Io non guardo le serie TV (III)

Uscito sul numero di Luglio 2015 per il mensile AMORROMAMAG

Dopo cinque anni di forsennato inseguimento la versione televisiva del Trono di Spade, dopo essersene a lungo distanziata, supera la versione cartacea, narrando eventi non ancora descritti nell’ultimo libro di George Martin “A dance with dragon”.  E’ accaduto così che i lettori che avevano anticipato gli accadimenti del colossal fantasy ai telespettatori,  si siano trovati a non poter perdere  le ultime puntate per scoprire cosa accade dopo. Chi di spoiler  ferisce, di spoiler perisce.

serie tv

Il ribaltamento di prospettiva che avviene tra la quinta e la sesta puntata di Wayward Pines  è degno della miglior Sci-FI e tiene viva l’attenzione verso un’ambientazione che rischiava di diventare asfittica, ora si attende il finale sperando si riveli all’altezza. Pop-Corn.

Malgrado il budget a occhio e croce piuttosto alto e il cast importante, a cominciare dal protagonista Terrence Howard, Empire fin dalla prima puntata lascia piuttosto perplessi. Non si fa in tempo a  introdurre i personaggi  a tempo d’Hip Hop che la formula già stride: una commistione tra Musical e Crime, in cui il registro patinato dell’uno sembra depotenziare la necessaria verosimiglianza dell’altro. Qualcuno aveva parlato di una saga che ricorda Il Padrino. Bah.

L’ultima disperata puntata di  The Knick conclude la parabola della straordinaria serie girata da Soderbergh. Coraggiosa, ben recitata e meglio girata, complessa  e stupefacente anche nella qualità della ricostruzione storica. Capolavoro per stomaci forti.

Il nuovo doppiatore di Tyrion Lannister impiega dieci puntate per farsi accettare alle orecchie del telespettatore, eppure alla fine fa rimpiangere un poco il suo predecessore. Un personaggio così piccolo eppure così carismatico, meritava una voce più rotonda e vivace. Il doppiaggio precedente, cui ci eravamo abituati e che suonava perfetto al carattere del nano,  era dell’ottimo Gaetano Varcasia, venuto purtroppo a mancare nel novembre dell’anno scorso. RIP.

In certi passaggi Violante Placido più che Moana ricorda la D’Addario.

Le ultime puntate della quinta serie del Trono di Spade ripagano di tutta la mancanza di azione, per non dire della noia, della prima parte della stagione. Nel lavoro degli sceneggiatori tutto si affretta e in un paio di attesissime ore si piangono infine i lutti, si compiono le disfatte militari, si celebra l’incontro tra la regina e il rinnegato e, più di ogni altra cosa, si vola finalmente sulle ali nere dei draghi valyriani.

E’ iniziata finalmente la seconda stagione di True Detective con nuovi interpreti, ambientazione spostata sulla West Coast e una trama apparentemente più complessa e policentrica. Restano la sceneggiatura di Nic Pizzolato, la bellissima atmosfera noir e la qualità del girato. La prima puntata promette talmente bene che perfino Colin Farrell recita decentemente e sembra quasi credibile.

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