopportare che crolli tutto un’altra volta.
Diventa un problema psicologico e identitario (oltre che la minaccia a delle rendite di posizione).
La Brexit è soltanto un passaggio e, a giudicare da quanto sopra, direi che non l’hanno presa bene.
Proprio per niente.

6 thoughts on “THE BREXIT HORROR PICTURE SHOW

  1. astrosio ha detto:

    una delle mie più grandi difficoltà nell’affrontare l’argomento è che proprio non riesco a vedere, probabilmente per una sorta di cecità selettiva, come si faccia a non vedere (pardon) il GROSSOOOOOO macigno e a concentrarsi sul piccolo sassolino. in questo post, l’unico argomento logico alla base di una decisione per un voto leave, è la grecia. si ignora però quanto GROSSOOOOOOO è il macigno del benessere di cui ha goduto l’inghilterra finora, dell’ ENORMEEEEE crescita che ha avuto, della qualità della vita, della moneta forte eccetera. e quanto EVIDENTEEEE è il fatto che questo voto sia stato dato su false promesse, falsi bilanci, falsità di tutti i tipi. cioè, scusate se ho gridato in qualche punto, ma vi prego, smentitemi. vi scongiuro. voglio sbagliarmi. voglio aprire gli occhi laddove evidentemente non riesco ad aprirli. per me la brexit è una tragedia sconfortante che mi fa perdere un pezzo di fiducia nel genere umano, è vero. MA NON E’ QUESTO IL CAZZO DI PROBLEMAAAA! il problema è che è stato un voto dato credendo a cazzate, e che apre la porta a un futuro incerto per tutti. e prima di tutto per gli inglesi delle classi più povere. e penso ai farmer della cornovaglia, che il giorno dopo aver festeggiato il leave hanno capito che le loro fattorie andranno in rovina perché perderanno i finanziamenti europei, porca madonna! chi sta brindando veramente sono cina e india. perché forse riusciranno a tirare fuori i loro figli piccoli dalle cantine dove assemblano smartphone. e a quel punto, chi cazzo assemblerà gli smartphone in cantina?

  2. aramcheck ha detto:

    I grandi paesi della UE (incluso UK) versano all’unione molto più di quanto ricevano, tanto che l’assenza di UK creerà per le casse della UE un buco e per quelle di UK un surplus. Quindi adesso la regina potrà finanziare direttamente i farmer della Cornovaglia, e se non vorrà farlo perché è troppo liberista è una contraddizione interna loro e non si capisce perché accettassero che fosse la UE a farlo, eventualmnete.

    I farmer della cornovaglia hanno votato per il leave, a loro sta bene così, chi strepita sono i broker della City. Di nuovo una contraddizione interna risolta con un voto democratico.

    Gli inglesi sono indipendenti da oltre mille anni e hanno vinto due guerre mondiali (ricordo che in entrambi i casi US è intervenuta molto dopo l’inizio del conflitto) l’isola non affonderà per questo.

    In generale, il post non è a favore del Leave (io non vivo in UK) ma cerca di mettere al setaccio le dichiarazioni ben poco democratiche dei nostri democratici.

    Se vuoi un post contro l’Euro e l’Europa ne ho scritti, ma forse è meglio che ti cerchi i link dell’ampia letteratura economica in merito. Inoltre non è soltanto un problema economico, ma un problema di democrazia e di equilibri sociali. Hai banche europee e imprese transnazionali ma non hai un sindacato europeo, hai politiche liberiste provenienti da Bruxelles ma non hai strumenti di politica economica in country per bilanciarle (inestimenti pubblici quando servono). Hai una pessima resilienza agli shock esterni nell’area Euro, o non si capisce perché una crisi iniziata in US 8 anni fa (8!) e che ha fatto danni paragonabili solo aun conflitto mondiale non sia ancora risolta, in particolare nei paesi del mediterraneo. Hai tassi di disoccupazione inauditi in Italia, giovanile non ne parliamo, sottoccupazioe, scoraggiati e precari da farci un eseercito e nessuna politica comunitaria (e tantomeno locale) ad arginare il problema.

    Quindi o dimostri che la exit genera un asteroide peggiore di quetso o convieni che o si cambia radicalmente e subito (i tedeschi hanno già rifiutato tutte le timide politiche di limitazione del danno proposte) o meglio uscire. Oppure, almeno, aprire il dibattito e dare parola ai cittafdini.

    Infine se l’Eurpa è lo strumento per fare deflazione salariale (e lo è, letterartira economica docet) serve proprio per far concorrenza alla Cina al gioco di chi paga meno gli operai. Un piano sul quale difficilemente potremo vincere (ma poi chi vince? non gli operai, evidentemente). Tra l’altro il paradosso è che l’Europa iperliberista distrugge lo Stato nazionale per sfidare i portentosi cinesi dove lo Stato partecipaa tutte le attività economiche di un qualche rilievo.

    Stendo un velo sull’enunciazione razzista per cui sia meglio che i bambini cinesi assemblino smartphone in cantina rispetto ai nostri.

    Lo so che ci tieni al tuo smartphone (e anch’io tengo in qualche misura al mio) ma il problema è che nessuno assemblerà degli smartphone a quel prezzo stracciato o che qualche bambino debba farlo in cantina? Per capirci?

    La Corea del Sud è un paese oggi più avanzato dell’Italia, non è associato a nessuna megastruttura sovranazionale (tantomeno con la Cina), sono più benestanti di noi e hanno servizi che noi ci sognamo.

    Come fanno a competere con la Cina senza essere grandi-grandi come la UE e senza tenere i figli in cantina e ad avere 100mbps per ogni casa e alcune delle migliori università del mondo e tutte quelle figate tecnologiche che ci piacciono tanto? e il Giappone con quel debito enorme e nessun mercato comune, come fa a tirare avanti a star meglio di noi?
    E (fatte le debite proporzioni di paesi mediamente più poveri in questo caso ) l’america latina che sta molto meglio di tanti anni fa, cresce a buon ritmo ed è un continente come l’europa come fa senza UE a non riscivolare nella più turpe miseria facendosi la guerra tra loro come noi prima del ’45?

    Sai che ti voglio astrusamente bene, salutami quell’idiota dell’ignorante se lo senti, voglio ben pure a lui.

  3. astrosio ha detto:

    che l’europa abbia dei problemi è fuori discussione. ma che il regno unito fosse il paese membro che stava meglio di tutti, beh, sinceramente anche questo mi sembra che, se dobbiamo essere onesti da un punto di vista intellettuale, sia innegabile. che la regina, poi, possa fare al contadino della cornovaglia (era solo un esempio, e mi fa ridere usare di nuovo questa immagine, ma va bene così) quello che faceva l’europa, mi sembra veramente a dir poco improbabile. e che il liberismo sia quella mano invisibile di adam smith, che mette a posto tutte le cose, anche questa mi sembra una cazzata. (piccola parentesi: visto che il bene che mi vuoi è ricambiato, lo giuro, mi permetto una veemenza da intendere più come catartica che come aggressiva. ma credo l’abbia capito senza bisogno di questa parentesi che infatti chiudo immediatamente dopo il punto.) sono stato in inghilterra più volte negli ultimi 5 o 6 anni, in media un paio di volte all’anno. ti assicuro che l’aria che si respirava era meravigliosa. con i fondi europei e una buona amministrazione, sia in campagna che in città il clima era splendidamente progressista e positivo. forse questo ha fatto dimenticare quanto l’essere un paese membro dell’EU avesse contribuito a creare questa situazione. non lo so. resta il cazzo di fatto che la campagna pro-leave ha sparato cazzate a raffica. o no? i 350 milioni di sterline per l’ NHS sono una cazzata, o no? la povertà non esisteva più, in inghilterra, dai tempi della thatcher. gli hooligans non esistevano più dai tempi dell’heysel. ora… stiamo a vedere. come ho già scritto, mi auguro con tutto me stesso di sbagliarmi.
    te lo giuro.

  4. Gilles lettinazio ha detto:

    Da tutti gli imbecilli d’ ogni razza e colore,
    dai sacri sanfedisti e da quel loro odore,
    dai pazzi giacobini e dal loro bruciore,
    da visionari e martiri dell’ odio e del terrore,
    da chi ti paradisa dicendo “è per amore”,
    dai manichei che ti urlano “o con noi o traditore!”,
    Dai poveri di spirito e dagli intolleranti,
    da falsi intellettuali, giornalisti ignoranti!
    Libera libera libera Nos Domine ( Guccini)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...