Videocracy: raccontando l’era di Re Silvio (II).

[[…segue]In oltre sessant’anni dalla sua morte il cinema italiano ha faticato a produrre una cinematografia matura su Mussolini e i titoli che si ricordano, da “Mussolini: Ultimo atto” (Lizzani, 1974) a Vincere (Bellocchio, 2009), non sembrano aver segnato una piena rielaborazione storica o si sono limitati a lambire il personaggio raccontando storie limitrofe alla vicenda umana e politica del Duce. L’Italia, anche in senso artistico, fa i conti lentamente col proprio passato e ancor più lentamente elabora il presente. Un lungometraggio come “La caduta”, la splendida produzione tedesca sulle ultime ore di Hitler, manca al nostro cinema e un’operazione a caldocome quella fatta da Oliver Stone con “W” sembra impossibile se si pensa al rapporto che il nostro cinema ha con Berlusconi e con la narrazione di questi anni.Come del resto la stampa e la saggistica, i documentari sul Cavaliere sono invece numerosi, spesso ben fatti e hanno riscosso un certo successo. Viva Zapatero (Guzzanti, 2005), Citizen Berlusconi (Cairola, Gray, 2003), l’esilarante Quando c’era Silvio (Cremagnani, Deaglio, Oliva, 2006) sono alcuni esempi accompagnati da una serie corposa di produzioni minori sul premier o sulla sua area politica (Uccidete la Democrazia!, Lilli e il Cavaliere, Camice verdi).

Era necessario davvero un nuovo docufilm come Videocracy?
Sì, anzi questi rappresenta probabilmente un tassello mancante della nostra narrazione collettiva.

Tutti i lavori citati sopra si concentrano prevalentemente sulla vicenda giudiziaria e politica di Berlusconi, sul monopolio del sistema televisivo e le numerose derive censorie, sul suo nuovo populismo e sul carattere  del premier nei suoi aspetti grotteschi, volgari e votati ad una straripante megalomania. Si è ricostruita la sua scalata imprenditoriale e politica cercando di far luce sugli innumerevoli aspetti oscuri e si è criticato l’esercizio autoritaristico e accentratore del potere politico, mediatico, legislativo ed economico.

Videocracy muove per la prima volta in modo davvero efficace la cinepresa sugli aspetti culturali veicolati dalla televisione commerciale e sulla metamorfosi dell’immaginario collettivo avvenuta prima e durante l’epoca Berlusconiana.

In Videocracy Berlusconi compare poco o pochissimo, ma trionfa ovunque il suo immaginario personale diffuso ad antenne unificate dalle sue televisioni. Non si parla di telegiornali, spot elettorali o programmi di approfondimento politico accondiscendenti, ma finalmente dell’ intrattenimento e della generazione di attuali ventenni cresciuta all’ombra di esso.

Non perché le generazioni successive ne siano  immuni o perchè i ventenni ne siano tutti culturalmente figli, ma essi più che altri sono cresciuti in assenza di una cultura alternativa forte e rappresentano quindi lo strato di popolazione più interessante da comprendere in questo senso.
 

E’ la battaglia culturale vinta da Berlusconi nel proporre un nuovo immaginario agli italiani ad aver schiantato la sinistra, non la battaglia politica che egli ha dimostrato di poter perdere diverse volte malgrado i  diromepenti strumenti di propaganda a disposizione e la pochezza cronica dei suoi rabbrecciati oppositori.

L’utopia della visibilità mediatica individuale  si sostituisce e tramite lo schermo televisivo che ne mostra continuamente i lustri si fa anche più concreta, di qualunque utopia egualitaria o semplicemente di progresso sociale collettivo.

Ognuno avrà il suo quarto d’ora di notorietà diceva Warhol.

Eppure, nella loro ridicola apparente vanagloria, quei quindici minuti sono molto più raggiungibili e direttamente comprensibili di qualunque società tra eguali.
Per anni la sinistra italiana, al bar come alle Camere,  ha liquidato l’argomento con analisi rozze ed approssimative, che si sono limitate al giudizio talvolta esplicito, talvolta sottinteso secondo cui: la televisione di Berlusconi rincoglionisce e instupidisce gli italiani.

Eppure, quella sottocultura disprezzata e liquidata in fretta e furia oggi è  cultura egemonica nel paese,  come lo fu quella di sinistra per un trentennio fino agli anni settanta e bisogna essere rinchiusi definitivamente nella gabbia aristocratica del proprio ambiente altoculturale per non accorgersi che non ci può essere riscatto politico se non si ribalta questo stato di cose.

Quando negli anni ottanta l’intrattenimento delle TV berlusconiane, oggi modello unico anche per la RAI, cominciava ad affermarsi sapevamo poco del privato e dei gusti del loro propietario, il cui ruolo nella costruzione dei palinsesti era stato forse sottovalutato.

Ottimismo, sorrisi, benessere e  corpi di belle donne, racconta Videocracy, sono i gusti personali del Cavaliere rappresentati  dalle sue TV e oggi, definitivamente, appaiono come i gusti del suo regno.

L’ottimismo è quello di Riccardo l’operaio convinto di poter avere una carriera televisiva contro ogni evidenza e spende il proprio magro stipendio per giocarsi le sue carte menter vive ancora con la madre. I corpi delle centinaia di ragazze che ballano in innumerevoli provini ammiccando alla telecamera nella speranza che questa non distolga mai più il suo occhio miracoloso dalle loro curve, relegandole per sempre ad un insopportabile oblio. Il benessere di Corona e Mora, caronti che compiono il percorso inverso dello Stige dal grigio mondo reale dell’anonimato alla vitale e lussuosa esistenza mondana dei VIP, le cui briciole vengono raccolte da schiere di giovani aspiranti tronisti e veline. I sorrisi, infine, del cavaliere, dei presentatori cerimonieri e delle mille vallette, coloro che ce l’hanno fatta  e dall’alto dell’Olimpo ci invitano a compiere la stessa  gioiosa scalata, costi quel che costi.

Pasolini sosteneva che il fascismo non aveva in realtà mutato gla natura profonda degli italiani malgrado la brutale dominazione durante il ventennio, al contrario nel 1975 riteneva che il nuovo potere che si stava affermando tramite la televisione avrebbe spazzato via i codici culturali che l’avevano preceduto. Videocracy pone la questione dell’avvenuto compimento di tale processo.

Mentre il trailer veniva censurato da Rai e Mediaset perchè di parte, come se un film dovesse essere apolitico o equidistante per poter essere pubblicizzato alla vigilia della distribuzione in sala (confrontatevi col libero mercato! Tuona Brunetta contro i cineasti italiani…), qualcuno a sinistra davanti alle prime proiezioni già diceva: Videocracy non stupisce, sono cose che sappiamo.

Ma è proprio ciò che crediamo di sapere ed evidentemente non comprendiamo,  altrimenti non ci avrebbe sconfitto, che dovremmo almeno tentare di documentare. Erik Gandini ci è riuscito benissimo.

20 thoughts on “Videocracy: raccontando l’era di Re Silvio (II).

  1. utente anonimo ha detto:

    Merita una analisi tutta sua, e perchè no anche il suo bel cine-documentario, chi ha curato l’Execution di questa Vision: M.Costanzo.

    tp

  2. crystalbeach ha detto:

    Tutto ciò che esprimi in questi interventi è vero e sacrosanto, ma a cosa porta questa forma di fascismo, come veniva definito da Pasolini?
    Acquiescenza
    Paura
    Indifferenza
    Falsa meritocrazia
    Invisibilità dei più( Stalin diceva: se muore una persona è una tragedia, se ne muiono milioni è statistica)
    Lobotomizzazione
    Autocensura preventiva per paura della censura.
    Di tutto questo la sinistra italiana non ha tenuto conto negli ultimi venti trent’anni.
    Troppo presa ad acquisire per riflesso dell’imperatore il proprio potere inutile attraverso salottini bene in cui discutere di tutto e niente.
    Guardarsi negli occhi e parlarsi senza paura e senza pensare sempre “ha vinto lui facciamocene una ragione e buttiamo il bambino con l’acqua sporca perchè niente si salva e va salvato”, questo è ciò che dimentichiamo sempre.
    Questo è il maggior risultato ottenuto da questo nuovo(che poi nuovo non è) impero.

  3. prion ha detto:

    “..E’ la battaglia culturale vinta da Berlusconi nel proporre un nuovo immaginario agli italiani ad aver schiantato la sinistra..”

    Non sono troppo d’accordo. Direi che non c’e’ mai stata battaglia. Berlusconi e l’immaginario di cui parli si sono imposti perche’ rimepivano il vuoto di ideali, valori, aspirazioni che si era formato agli inizi degli anni ’80. Oggi il surrealismo di governo consacra non il Berlusconismo, ma quel vuoto.

  4. Aramcheck ha detto:

    @Prion: >Direi che non c’e’ mai stata battaglia. >Berlusconi e l’immaginario di cui parli si >sono imposti perche’ rimepivano il vuoto >di ideali, valori, aspirazioni che si era >formato agli inizi degli anni ’80.

    Mah, in fondo è quello che intendevo dire soltanto tu lo hai forse spiegato meglio. In generale i valori e i riferimenti culturali di cui parli non si sono disintegrati in un giorno, sono arretrati progressivamente per mancanza di spinta, forse per una reale obsolescenza, di certo il linguaggio con cui erano stati proposti cominciava a puzzare di muffa e di pensiero acritico.
    In questo senso c’è stato un avvicendamento piuttosto lento e se battaglia c’è stata, è stata una battaglia di retroguardia condotta da pochi.
    (ci sei già andato a vedere Videocracy? Credo potrebbe piacere anche alla Guerrigliera)

    @Crystalbeach: >e buttiamo il bambino >con l’acqua sporca perchè niente si salva >e va salvato

    umh… hai letto Zizek di recente?

    @Theprez:

    Il Grand Guignol…

  5. prion ha detto:

    Abbiamo visto Videocracy ieri sera (non potevo leggere il tuo post prima di averlo visto), ma la guerrigliera non ha interessi al difuori del marmocchio di recente, e lo ha visto disinteressata. Devo dire che anche a me non ha entusiasmato, personalmente mi e’ sembrato un buon riassunto degli ultimi 30 anni piu’ che un ragionamento originale. Ma forse ho un po’ relativizzato anch’io i miei interessi ;-)

  6. Aramcheck ha detto:

    >Ma forse ho un po’ relativizzato anch’io i >miei interessi ;-)

    Mi pare condivisibile :)

  7. uthertepes ha detto:

    Purtroppo l’analisi di Gandini è una sintesi di ciò che chi lo va a vedere già sa’.
    Un bel film documento, utile più che altro ai posteri.

  8. crystalbeach ha detto:

    Lo conosco poco Zizek e non ho letto niente di suo. So di cosa si occupa e ho letto alcune sue interviste su repubblica e manifesto. Sinceramente da un pò di anni a questa parte mi dedico solo alla lettura di romanzi e raccolte di racconti di vario genere e tipo. Dalle sue interviste lette mi sembra un tipo interessante ma non saprei dirti molto di più.
    Quello che volevo dire è che se a livello istituzionale la sinistra ha contribuito molto all’ascesa dell’impero e dell’imperatore( proprio svuotando di contenuti i propri ideali di riferimento e diventando sinistra di salotto e tappeto rosso ai piedi dell’imperatore ) ciò, per me naturalmente, non significa che quegli ideali siano morti inutili, equivalenti a spazzatura e niente più.
    Il videogame in cui ci hanno infilati funziona proprio così. Si accumulano punti quante più cose utili, belle, piene di contenuto si riescono ad abbattere. Lo scopo è il nulla come gabbia in cui rinchiuderci per lasciare all’impero la possibilità di fare ciò che vuole.
    Tanto più superiamo quadri in questo gioco tanto più diventiamo schiavi lobotomizzati e fascistizzati dall’interno.

  9. crystalbeach ha detto:

    In questo senso, potrà apparire fintamente qualunquista come cosa, non m’interessa molto parlare dei massimi sistemi, cercare di dimostrare la mia bravura e intelligenza, quanto parlare ai più con il loro linguaggio, anche trash e volgare, per tentare di riprendermi ciò che mi stanno rubando. La vita.

  10. utente anonimo ha detto:

    O ma che soffri invece del complesso di Edipo del complesso di Berlusconi visto che scrivi sempre di lui????Perchè non scrivi di chi padre di famiglia, uomo sposato va’ con i trans???’
    Ora sarò subito censurato perchè sono andato contro di te, fai sempre così del resto.

  11. crystalbeach ha detto:

    Non essendo la mia casa non posso garantirti nulla, ma spero e credo che nessuno ti censuri. Il problema di un padre di famiglia con figli che va con le trans, se lo fa con i propri soldi e non con quelli di noi contribuenti rimane un fatto privato di cui non credo ci sia niente da discutere. Per me ognuno è libero di andare con chi vuole, i problemi con mogli e figli se li vede per conto proprio. La vita privata delle persone deve rimanere tale. Semmai è valutabile a livello di giudizio l’ipocrisia di chi si dice cattolico e poi in privato se ne fotte della famiglia e del cattolicesimo e una volta sgamato se ne va ipocritamente in convento.
    Di Berlusconi, per sua stessa ammissione, non c’è niente di privato ma è tutto pubblico e quindi merita approfondimenti. Anche se negli approfondimenti eviterei, mio personale consiglio, di scadere nell’ovvietà e ripetere invece che una persona così non dovrebbe comandare un paese come il nostro. Perchè? Rileggersi quasi tutto è stato qui molto ben spiegato e soprattutto liberarsi dalla logica dello schierarsi per tentare di farsi una propria reale opinione.

  12. crystalbeach ha detto:

    Comunque caro utente anonimo, di cosa hai paura? Perchè non esci dall’anonimato? Sappi che qui nessuno ti mangia, nessuno ti picchia, nessuno ti offende quindi abbi il coraggio di presentarti senza problemi. Io qui sono stato molto censurato, sicuramente più di te. Sai perchè? Non per le mie opinioni. Perchè spesso le esprimevo in maniera molto esplicita e il padrone di questa casa è un fifone che preferisce autocensurarsi per paura di essere censurato e chiuso. Lui, a mio avviso ha dimostrato mancanza di libertà nei suoi propri confronti, non nei miei. Parlare in maniera molto libertaria di tanti argomenti di attualità dovrebbe portarci a non aver paura mai della censura altrimenti tutto quello che di giusto si dice perde di senso e significato.
    Altrimenti con l’autocensura si diventa ciò che chi ci comanda vuole, lobotomizzati non del tutto ma sulla buona strada.
    Questo caro utente anonimo te lo dico per farti capire che qui nessuno ha mai censurato le opinioni di nessuno e quindi il tuo attacco mi sembra molto di parte e inutilmente provocatorio e pretestuoso nonchè moralista( va coi trans e ha famiglia, è sposato, ma dai su…)

  13. Aramcheck ha detto:

    >Perchè non scrivi di chi padre di famiglia, uomo sposato va’ con i trans???’

    Mi trovi un solo post in cui io attacco Berlusconi per le sue abitudini sessuali? Eppure in giro se ne è scritto tanto. Vi faccioriferimento soltanto "NELL’ITALIA è MONARCHICA" post di parecchi mesi fa, polemizzando con chi nel PD vedeva nella faccenda della Lario un’opportunità politica.

    Su questo blog la parola "D’Addario" non compare mai.

    Poi certo, trovo assurdo candidare quelle che ti scopi solo perché te le scopi, ma su questo la polemica l’ha già fatta Farefuturo, associazione di destra vicina a Fini.

    >O ma che soffri invece del complesso di Edipo del complesso di Berlusconi visto che scrivi sempre di lui????

    Effettivamente scrivo troppo di lui, tant’è che ultimamente scrivo poco per no reiterare, ma qui siamo nei gusti, ti annoia chi parla di Berlusconi?
    Leggi altro.
    In Italia parlano tutti di Berlusconi?
    Domandati come mai.

    >Ora sarò subito censurato perchè sono andato contro di te, fai sempre così del resto.

    Cazzate. Il più censurato qui è Crystalbeach e mai perchè "non è d’accordo" ma per altri motivi. In particolare censuro i commenti che potrebbero scatenare potenziali denunce o chiusure da parte di Splinder. Avrò censurato al massimo 5 commenti in 4 anni, lascio persino i commenti dei nazi che mi danno della "merdacomunista".

    Adesso se sei in grado di argomentare, ascolto volentieri.

    Ah dimenticavo, se un padre di famglia va con i trans sono cazzi suoi e della famiglia, puo’ interessare il fatto:
    – che usi droga (deprecabile, ma a me interessa relativamente)
    – che ci vada con l’auto blu (deprecabile)
    – che i carabinieri ordiscano aggressioni e ricatti (un po’ piu’ deprecabile, direi)

  14. crystalbeach ha detto:

    Ciao Aram, non credo di aver mai detto cose che nel modo in cui le ho dette non si possano ritrovare anche in altri blog, anzi, in alcuni altri blog ho trovato cose ben peggiori, quelle si passibili di potenziali denunce. Da un blog ho scaricato un programma che da in automatico bestemmie atroci in cui compaiono nomi e cognomi di molti personaggi politici e di chiesa. Da un altro blog ho scaricato un programma che da in automatico frasi taroccate sconce trash e bizzarre dette da berlusconi. Questi sono solo alcuni esempi di ciò che si può trovare sui vari blog in internet. Nessuno di questi a tutt’ora è stato denunciato o chiuso. Questo solo per informare lo dico. Poi siccome ho molto da fare e non per altri motivi è molto probabile che in futuro comparirò molto poco qui, o forse per niente. Anche perchè a tutt’ora devo ancora capire a che serve, visto che volendo ci si può incontrare come e quando ci pare, se ci va.
    Se questo blog ha lo scopo di lanciare informazioni e su queste riflettere allora, un consiglio, l’ultimo, varia argomenti, perchè di antrpologi pazzi filoberlusconiani, berlusconi e il governo, i partiti e i sindacati, si è ormai detto di tutto e di più, ma nell’attualità ci sono molte altre cose di cui poter discutere. Ciao. 

  15. Aramcheck ha detto:

    >  Da un blog ho scaricato un programma che da in automatico >bestemmie atroci in cui compaiono nomi e cognomi di molti >personaggi politici e di chiesa. Da un altro blog ho scaricato un >programma che da in automatico frasi taroccate sconce trash e >bizzarre dette da berlusconi.

    Tutta alta cultura ;)
    Guarda Crys è tutta question di visibilità, se hai 30 lettori come me chiunque puo’ scrivere qualunque cosa e non succede nulla. Se ne hai 30000 e magari ottieni risonanza su media mainstream, basta che un tizio nei commenti calunni qualcuno e hanno il pretesto per romperti i coglioni, c’è una vasta letteratura in merito.
    Io, in generale, credo si possa essere duri quanto si vuole senza bisogno di calunniare/diffamare. Il fatto che qui non se ne accorgerebbe comunque nessuno non modifica il principio.
    Poi ci sono argomenti che non affronto, ma quella non è autocensura è: poca voglia, personale incompetenza, disinteresse o, spesso, sapere che quegli argomenti aprono discussioni sterili.

    >Se questo blog ha lo scopo di lanciare informazioni e su queste >riflettere allora, un consiglio, l’ultimo, 

    perché l’ultimo? I consigli sono sempre bene accetti :)

    >varia argomenti,

    Bah te l’ho detto, ultimamente scrivo poco perché non mi va di rincorrere sempre la politica cialtrona. 

    <b>Comunque, se qualcuno lo avesse notato questo post recensisce un film e lo inquadra in un filone,  soltanto in secondo ordine  parla di B.</b>

  16. Scacchino ha detto:

    Ha ragione Crystal quando dice che c’è un monte di cose di cui parlare.

    Un Tarrasque, per esempio, com’è che lo uccidiamo?

    La tenia è un parassita o un grosso errore durante un tentato congiuntivo?

    Paolo Sesto San Giovanni è nato vicino a Monza?

    Gli anonimi che lanciano strali mascherati da garbate proteste hanno qualunque genere di risorsa argomentativa?

    A quando la release di Diablo III, che c’è un sacco di gente che non sta più nella pelle?

    Come può uno scoglio arginare il mare?

    Eh?

  17. Aramcheck ha detto:

     Il Tarrasque:

    gran dito nel culo…

  18. crystalbeach ha detto:

    Ecco bravo scacchino. Si potrebbe cercare di dare risposte alle sue giuste domande ad esempio. ;-) O anche per esempio rimanendo all’attualità vedere cosa se ne pensa della morte di Cucchi, o del test antidroga dei parlamentari, del perchè Cassano non va in nazionale solo perchè ha avuto un alterco col figlio di lippi, o anche non più del libro gomorra ma della figura di Roberto Saviano, o del perchè se uno va a puttane è fico e se va a trans è un rovinafamiglie, cosa ne pensate delle realtà parallele e della fisica quantista, come vedete questi sono solo alcuni dei tantissimi argomenti che non vedono direttamente parte in causa berlusconi.
    Il rispetto è sempre dovuto, questo lo capisco, la diffamazione non è una bella cosa, anche questo lo capisco, ma dire pane al pane e cazzo al cazzo non significa diffamare o mancare di rispetto.
    Amo l’alta cultura fatta di scoregge rutti bestemmie e quant’altro detesto gli intellettuali che giocano con parole altisonanti solo per cercare di rimorchiare, fare bella figura nei salotti bene, diventare baroni che obbligano gli studenti universitari a comprare i propri libri, preferisco le sincere bestemmie, ma ovviamente, a ognuno i suoi gusti. ;-)

  19. Aramcheck ha detto:

    >o anche non più del libro gomorra ma della figura di Roberto Saviano,

    In che senso? L’argomento mi interessa.
    Proprio da quei salotti che detesti tu comincio a vedere arrivare delle critiche piuttosto incomprensibili a Saviano, come se il coraggio in italia fosse visto con sospetto. Mi accorgo d’altro canto che il profilo "intellettuale" di Saviano (ho finito da poco l’ultimo libro) comincia  a cambiare e le idee sulla letteratura espresse di recente mi lasciano perplesso, ma questo è un altro paio di maniche.
    Del resto Saviano, probabilemente suo malgrado e complice forse  l’età in cui scrisse Gomorra e la passione ci mette, si è fatto "simbolo" e questo lo espone ad altri tiri incrociati oltre quello, di gran lunga piu’ preoccupante, della camorra.

    >Amo l’alta cultura fatta di scoregge rutti bestemmie e quant’altro

    oh, non ti sarai mica offeso? E’ soltanto che il generatore di bestemmie non l’avevo mai sentito. Ho scaricato pero’ il corso in 10 lezioni avanzate fatto col sintetizzatore vocale di Windows, quello sì :)

  20. crystalbeach ha detto:

    Mi offende sempre la censura anche quando, come nel tuo caso, non è sulle opinioni. Ma non voglio continuare oltre sull’argomento perchè anche se non ti conosco bene, ti conosco abbastanza da sapere che la tua non è cattiveria. Tu dici che non è neanche paura, su questo ti inviterei a rifletterci un pò sopra. La figura di Saviano la trovo fondamentale oggi più che mai. Al di là dei suoi gusti letterari non credo sia cambiata la sua visione critica di questo mondo nel tempo. Ho letto e ho apprezzato molto gomorra, un libro che andrebbe fatto leggere e insegnato in tutti i licei, per la sua portata ingenuamente eroica. Non sono uno che crede agli eroi molto facilmente, ma come definire chi dedica tuttala sua vita contro il potere? Che Guevara è un grande esempio di eroismo. Purtroppo per lui o malgrado lui, lo è oggi anche Saviano, secondo me. Un ragazzo che per quello che dice scrive e pensa dovrà vivere il resto dei suoi giorni sotto scorta, con tutto quello, che in termini di vita quotidiana comporta. Lui come altri prima di lui, pochi credo, ci ha insegnato l’unica cosa che credo meriti di non essere mai scordata: si vive lottando sempre e anche quando tutto ti è contro, quando sei senza scelta, bisogna avere il coraggio di continuare a lottare, mai rassegnarsi. Mai dimostrare di avere paura, nelle sue condizioni la paura è sempre presente, ma mai mostrarla agli altri. Lottare non per un bene, la giustizia, ma per poter vivere liberi, anche e soprattutto da chi di religione e ideologie ha fatto il suo bene e con esse ha provocato il male. Quindi bene e male come visioni contrastanti di libertà. Discutere di questo e di come tutto questo dia più fastidio al potere di miliardi di cortei e scioperi. Il potere ha bisogno di infangare e distruggere queste figure perchè sa che fin quando queste figure avranno un seguito ci sarà gente disposta a ragionare, a fare scelte non condizionate, a lottare in tutti i modi possibili. Il potere invece ha bisogno di un popolo che non sceglie e non ragiona, che ha paura e vive di essa.
    In questo senso parlare di Saviano mi sembra estremamente utile, anche se non tutto quello che dice deve essere per forza di cose condiviso.
    Per quanto riguarda il generatore di bestemmie posso solo dirti che ti occupi troppo poco della vera cultura, ci sono cose allucinanti sulla rete davvero. ;-)

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