La crisi dopo la crisi (III). Stime sulla disoccupazione: se tutto va bene esplode.

Finché saltano le banche e vengono salvate con iniezioni di denaro pubblico e presumibile aumento del debito, messi in sicurezza i depositi, i danni economici vengono spalmati sull’interezza della popolazione e l’impatto sociale avviene in modo relativamente poco traumatico. Fanno eccezione coloro che avevano denaro investito in borsa, sottolineando che avevano denaro e hanno scelto di investirlo in borsa. Come detto piu’ volte l’impatto sociale si valuterà sulla ricaduta nella sfera dell’economia reale in particolare sulla produzione industriale, di conseguenza sulla disoccupazione e di nuovo sui consumi, in un circolo vizioso che si dovrà trovar modo di arrestare. Il parametro centrale nella vita delle persone sarà il dato sulla disoccupazione, su cui cominciano ad uscire previsioni e proiezioni, spesso discordanti ed in generale crescenti.

Vi racconto qualche numero, per fare mente locale.

Ad ottobre internamente alla CGIL (la fonte è il sindacalista petrolchimico), si proiettavano per il 2009 400mila nuovi disoccupati  di cui la metà già vittima delle varie e bizzarre forme di precariato che  l’intelligenza sopraffina del legislatore ha saputo concepire da Treu in poi. Una stima del genere nell’ annus horribilis della finanza mondiale in un paese già alla corda del debito come Italia a me sembrava ottimistica. Mi si intenda bene: so perfettamente che 400mila posti di lavoro in meno comportano  una difficoltà economica grave ed  in certi casi perfino tragica (famiglie monoreddito)  su almeno un milione di persone , se si tiene conto dell’impatto su tutto il nucleo familiare. Guardando ai numeri pero’ vediamo che la forza lavoro italiana è circa di 25 milioni di persone (occupati  + in cerca di lavoro, ISTAT) e che i 400 mila disoccupati in piu’ andrebbero ad incidere circa per l’1,6%, cioè dall’attuale 6,7% all’8,3%. In paratica di poco sotto ai livelli del 2005 (indexmundi).

Andrebbero poi considerati, ai fini dell’impatto sociale, i  licenziati di chi lavora in nero (esplusi in modo ancor piu’ sbrigativo) e il dramma diello sradicamento sociale di decine di migliaia di immigrati regolari che vedono la loro possibilità di permanenza e di reddito legale, legato proprio al posto di lavoro (Bossi-Fini docet) spesso già poco qualificato e malpagato. Costoro soffriranno piu’ di tutti.

Eppure i livelli del 2005, a fronte del peggioramento descritto, proiettano comunque il quadro di un paese di sicuro in crisi profonda e  con alcune fasce sociali allo stremo, ma ancora in grado di reggere a livello sociale e di sentirsi complessivamente nord del mondo, con un modello di consumo (ed è il consumo la monodimensione totalizzante dell’ italiano contemporaneo) rallentato, ma non  messo radicalmente in discussione.

In dicembre Epifani, per lanciare l’allarme e facendo in fin dei conti il suo mestiere, cominciava a parlare di valanga di licenziamenti alle porte, senza pronunciare le stime ma utilizzando stavolta toni ben piu’ enfatici. Sempre in dicembre le stime  OCSE parlavano di picchi di disoccupazione in Italia nel 2009  vicini all’8,9%, quindi superiori ai livelli del 2004-2005, peggiori di quelli che giravano in CGIL ma tutto sommato dello stesso ordine di grandezza.

Veniamo a gennaio e arriviamo alle stime di Confindustria che hanno previsto pochi giorni fa (concordando al percentile con l’OCSE) di disoccupazione all’8,9% per la fine del 2009.

L’8,9% è dunque il dato piu’ autorevole e che trova piu’ conferme e fa riferimento a circa 500-550mila disoccupati in piu’, un’enormità certo  che marca perfettamente il segno di una crisi profonda per un paese che non ne aveva certo bisogno. Il dato peggiore pero’ è che la  fine crisi e la conseguente decrescita infelice del PIL è stimata non prima del 2011… il sistema puo’ reggere a due anni del genere senza ripensare se stesso e senza raggiungere livelli di conflitto sociale che pensavamo dimenticati da tempo? Inoltre va considerato che ancora, ché ché se ne dica, non si conoscono i confini reali della crisi e nulla vieta che tali stime possano essere rivedute al rialzo: negli ultimi 7 anni le stime del PIL italiano, ad esempio, sono sempre state riviste in senso peggiorativo dopo i primi mesi dell’anno e stavolta partiamo da un incoraggiante -2%.

Ci sono poi le recenti stime mondiali dell’FMI che parlano di 20-30 milioni di disoccupati certi in piu’ nel mondo per il 2009 e possibile incremento fino a 50 milioni. Posto che questa è una mia assunzione arbitraria che  si limita  suonare ragionevole, se l’Italia dovesse assorbirne una parte proporzionale al proprio PIL (contribuiamo al PIL mondiale per circa il 3%) potremmo pensare ad un caso peggiore in cui i posti di lavoro persi sarebbero nell’ordine del milione e mezzo, cioè una catastrofe sociale un paese che torna indietro di dieci anni, ma con un tessuto sociale e un debito anche privato probabilmente non piu’ in grado di reggere l’urto.

C’è poi l’ultima cassandra per sua natura sopra le righe, a cui stavolta io non credo. Mi riferisco al dato strillato in piazza da Grillo che continua a ripetere una stima (presa da dove?) di due milioni di disoccupati in piu’ entro il solo 2009, non so se rendendosi conto di quello che dice e che le sue parole  comporterebbero. Ammortizzatori sociali inesistenti per una tale massa di ex-lavoratori, tensione sociale alle stelle, guerra tra poveri, file per il pane, intere economie locali che spariscono nel nulla, boom dell’economia informale e del crimine. Parliamo in questo caso della disoccupazione al 15%, quattro milioni di famiglie nella merda, parliamo se ancora non aveste capito della media nazionale pari ai livelli attuali della Calabria (con tutto il rispetto: ce l’avete presente la Calabria?) e con le regioni del Sud che scivolano verso gli standard di vita della Tunisia.

Si rende conto Grillo che sta parlando della vecchia cara Italia con le valigie di cartone che sbarca (ma dove stavolta?), invece di evitare gli sbarchi? Ripeto, io non ci credo  e resto con le stime già drammatiche di CGIL, Confindustria e OCSE, ma se il non-piu’-comico genovese avesse ragione stavolta (con tutta la teoria paracomplottistica annessa, sulla militarizzazione preventiva delle città), beh in quel caso, fate esattamente quel che consiglia , non so quanto scherzando, nei suoi spettacoli: compratevi un fucile e dei sacchi di sabbia.

12 thoughts on “La crisi dopo la crisi (III). Stime sulla disoccupazione: se tutto va bene esplode.

  1. lilith979 ha detto:

    Hai notato che la Calabria va di moda in tv in questo periodo? Fino a poco tempo fa non si sapeva bene neanche dove fosse, ora viene nominata in continuazione. E non credo sia solo perchè ORA succedono più fatti. Tu come la vedi?

  2. Aramcheck ha detto:

    >Hai notato che la Calabria va di moda in tv in questo periodo?

    mmm… no, io l’ho nominata perché (vado a memoria) mi pare abbia gli indicatori economici peggiori.

    >E non credo sia solo perchè ORA >succedono più fatti. Tu come la >vedi?

    Ti sei fatta qualche idea in merito?

    A parte le frane di oggi io l’ultima volta mi ricordavo la pubblicità di toscani:

  3. lilith979 ha detto:

    Beh, in effetti mentre mi cucinavo i frigullaggri mi è venuto in mente che probabilmente anche tu sei vittima della moda calabrese.Vittima inconsapevole, of course ;)
    quella pubblicità è la vergogna di tutti i calabresi.
    Io della Calabria ho un’idea piuttosto complessa e variegata, tanto per rispondere alla tua domanda (ti sei fatta un’idea del perchè etc.) in maniera veloce ti direi che sento un clima mediatico da “we are all calabrians” il che si potrebbe conciliare con l’idea che finiremo tutti in quel modo, ammesso e non concesso che laggiù stiano male (io a confronto dei calabresi miei coetanei che conosco ho un curriculum di studi veramente scarso, per tacer del reddito).

  4. utente anonimo ha detto:

    Personalmente sono convinto che la storia della guerra civile/rivoluzione/qualaltra apocalisse civile sia il tema che serve a Grillo per continuare a essere vendibile. E nota che alza la posta via via che fa più fatica a fare presa o che inciampa su altre questioni.

    Drake

  5. Aramcheck ha detto:

    @Lilith: >quella pubblicità è la vergogna di tutti i calabresi.

    Concordo, sa di “autoghettizzazione gratis”.

    @Drake:
    >guerra civile/rivoluzione/qualaltra >apocalisse civile sia il tema che serve a >Grillo per continuare a essere vendibile.

    Credo anch’io, soprattutto nella misura in cui come dici tu deve alzare il tiro, perche’ il suo tipo di retorica ormai ne ha bisogno. Se ci fai caso la componente “ironica” e’ del tutto scomparsa col comparire delle esternazioni di piazza e anche quella divulgativa in materia energetico/ambientale (la componente che apprezzavo di piu’) si sta affievolendo. Addirittura quando Epifani parlo’ di valanga di licenziamenti Grillo urlo’ al plagio… come se la CGIL (con tutti i suoi difetti, ma anche coi suoi 100 anni di storia e i milioni tra iscritti e delegati) in materia di lavoro avesse bisogno degli input di Grillo…

    D’altra parte, restando ai dati che ritengo credibili (CGIL, OCSE e confindustria appunto) non nego di avere anch’io i miei foschi presagi. Come ho detto altrove, con un po’ di autocritica, non sono immune da un certo “millenarismo” di inizio secolo.
    Il punto non e’ tanto la crisi in se’, la Storia ne e’ piena e in essa vi e’ una componente potenzialmente feconda: e’ il tipo di societa’ che sara’ chiamata a gestirla… nella frammentazione attuale, nella “liquidita’” della societa’ civile e nella monodimensionalita’ del cittadino/consumatore stento a vedere anticorpi. Spero di sbagliarmi.

  6. uthertepes ha detto:

    Dove sbarca? In Inghilterra, alla raffineria Total…

  7. Aramcheck ha detto:

    >Dove sbarca? In Inghilterra, alla raffineria Total…

    Beh, questa e’ una colonizzazione professionale, mica l’esportazione di manodopera a basso prezzo. UK, in relazione alla crisi, sta messa peggio di noi…

  8. uthertepes ha detto:

    Prendi troppo sul serio anche me….

  9. Aramcheck ha detto:

    Hai ragione :)

    off topic: ho visto le prime due puntate della quinta serie e non c’ho capito una ceppa.

  10. uthertepes ha detto:

    Off off topic, sono disposto a rivederle con te, anche la terza…p.s. interessa Battlestar??!! …:))

  11. crystalbeach ha detto:

    I am calabrian di vicinu cusenza, Mormanno. E’ vero che si parla un pò di più della calabria – vedi ospedale di vibo valenzia, ci entri e non sai se ci esci; smottamenti vari; loieri vari; mafiosi vari; sia mormanno che scalea hanno vinto un pò di partecipazioni alla trasmissione del sabato e domenica ore12 buongiorno in famiglia. Non credo ci sia una premeditazione, penso che si parli di calabria perchè alla lunga gli argomenti di cui parlare finiscono. Sulla crisi che dire……ne faccio un’altra e nun ce pens chiù. Cià cià

  12. Aramcheck ha detto:

    negli ultimi 7 anni le stime del PIL italiano, ad esempio, sono sempre state riviste in senso peggiorativo dopo i primi mesi dell’anno e stavolta partiamo da un incoraggiante -2%. negli ultimi 7 anni le stime del PIL italiano, ad esempio, sono sempre state riviste in senso peggiorativo dopo i primi mesi dell’anno e stavolta partiamo da un incoraggiante -2%.

    Toh… le stime del PIL già peggiorano:

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/02/confindustria-pil-2009-centro-studi.shtml?uuid=d8a4ebe4-f78f-11dd-b0ab-ff715bf2e370&DocRulesView=Libero

    CVD

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