Radio Mosca e la nuova propaganda Russa

Vi propongo l’analisi due video di produzione russa messi in rete durante gli ultimi mesi di crisi in Ucraina. Il primo video è stato rilasciato durante gli attacchi dell’esercito Kiev all’inizio dell’estate quando un crescente movimento nazionalista interno spingeva Putin a intervenire nel Donbas per fermare la carneficina, il secondo è delle ultime settimane e celebra la vittoria della controffensiva d’agosto delle milizie, tracciando le linee della futura strategia russa. La fattura professionale della clip e la profondità dell’analisi geopolitica e militare ci fanno assumere che i video provengano da fonti governative, si tratta dunque di propaganda presentata però con una tecnica comunicativa decisamente innovativa. Questo è il video di inizio estate:

Il video ha come target un pubblico giovane, questo lo si definisce una volta per tutte osservando lo stile con cui è realizzato. A metà tra il trailer di un videogioco molto evoluto e la sigla di una moderna serie-tv, la clip è veloce e spettacolare, precisa, chiara, accattivante, tutte le immagini, le parodie e i collage sono presi direttamente dal web. Il primo elemento da notare è che la ricerca di un linguaggio compatibile con la generazione digitale è riuscita perfettamente, come di rado avviene per gli organi politici e quasi mai per quelli governativi. A questi giovani ci si rivolge per trattare temi di geopolitica e la possibilità di una Terza Guerra Mondiale, cioè li si tratta da uomini (praticamente un tabù in occidente) proponendo loro un patto implicito e la condivisione della responsabilità. A differenza degli spot degli eserciti occidentali nel filmato non ci sono soldati che salutano la mamma, si addestrano o salgono salutando su una nave, compaiono invece i bombardieri e le bombe atomiche. Il filmato è rivolto a un pubblico di giovani russi interventisti, prevalentemente maschi e tendenzialmente nazionalisti, e ai loro potenziali proseliti, sfidando e deridendo l’ingenuità delle posizioni di chi vorrebbe un intervento diretto nel Donbas, in un incalzante e serrato esercizio maieutico, dove si anticipano le possibili obiezioni confutandole una dopo l’altra. Presentare le possibile obiezioni per smontarle simula una falsa interattività, in cui il target viene “coinvolto” sentendo enunciati propri dubbi, anche solo per confutarli.

Il secondo e più recente video arriva come abbiamo detto dopo la vittoriosa controffensiva del Donbas, celebra cioè la vittoria della strategia putinana espressa nel messaggio precedente, eccolo:

Proprio perché la fonte governativa parla ancora ai giovani interventisti non può mostrarsi debole e inutilmente attendista, gli autori del testo forzano così l’impronta militaresca e machista, con tanto di riferimenti omofobici che, evidentemente, il target cui è rivolto il video si ritiene apprezzi e condivida. L’ambiguità sessuale diventa simbolo di debolezza (l’Europa compare rappresentata da Conchita Wurst), gli europei sono dei debosciati/effemminati burattini degli USA, non dei veri e propri nemici, mentre il filmato deve assecondare l’astio dei giovani interventisti contro Kiev e gli USA, di nuovo per ribadire la sensazione di forza e risolutezza. L’incarnazione archetipica del personaggio dietro la voce dello speaker è il comandante di lungo corso, a parte delle tattiche di intelligence, l’ufficiale rude ma che ti salva la vita insegnandoti a combattere usando la testa, un cliché visto in tanti film americani di successo planetario. Di nuovo i riferimenti all’universo simbolico del web tornano quando l’immagine metaforica della “piramide del dollaro” nella grafica allude chiaramente alla simbologia esoterica e massonica presente nel biglietto verde, evocata in continuazione dalla massa degli internauti cercatori e scopritori di complotti.

Il tema in definitiva è quello del (de)briefing militare cui si associa il linguaggio digitale, è nato cioè l’Internet Briefing come strumento di propaganda politica e militare.

Oggi la propaganda occidentale, di gran lunga più potente di quella russa per ragioni che vanno dalle barriere linguistiche allo strapotere sui media internazionali, utilizza prevalentemente lo strumento dello spin-doctoring. La propaganda controlla cioè direttamente le fonti primarie della piramide dell’informazione (si veda in merito Marcello Foa), utilizzando frame esistenti e creandone di nuovi dove necessario, è cioè per sua natura nascosta nell’informazione mainstream dove mescola i propri messaggi all’interno dell’illusoria impostazione giornalistica anglosassone dei fatti presentati come nudi e crudi (un meta-frame generale che permette l’esistenza di quelli particolari). Il lavoro degli spin-doctor è e resta lo strumento più efficace sui giornali e sulle TV, ma nel processo di ri-mediazione (Bolter) le stesse tecniche si rivelano depotenziate sul web. In una comunità i cui miti sono Assange, Anonimous e Snowden e dove c’è ancora una forte tendenza a sentirsi parte di un movimento di controinformazione, l’anonimato è tollerato mentre l’occultamento degli intenti è sempre sospetto, continuamente sottoposto a una seconda verifica e rischia di esporre i referenti politici e dell’intelligence a figure barbine da bugiardi e doppiogiochisti (Powel, Bush, Kerry, la CIA in diversi casi). La missione mistica del web è lo “smascheramento”, a costo di cercare maschere (e cospirazioni) da gettare in terra anche quando non ce ne sono, la semplice potenza del megafono non basta a orientarne gli umori (o almeno in questo senso può fare più Google che la Whitehouse) e viene meno la rigida gerarchia delle fonti che permette la diffusione verticale e massificata dei messaggi.

In poche parole la propaganda di Radio Mosca qui presentata, per i target descritti e limitatamente al web, si differenzia da quella occidentale per diversi aspetti, cioè si caratterizza come:

  • Specifica per un target preciso di giovani sul web
  • Esplicita, diretta e non edulcolorata sui temi geopolitici, non rassicurante, fa appello alla razionalità dell’ascoltatore e non a generici sentimenti di orrore per il nemico (teste mozzate, armi chimiche, etc…)
  • Politicamente scorretta
  • Professionale nell’analisi, sullo stile dell’intelligence militare
  • Anonima (per salvaguardare il leader, Putin, da possibili fallimenti dell’esperimento cui ci si potrà sempre dissociare) ma identificabile.

Sarà interessante, sempre dal punto di vista della comunicazione, studiarne le possibili evoluzioni in accordo col dispiegarsi degli eventi. E’ possibile, se si rivelerà efficace, che ne venga fatto in futuro un uso sempre più massiccio in Russia, in una chiave che potrà cambiare di volta in volta, ad esempio, come strumento strategico per future campagne di arruolamento (giovani, maschi, tendenzialmente nazionalisti… ricordate il target). E’ anche possibile, anche se sembra quasi impensabile oggi, che in un futuro forse prossimo davanti ai sacrifici di una nuova possibile guerra su larga scala, anche i giovani occidentali della generazione digitale dovranno, prima di pagarne i costi di denaro e di sangue, essere “motivati” (o manipolati, fate voi) in modo simile.

Twitter: @aramcheck76

4 thoughts on “Radio Mosca e la nuova propaganda Russa

  1. luigiduca ha detto:

    Cioè la propaganda dell’aggressore Putin, del neoimperialista che vuole prendersi con la forza l’Ucraina e financo abbeverare i cavalli cosacchi in piazza San Pietro, se uno sta a sentire quel pio uomo di Rasmussen e tutta la canizza dei media occidentali… questa propaganda esorta i nazionalisti interventisti russi a stare calmi, a non cedere alla tentazione della violenza? Che subdolo questo Putin! :)

  2. aramcheck ha detto:

    In guerra ogni verità sono almeno due verità ;)

  3. Valerio ha detto:

    Uno spot pubblicitario di altissima qualità, perché questo è lo stile.
    Ogni singola affermazione è praticamente impossibile da smentire.
    Cioé, se mi sbaglio… quale?

  4. aramcheck ha detto:

    Lo spot è assertivo e non sfida mai lo spettatore, qui si dubita per confutare e c’è un altro respiro.

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