Informatismi.


Quando vedo questi utenti novizi, folgorati dalla tecnologia sulla via di Cupertino, giocare con i loro IPhone, tablet, IPad, pontificare ingenuamente sulla rivoluzione tecnologica e sulla nuova App della quale non possono più fare a meno, provo un sentimento di mestizia. Nel loro rispettabile entusiasmo c’è un vizio di fondo, una piccola crepa di cui sono inconsapevoli, una mancanza originaria, di cui non posso renderli partecipi. In realtà, per apprezzare davvero un’interfaccia grafica, con i suoi colori saturi, le forme stondate e tridimensionali e la sua straordinaria facilità di utilizzo, bisogna almeno una volta nella vita aver dovuto affrontare la ruvida durezza dell’Assembler, la spartana inflessibilità della linea di comando, il sintetico ermetismo dell’IOS o le utopiche perversioni del Prolog. Dietro ogni icona che vi sorride amichevole, senza che ve ne accorgiate, resiste invisibile ed essenziale l’Assembler, primordiale astrazione del linguaggio macchina oltre il quale si cela l’elegante semplicità della logica booleana. Oltre di essa soltanto l’onda irregolare dei livelli di tensione, il clivo scosceso dei fronti in discesa, l’abisso della fisica degli elettroni. Elementari funzioni implementate con un codice scritto trenta, forse quarant’anni prima si celano, insieme al lavoro necessario a costruirle, sotto le vostre piccole icone. Soltanto nella scatola cinese delle routine, nei sostrati decennali di semplici algoritmi, strutture iterative e variabili dimenticate, sta l’essenza profonda di un click.

6 thoughts on “Informatismi.

  1. utente anonimo ha detto:

    Gia' :-)
    Ti potrei rispondere: e' il progresso, bellezza! Potrei dirti la stessa cosa su quanti (e sono la maggioranza) girano il rubinetto aspettandosi semplicemente che ne esca acqua, senza immaginare gli acquedotti, le condutture, le vasche di contenimento, le torri piezometriche, insomma tutte le strutture (e le persone!),  che consentono all'acqua (che non nasce dentro al muro di casa) di zampillare dal loro rubinetto.
    Ma non lo faro'! Perche' sono assolutamente d'accordo con te: provo anche io un sentimento strano, una sorta di piccolo smarrimento per il loro inconsapevole vuoto, che non gli consente di apprezzare veramente quello che hanno davanti. E c'e' anche un'altra cosa che mi spiace: che alla fine la gente conosca piu' l'iPhone che il software libero, che venga catturata piu' facilmente da un'icona stondata e tridimensionale che dal lavoro di qualita' fatto senza seguire la logica del profitto immediato.

    Mario

    PS: non citerei pero' l'IOS: la maggior parte della gente non sa cos'e' l'IOS, e lo confonderebbe con l'iOS (i minuscola) che anima i loro gadget. :-)
    PS/2: le linee di comando non sono ne' inflessibii ne' spartane: di fronte alla ottusa affabilita'  di un'interfaccia grafica, anche il peggior interprete di comandi consente delle evoluzioni pazzesche :-P
    PS/3: tasso alcolico? :-)

  2. Aramcheck ha detto:

    Oh, intendiamoci io l' assembler lo odiavo e sono contentissimo che ci sia "l'evoluzione bellezza". E' pieno di cose complesse di cui non conosco il funzionamento. Soltanto è che in questo caso, ho un'idea non del tutto vaga di cosa ci sia dietro e della vertigine che puo' provocare, ecco.

    Non esiste il pasto gratis, qualcuno a suo tempo ha arato il campo quando era ancora una pietraia.

  3. utente anonimo ha detto:

    milioni di milioni di interruttori che si accendono e spengono secondo regole assegnate.

    Ciao, Mulinacci 

  4. prion ha detto:

    Jack, lo spieghi tu a Stephan (21 mesi) che mentre abbranca l'iPad, lo attiva spingendo il tasto home col suo ditino, fa scorrere la banda elettronica che lo fa accedere alla main page e sceglie accuratamente l'applicazione che gli interessa tra decine (che il papa' gli ha dovuto rimediare) per poi intrattenersi con lei una mezzoretta… che dietro c'e' semplicemente una fila di 0 e 1?

  5. Aramcheck ha detto:

    Ma tu metti in mano l'IPad a un bimbo di 21 mesi?!
    Roba da chiamare gli assistenti sociali ;)

  6. utente anonimo ha detto:

    Se non glielo davo mi sarei trovato i seals in casa allarmati dalle urla… di questi tempi preferisco gli assistenti sociali…

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