P.I.G.S.: E se i porci fossero loro?

Partendo dall’evidenza, tra l’altro ampiamente prevedibile, che il debito si sarebbe spostato dalle banche agli stati, nel post precedente accennavo al fatto che il termine P.I.I.G.S. dovrebbe essere forse affibbiato a chi la crisi l’ha provocata, piuttosto che a chi la sta subendo a causa di un tessuto economico probabilmente più fragile. Premesso che Spagna, Italia (a proposito il PIL 2009 è stato rivisto al -5%, tanto per essere ottimisti) Irlanda, Portogallo e soprattutto Grecia, possono davvero rischiare il default con dure ripercussioni sul sistema europeo, cominciano ad affermarsi anche opinioni alternative in merito.

Il blog Informazione Scorretta pubblica periodicamente la traduzione  del rapporto di economia e geopolitica GEAB, prodotto dal think tank Leap2020, che nasce con lo scopo di fornire analisi scevre da pressioni lobbistiche o filogovarnative. Consultando gli archivi del GEAB (presenti su informazione scorretta) si può verificare effettivamente la loro capacità apparentemente “profetica” di leggere la situazione economica e di conseguenza geopolitica (lo diceva già il vecchio Karl  Marx che tutto parte da lì) con largo anticipo, compresa la crisi delle banche e quella degli stati.

Secondo la loro analisi (che coincide con quella di Benetazzo ed altri analisti indipendenti) la stampa anglosassone starebbe gonfiando il clamore  sulla Grecia per coprire le difficoltà degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. Nel frattempo infatti scopriamo che la Cina  sta  smettendo di comprare titoli di debito USA riducendo per di più quelli in loro possesso (ricordate le sette piccole differenze?), dopo esserne stata il miglior acquirente per una decina di anni e facendosi riscavalcare dal Giappone. L’effetto collaterale, secondo il GEAB, sarà la crescita delle tensioni tra Cina e USA, due paesi piuttosto militarizzati ed influenti. Gli USA hanno oggi necessità, come forse non mai nella propria storia, di qualcuno che finanzi il loro debito pubblico in fortissima crescita e proprio adesso il loro maggiore finanziatore si fa da parte… e se altri dovessero seguire la Cina? Il GEAB sostiene che questo avverrà con gli USA che

entro fine anno  correranno chissà come ai ripari  per evitare la bancarotta. Nel frattempo la Gran Bretagna deindustrializzata che aveva visto negli anni novanta la City (il quartiere finanziario di Londra) divenire la prima industria del paese, con la crisi  in  atto sarebbe in realtà il paese “europeo”  a maggior rischio default. Che alla fine si sia rivelato un bene  che isolazionismo e filoatlantismo  abbiano tenuto gli inglesi fuori dall’Euro? Il tutto mentre la sterlina precipita, le elezioni  inglesi sono imminenti (il che spiegherebbe la volontà di spostare l’attenzione altrove) e perfino ilsole24ore comincia a parlare di scenario greco per la Gran Bretagna, con la differenza che l’economia UK ha un peso appena appena più rilevante nello scacchiere mondiale.Insomma, vuoi vedere che alla fine i porci erano loro?

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