Rivolte e nuove guerre puniche.

Ieri si è messa  ufficialmente in moto la macchina della propaganda occidentale, me ne sono accorto quando ho sentito al TG dare la seguente notizia:

“anche Al-Quaeda prende le distanze da Gheddafi”.

Come dire “anche Hitler avrebbe disapprovato Gheddafi”. Tra l’altro non è noto sapere come sono venuti in possesso i media italiani di questa informazione, glielo lo ha detto l’ambasciatore del fu Osama Bin-Laden? Al-Quaeda ha fatto una conferenza stampa? Come mi faceva notare The Prez, Al-Quaeda torna sempre utile: la puoi riciclare quando ti serve e va bene per tutte le stagioni. La usa perfino Gheddafi che un giorno la fa coincidere con i ribelli che gli si oppongono in Cirenaica (due giorni fa), il giorno dopo minaccia di di allearsi con Al-Quaeda contro gli occidentali (l’altro ieri) e infine torna a spiegare al buon Obama, al quale ribadisce la stima, che lui sta lottando contro dei fondamentalisti quaedisti che hanno occupato le sue città.

Al-Quaeda, primo brand in copyleft geo-politico, a disposizione di chiunque cerchi un pretesto per bombardare qualcheduno.

Comunque la si pensi sulla No-Fly Zone e su gli altri eventuali interventi a sostegno dei ribelli (speriamo…), infarcire i TG di sciocchezze inverificabili e palesemente paradossali sul nuovo nemico, sarà un inquinamento che dovremo dolorosamente sopportare. A maggior ragione che tale bombardamento di veline, pilotate o autogenerate per servilismo, è del tutto inutile, in quanto gli italiani sapevano benissimo chi fosse Gheddafi. Soltanto uno lo  aveva scambiato per goliardico compagno di Puttan Tour, un eccentrico paraculo pieno di petrolio col quale spassarsela facendo  possibilmente un po’ di scena, una vera sagoma con cui scambiarsi segreti esclusivi  per una miglior tenuta di botulino e lifting.

Per l’ennesima volta, fateci caso, l’occidente sarà in guerra con qualcuno che gli spara con armi che esso stesso gli ha venduto.

L’Italia prima presta tre basi, poi ne presta sette ora, infine, parla di metterci gli aerei alla prima violazione della no-fly zone, già violata di fatto visto che risultano bombardamenti in corso. Gheddafi nel frattempo blandisce Obama, ma minaccia la Francia, l’Inghilterra e soprattutto l’Italia neanche se la fosse presa per la rottura di un’amicizia tanto speciale. Il Presidente del Consiglio non si fa sentire in quanto la situazione non è tanto drammatica quanto il golpe strisciante dei magistrati che fruttava fino a tre interessanti video-messaggi al giorno. Mentre gli esperti di marketing decidono se il sia meglio il basso profilo o la figura maschia del Presidente di Guerra per far risalire  B. nei sondaggi, il Governo manda avanti La Russa. Il ministro ha dalla sua sia il contaggioso entusiasmo di chi finalmente corona i propri sogni di bambino (una bella campagna d’Africa, nuovi Negus cui spezzar le reni,  popoli barbari da civilizzare e belle abissine adescatrici da sedurre), sia una faccia adatta a terrorizzare qualunque avversario.   

Non so se l’intervento militare sia la cosa giusta, ci si augura la caduta di Gheddafi e la vittoria dei ribelli certo, ma l’esperienza insegna l’Occidente non fa nulla in modo disinteressato e la tendenza dell’ultimo decennio ad elaborare strategie di intervento demenziali e criminali pagate dai civili, mi preoccupa. Il fatto che questa operazione sia di matrice europea non migliora la situazione, basta ricordare il disastro balcanico.

Nel frattempo il paradosso diplomatico USA emerge nella sua assurdità, con le truppe Saudite schierate in Barhein contro altri manifestanti che avrebberio diritto alla medesima libertà, oppressi da quegli stati golfo che supportano la guerra contro Gheddafi.  Intanto l’Irano, dove c’è un feroce dittatore cattivo, ritira l’ambasciatore e tuona contro la repressione dei fratelli sciiti. Ma i sauditi sono i feroci dittatori buoni.

Non come Assad, feroce dittatore cattivo, alle prese anche lui ieri con la protesta di Damasco dove è stato costretto, suo malgrado, a dover ammazzare tre contestatori. Al fianco di questi gli USA  si schiererebbero volentieri a favore, se soltanto non rischiassero di finire i carroarmatini.

Nello Yemen vanno avanti le proteste iniziate, ricordiamolo, con quelle di Tunisia ed Egitto. Soltanto ieri il Presidente Yemenita ha prima lasciato che i suoi sgherri trucidassero quarantuno manifestanti, poi li ha definiti martiri della democrazia, come se non ce l’avessero con lui, scaricando la colpa su uno dei suoi ministri.

Intanto il petrolio ricomincia a volare oltre i 103$ e il Nightmare Scenario economico, aggravato anche dalla tragedia Giapponese (195% del PIL di debito pubblico prima dello Tsunami), non è più una semplice ipotesi.

Solidarieà ai popoli in rivolta del nord Africa e del Medio Oriente , ai coraggiosi cittadini giapponesi e, soprattutto, agli eroici tecnici che si stanno ammalando per arginare il disastro di Fukushima.

3 thoughts on “Rivolte e nuove guerre puniche.

  1. utente anonimo ha detto:

    Caro Aramcheck pur essendo sempre affascinato dal tuo modo di scrivere e sintetizzare un caos socio-politico in corso in mezzo mondo mi piacerebbe sapere che persone dotate di materia grigia (ed e' certamente il tuo caso) condannino sempre e comunque la guerra, sia quella giusta (che poi e' tutto da dimostrare che questi ribelli armati siano i giusti) che quella sporca. Quando due persone litigano non si puo' intervenire sparando ad una di esse dichiarando di voler far da paciere.
    Di esempi ne abbiamo avuti fin troppi..Bosnia,Kosovo, Iraq ed ora Libia.
    Alla guerra si e' contro e basta!! Altrimenti si vota PD e ci si schiera a seconda di che colore e' il presidente U.S.A.
    Un ultima domanda: ma se Sarkozy avesse avuto una moglie normale invece di una modella strafica bombardava anche l'Italia?
    Mi scuso per il commento troppo lungo  e ti rinnovo la stima.
    Buona giornata.

  2. Aramcheck ha detto:

    condannino sempre e comunque la guerra, sia quella giusta (che poi e' tutto da dimostrare che questi ribelli armati siano i giusti) che quella sporca.

    D'accordo, ma qui la guerra già c'era: quella di Gheddafi contro i ribelli, non ce l'ha portata la coalizione. Se in tempi brevi si riuscisse a farla  finire non è detto che l'esito sarebbe necessariamente peggiore che lasciando le cose a sé. Ripeto sempre che furono gli alleati a dichiarare guerra ad Hitler, non il contrario, ma di fatto entrarono in una guerra già esistente tra la Germania e Polonia (per non parlare delle altre nazioni già annesse d'ufficio).

    Detto questo, nel post non dico che è una guerra giusta: dico che non lo so. Perché non lo so davvero, non ho un'opinione "forte" su qualsiasi argomento.

    Ogni giorno che passa, guardando i litigiosi europei con la bava alla bocca che gareggiano per vedere chi comanda più degli altri, quindi vince (facile?), quindi spartisce i contratti petroliferi migliori , ho sempre più l'impressione che avremmo fatto meglio  non intervenire, non militarmente almeno. Una oscena armata brancaleone.

    Anche perché ripeto: non è che i dittatori "amici" (Yemen, Arabia e Barhein) siano meno dittatori e che i loro popoli in rivolta meritino meno libertà…

  3. Aramcheck ha detto:

    Ah dimenticavo: Firmati!

    Ciao

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