La strana rivoluzione a 5 stelle.

Dovete capirmi, io non ho mai visto una rivoluzione pur avendola aspettata per tanto tempo. Ho studiato alcune rivoluzioni del passato e ho incontrato almeno un vero rivoluzionario, ma non so cosa si provasse  a starci davvero nel mezzo. Dopo averla tanto aspettata non vorrei trovarmi nel centro di una rivoluzione e rischiare non accorgermene: sarebbe una beffa tremenda dal punto di vista politico e un duro colpo al mio già instabile ego sotto il profilo personale. Non ho visto nessuna rivoluzione e quindi non so se tutte le rivoluzioni all’inizio fossero  imbottite di cazzate, belle innovazioni e leaders coi capelli lunghi. Probabilmente sì.

Ho una conoscenza della rivoluzione de relato piena di immagini passate e qualcosa non mi convince al primo approccio.

I servi che si coalizzano e rovesciano il padrone, stabilendo un patto egualitario e pacifico dove prima imperavano lo sfruttamento e la tirannide. Questa è l’estetica pura della rivoluzione. Naturalmente la storia reale delle rivoluzioni compie la propria funzione mitopoietica, arricchendo un pantheon di divinità e una collezione di liturgie tradizionali. I rivoluzionari diventano semidivini in quanto riflesso di quei servi ribelli, ombre proiettate dall’archetipo che prevalgono o muoiono nel tentativo di farlo. C’è un architrave romantico che sorregge lo schema ideologico e offusca il ricordo degli orrori. Una delle tradizioni tanto per dire, vuole che si entri in Parlamento armati di Kalashnikov, non di webcam.

A guardare i Grillini sembra, diciamolo pure, una rivoluzione di Nerds.

Io ho sangue nerd e non accetto accuse di bullismo da nessuno, però ammetterete che non danno lo stesso brivido.

Una sera mi pare di ricordare che con Uther ipotizzammo un regime tecnocratico guidato da nerd come un potenziale modello di efficienza politica. Non credevamo che un giorno l’avremmo visto davvero.

Non tutte le rivoluzioni sono uguali, i borghesi non fanno la rivoluzione come le avanguardie leniniste e la rivoluzione cambia coi tempi e con i paesi. Forse i Nerd fanno la rivoluzione così. Il potere ha ignorato i nerd per troppo tempo e adesso loro sono lì per prendersi tutto, forse il mito fondante della nuova politica sarà un cult movie para demenziale del 1984. Adesso la banda larga e l’orto biologico non gli bastano più, vogliono tutto e sono cazzi vostri. Questa è gente che legge il manuale delle istruzioni (no, non danno lo stesso brivido, lo so).

Non so se è davvero una rivoluzione ma, assumendo che sia così, di che forma di rivoluzione si tratta?

Per ora,stando alla cronaca, è una rivoluzione in cui il popolo non tenta di rovesciare la classe dirigente, quanto di metterle le ganasce e sequestrarle l’auto blu. (*)

Non hanno una tradizione di riferimento e non hanno una vera base ideologica. La cosa che più somiglia a una ideologia pervasiva e unificante nel nascente pensiero a cinque stelle corrisponde con la struttura organizzativa stessa, cioè la rete. Prima ancora delle idee il modo in cui circolano e la pluralità che vi contribuisce. Il messaggio in funzione del medium, maledetto McLuhan.

Una rivoluzione dunque di tipo tecno-democratico con la strana commistione tra tendenze dirigistiche e tendenze anarchiche. Piena di nerds, il che mi rassicura.

(*)La cronaca sarà però presto superata dagli eventi, interverrà un principio di urgenza e qualche pedina dovrà muoversi per forza.

3 thoughts on “La strana rivoluzione a 5 stelle.

  1. mrose ha detto:

    Ho smesso da tempo di credere nella rivoluzione, soprattutto nell’ “estetica pura della rivoluzione” che descrivi nel tuo post. Anzi sono sempre piu’ convinta che il problema della rivoluzione sia proprio la sua estetica.
    Non ci vedo proprio nulla di strano e di innovativo in questa “strana rivoluzione a 5 stelle”, a parte un diverso mezzo di comunicazione. Crisi economica, malcontento, sfiducia nel governo.. le stesse motivazioni che hanno mosso la rivoluzione francese, cosi’ come il nazismo (movimento rivoluzionario che raccolse consensi rossi e neri, che si diffuse grazie a radio e tv, strumenti all’avanguardia..), il leninismo, la rivoluzione cubana, ecc.. c’e’ sempre un “pazzo” con capacita’ oratorie ed organizzative migliori degli altri che riesce a raccoglie il malcontento e trasformarlo in energia esplosiva, passione, fomento. A volte questo pazzo fa credere che la liberta’ si trovi nella democrazia, nella partecipazione diretta (tutti possiamo governare..sei inesperto, sei laureato? allora sicuramente sei in grado di governare. Tu, anche tu, non sai leggere ma anche tu puoi votare, puoi decidere il futuro della nazione!) creando un sistema di propaganda costante, una guerra giornaliera al convincimento delle masse, un sistema pericoloso per masse poco istruite; altre volte il pazzo convince i fomentati che la liberta’ sia il risultato del proprio programma politico e che partecipando e sottomettendosi, quando si raggiungeranno gli obiettivi otterranno la redenzione, la vera liberta’.
    Nulla di nuovo…solo poche sfumature. E’ comunque la massa a decidere, ad emozionarsi, fieri di far parte della rivoluzione, di questo “importante” momento storico. “C’ero anch’IO! IO ho vinto!” che divertente!
    Con questa estetica a mio parere non si va da nessuna parte…tutti i governi migliori hanno avuto rivoluzioni silenziose, noiose, le masse non se ne sono nemmeno accorte, si sono fatte educare invece di farsi fomentare.
    Chissa’ se un giorno anche gli italiani (ma sicuramente non solo loro ne hanno bisogno..) riusciranno sbadigliando e senza manie di protagonismo ad essere in grado di cambiare, di partecipare al gia’ lento processo evolutivo dell’essere umano?

  2. aramcheck ha detto:

    Includi un nazismo di troppo e dimentichi almeno un Mandela (in realtàmolti altri). Per il resto capisco i timori, ma sono piu’ di trent’anni che non abbiamo una classe dirigente neppure lontanamente decente, seppure andasse male, non è il peggio che poteva accadere.

  3. Claudio Vitturini ha detto:

    ma anche:
    le rivoluzioni coinvolgono tutto il popolo ma vengono “dirette” o cavalcate dal partito, movimento o avanguardia ideologicamente più forte del momento, in un determinato luogo.
    quando le ideologie sono state distrutte da sparuti, velleitari guerriglieri metropolitani, quando le ideologie sono sopite, può accadere (questo è il sogno) che il popolo torni ad essere un corpo unico, scevro da manipolazioni ideologiche… non so se questa è o sarà, certo sarebbe interessante se lo fosse e forse acquisterebbe un certo appeal, una rivoluzione “civile” (non sanguinaria), esperimento (finora sempre fallito, ma le condizioni erano differenti) innovativo per un decadente occidente globalizzato e, forse speranza futura per l’area della polveriera medio orientale.
    In ogni caso la lettura potrebbe anche essere:
    Primo storico tentativo mondiale delle masse, di contrasto al principale strumento (del potere) di controllo delle masse: “divide et impera”
    (destra-sinistra, bianchi-neri, cattolici-musulmani, Roma-Lazio, etc…).
    Non credo il popolo sia così evoluto, ma quest’avanguardia senza fascino né piacioneria, borghese (come molte rivoluzioni), con la faccia pulita, sembra procedere in maniera sobria ma determinata verso conquiste sociali storiche che persino la sinistra in tutto il suo corso storico, in Italia, non è mai riuscita a realizzare, in un tempo così breve peraltro.
    Restano però un dubbio e un timore, che questo movimento spazzando via le ormai corrotte forme partito e il loro ormai logoro modo di fare e intendere la politica, dia vita a un parlamento svuotato dai “politici di professione” e riempito con movimenti e associazioni di cittadini (prospettiva nuova e stimolante o forse solo un modo per uscire da questa empasse politica/istituzionale), possa perdere quella visione generale e unificatrice che lo caratterizza e che è fondamentale per l’equilibrio necessario al governo di uno Stato.
    Su questa ipotesi sorgono però due preoccupazioni, che i poteri rappresentati dalle lobbies davanti alla prospettiva di perdere il controllo sulla legiferazione e sulle decisioni del parlamento, non se ne stiano con le mani in mano e, quella legata alla eventuale reazione di gruppi della massoneria legati a mafie ed esercito.
    Se qualche progetto eversivo dovesse innescarsi e radicalizzare lo scontro, allora potrebbe fallire il progetto m5s aprendo una nuova stagione di resistenza di un popolo ancora poco coeso e potenzialmente manipolabile, per giunta senza un partito né un’ideologia rinnovati (il MdPC è del 1848) e senza più leaders credibili.
    Ma quest’ultima tesi potrebbe essere il più difficile tra gli sbocchi, grazie al fatto che siamo parte di un progetto europeo e un golpe non farebbe comodo agli interessi dei vari stati europei né alle politiche europee.
    vedremo…

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