Tutte le primarie Minuto per Minuto. (I)

Pre-primarie

Primarie di partito no, perché c’è già il segretario eletto al congresso. Anzi sì, perché Bersani è un signore e Renzi spinge. Ma forse no, perché dipende dalla legge elettorale e forse non servono. Primarie di coalizione no, se non puoi indicare il premier nella nuova legge elettorale. Ma anche sì, perché pure Vendola vuole partecipare. No, perché non c’è tempo per fare due giri di primarie e poi ti sfianchi coi candidati a buttarsi merda addosso. Sì, perché sono nello statuto e nel DNA della coalizione e senza partecipare alle votazioni per la leadership vendola non entra in coalizione. Primarie accorpate no, perché sennò il PD si auto-cannibalizza portando quattro candidati in competizione tra loro e vince Vendola.

Sono pronti per governare.

Propaganda.

Alla fine primarie sì, perché sì, con regole scritte da Bersani per evitare che la destra italiana vada in massa a votare il proprio leader naturale, Matteo Renzi. Però il partito è moderno perché ci si registra online. Il partito è moderno anche perché va in tivvù come gli americani, Sky puo’ celebrare la vittoria della grande battaglia civica e democratica per il confronto televisivo tra i candidati, promossa da Sky medesima per alzare lo share senza pagare costosissimi diritti per le partite.

Con le domande uguali per tutti, il cronometro impietoso, l’arbitro e il quarto uomo, i gladiatori si presentano tutti in fila nell’arena di Murdoch. Se vuoi conoscere le idee di chi difenderà i tuoi diritti di lavoratore devi pagare Sky, pezzente.

Sono cinque i candidati alle primarie del polo progressista. Ce ne sono due di destra, due di centro e uno di sinistra che parla in versi.

Renzi saltellante e ansioso di rispondere col pulsante in mano è convinto di stare a Telemike. Sì lo so, Renzi era alle elementari quando c’era Telemike. Renzi era alle elementari durante tutti i grandi disastri della storia e non ha colpa di niente.

La Puppato attribuisce una frase infame di Padoa-Schioppa (CSX) contro i giovani italiani a Brunetta(CDX)(*). Renzi glielo fa giustamente notare, non vuole che le colpe del centro-sinistra ricadano ingiustamente su esponenti del proprio schieramento politico.

Sono tutti molto americani durante il confronto, soprattutto Renzi che è quasi kennedyano. Bersani cerca di essere paterno, ottenendo di sembrare suo nonno. Vendola si recide la lingua nel tentativo di pronunciare il nome dell’azienda IrisBus. La Puppato dice che se fosse premier per risolvere la questione degli stabilimenti FIAT, inviterebbe Marchionne a guardarsi dentro e ad agire secondo noblesse. Tabacci gasatissimo sembra sul punto di annettersi l’Austria.

Poi sostenitori dei vari candidati sorteggiati fanno una domanda ciascuno.
La tipa che supporta Vendola straparla, si perde, incespica nelle parole e poeteggia, mentre Nichy la guarda orgoglioso, lei accusa Renzi di avere un consigliere in combutta col giornalista economico liberista Oscar Giannetto (Giannino, per i non Vendoliani), per accertare l’identità del quale riportiamo di seguito una foto di repertorio.

Nessuno dei sostenitori degli altri candidati chiede a Tabacci, già democristiano con incarici di governo della regione, già UDC, già nel governo Berlusconi: “Asssessore ma, esattamente, lei cosa ci fa qui?”.

In chiusura, Renzi versione Mulino Bianco cita i figli piccoli, Vendola sogna una sinistra in grado di ricostruire un vocabolario (parole che scaldano il cuore degli operai…), Tabacci ecumenico che non corre per sé ma per portare voti alla coalizione (non lo fo’ per piacer mio…), Bersani mette Papa Giovanni per primo nel pantheon della sinistra, la Puppato vanta l’amministrazione virtuosa di un comune ma non s’è capito quale e ribadisce di essere una donna, fatto del tutto evidente che nessuno si era azzardato a mettere in dubbio.

Vincono tutti in una grande festa democratica. Sky esulta. Il PD risale nei sondaggi, gli elettori sono soddisfatti e felici di partecipare.

Io quella stessa notte faccio sogni inquietanti in cui Crushov prende a scarpate in faccia Renzi.

[continua…]

(*)Nel dopo-confronto Ferrara, con la gentilezza e moderazione che lo contraddistinguono, sbraita che a causa della papera su Padoa Schioppa la Puppato è inadeguata e deve uscire dalle primarie. La puppato telefona in trasmissione e gli dice (Ferrara ha un precedente con Lucia Annunziata) : “Ferrara, lei ha un problema con le donne ”
E Ferrara: “Sì sono gay quindi ho un problema con le donne.”
Secondo Ferrara tutti i gay detestano le donne, quindi Ferrara il problema ce l’ha anche coi gay.
Capolavoro. Chissà cosa pensa Ferrara dei negri.

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