Surrealismo politico italiano. Argomenti-moda: la strategia del dar fiato alle trombe.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha di recente proposto di rendere obbligatoria la predicazione in lingua italiana per gli imam, presenti nel nostro paese  al fine di scovare quelli che predicano in favore dell’odio antioccidentale e incitano al terrorismo. Gabriella Carlucci si e’ subito affrettata a sposare la proposta, spiegando che chi unque si opponesse all’idea avrebbe necessariamente qualcosa da nascondere. E’ nato un discreto tam-tam che ha diviso tra quelli che approverebbero una tale norma e quelli che la riterrebbero discriminatoria o inefficace. Il PD ha commentato, i maggioranza ha commentato, i giornali hanno commentato, i blogger hanno commentato e via di seguito percorrendo il circo mediatico. Vorrei far notare come, secondo consuetudine,   non si stia un realta’ parlando di nulla(*), e per diverse ragioni. Una legge del genere sarebbe di una incostituzionalita’ talmente macrospica (articolo 15, ma anche 19 e 21) da non avere  alcuna possibilita’ di essere approvata definitivamente e questo gia’ chiude rebbe il discorso. Come fa notare anche Kelebek  la norma, per non essere discriminatoria verso i musulmani e la lingua araba, dovrebbe proibire un’infinita’ di altre espressioni di culto non immediatamente comprensibili: dalla messa in latino, alle chiese per anglofoni presenti sul territorio, ai mantra religiosi buddhisti. Inoltre se pure si volesse accomunare qualunque gruppetto di musulmani raccolti in preghiera a un capannello sedizioso, cosa che non e’ possibile per quanto detto sopra, o si avessero reali sospetti su questo o quell’imam  la proposta cozzerebbe col principio giuridico (nonche’ logico) che l’onere della prova e’ a carico dell’accusa e che sono dunque gli inquirenti a dover dare evidenza che una data comunicazione abbia eventualmente finalita’ criminose. E’  un po’ come se si volesse imporre ai siciliani di parlare in italiano intellegibile e di non scrivere su foglietti di carta, per dar modo alla procura di scovare a posteriori ordini mafiosi senza dover imparare a leggere Camilleri o perder tempo a decodificare malscritti pizzini.
Al solito,  siamo al surreale.
Surreale che dilaga nella comunicazione politica con precise finalita’: si fa cioe’ strategia comunicativa.
Parto dall’assunto, del quale sono fortemente convinto, che Fini non sia un cretino(**) e che conosca fin troppo bene, visto il ruolo e il lungo trascorso politico, la Costituzione Italiana (non sono del tutto convinto che ne condivida i valori, ma questo e’ un altro problema). Perche’ allora fa una proposta che non ha alcuna possibilita’ di essere trasformata in legge e, ma non e’ stata interpretata cosi’ dai comentatori ne’ Fini ha precisato alcunche’, al piu’ potrebbe trattarsi di un accorato appello agli imam e  ai credenti musulmani
(chiaramente inefficace), ottenendo soltanto di alzare una cagnara? Forse perche’ la finalita’ e’ la cagnara stessa…

Quello descritto e’ soltanto uno dei molti esempi e nemmeno il peggiore. Qualche giorno fa leggevo un titolo sulla versione online di Repubblica o del Corriere sul fatto che i politologi stiano registrando la tendenza da parte dei politici a fare proposte, su cui si discute per settimane, e che finiscono in nulla. Non ho potuto leggere l’articolo e adesso sembra sparito dal web, spero che qualcuno gentilmente possa segnalarmelo.

Politologi o no, la tendenza e’ fin troppo evidente ed e’ quella che io avevo chiamato in un post vecchiotto a riempire l’agenda politico-mediatica di argomenti-moda.

“Nella rincorsa all’apparizione televisiva, l’unica reale arena politica rimasta, e nella necessita’ dei media di saturare il palinsesto informativo, vediamo intervallare problemi veri, che in genere nascono da esigenze della società o da allarmi delle comunità reali, ad argomenti moda  che tengono occupati giornali e TG in un ciclo infinito di finte polemiche e ridicoli dibattiti. Gli argomenti moda in genere nascono nelle segreterie di partito, nelle redazioni dei giornali e nei board aziendali.” (***)

Anche se gli argomenti-moda di ordine politico sono soltanto un sottoinsieme dell’universo mediatico della fuffa (****), ultimamente il fenomeno relativo a quest’ultimi  e’ giunto a livelli tali per cui le proposte di aria fritta dominano letteralmente la scena, determinando il clima politico indipendentemente da cosa si approva di fatto in parlamento e da cosa sia stato concepito per restare invece relegato alla centrifuga mediatica. Si pensi alle sparate di Berlusconi su cui si ciancia per giorni, si pensi a quando Brunetta dice che i fannulloni stanno a sinistra (evocando epurazioni su base politica), si pensi alle piu’ turpi proposte della Lega rimaste, e meno male, sul tavolo: impronte dei piedi per gli immigrati, impronte ai bambini rom, leggi improbabili contro le prostitute,  i diecimila fucili di Bossi e via delirando.

Questa tattica comunicativa ha diverse finalita’.

La prima, come detto, e’ quella di guadagnare visibilita’ mediatica.

La seconda e’ quella di avere un abile strumento di propaganda elettorale fuori dal periodo preposto. La lega urla per mesi che vuole Malpensa come super HUB mondiale in partnership con Lufthansa e poi Berlusconi vende ad AirFrance che conferma Fiumicino? E Maroni alza un bel polverone sul divieto di manifestare davanti ai sagrati (qui a Roma ogni angolo della citta’ e’ davanti a un sagrato). Cosi’ l’elettore leghista si convince che, nel complesso, la Lega continua ad avercelo duro e a difendere i suoi interessi.

La terza e’ quella si sondare il terreno. Si annuncia un provvedimento aberrante per vedere come la prende l’opinione pubblica: se la cosa non desta poi tanto scandalo si mette in un disegno di legge la versione soft, magari soltanto indegna, ben sicuri che l’opposizione sara’ tutta contenta per aver fatto abbassare il tiro al governo (vedi la legge Alfano negoziata  per non sospendere 10mila processi).

 
La quarta, come direbbe Prion, e’ quella di distogliere l’attenzione dalla mano che nasconde la monetina. La monetina in questo caso e’ l’argomento serio, come l’arrivo di una decrescita infelice del  PIL del -2% , un numero di disoccupati ancora tutto da stimare entro la fine del 2009 e la epocale crisi dell’auto.

 


Auto invendute a milioni, uno dei tanti depositi sparsi per il globo.

Questa strategia comunicativa e’ particolarmente diffusa nel centrodestra, non perche’ il PD sia superiore a questi mezzucci, ma semplicemente perche’ il PD  non e’ in grado di applicare una qualsiasi strategia di comunicazione, per becera che sia. Con la sagacia tipica della trota d’allevamento gli esponenti del PD si limitano ad abboccare ad ogni amo che la destra lancia contribuendo all’inutile cacofonia e per di piu’ inseguendo l’agenda dettata dall’avversario.

Sogno un film sulla furbizia di Veltroni interpretato da Peter Sellers… un vero peccato che sia morto nel 1980. Ci sarebbe sempre Gene Wilder… e’ ancora vivo?



(*) Forse per questo la Carlucci  si e’ proposta subito come esperta
(**) Sulla Carlucci invece mi limito a dire, per educazione, che ho un’opinione piu’ articolata.
(***) Mi si perdoni se di tanto in tanto cado nella deplorevole pratica dell’autocitazione :)

(****)Che va dalle sparate sulla clonazione umana di Antinori a  quelle di qualche partecipante ad un reality, attraversando tutto lo spettro delle possibili cazzate.

3 thoughts on “Surrealismo politico italiano. Argomenti-moda: la strategia del dar fiato alle trombe.

  1. equipaje ha detto:

    Aram, io concordo con la tua bella disamina, però c’è un dettaglio (di cui avevo già scritto tempo fa da upuaut) da precisare.
    Ovvero: solo una piccola parte dei fedeli musulmani parla arabo, e l’immigrazione islamica in Italia è la più composita d’Europa. Ne deriva che in quasi tutte le moschee italiane la qutba (= sermone del venerdì) viene *già* effettuata in italiano, da anni, e senza alcun invito del Ministero!
    Ricordo poi che la richiesta (richiesta, non obbligo) di predicare nella lingua del paese “ospite” è stata avanzata anche in Spagna, dalla Ministra degli Affari Religiosi del governo Zapatero.
    Questo per amor di precisione, e perdona la pedanteria.
    Sul resto, come detto, concordo. Ciao ciao.

  2. Aramcheck ha detto:

    Grazie per la precisazione Equipaje, che chiarisce il merito. Per il resto nel post accennavo che poteva trattarsi solo e soltanto di una “richiesta”, ma non e’ cosi’ che la proposta e’ stata ripresa da giornali, dagli altri media e dai blog, ne’ mi risulta Fini si sia preoccupato di far chiarezza.
    In generale, lo spunto serviva a sottolineare la confusione mediatica come strumento che della comunicazione politica.

    Da quel che ho capito fin’ora un altro esempio del quarto tipo, pianificato stavolta con grande attenzione, sara’ probabilmente l’archivio Genchi.

  3. lilith979 ha detto:

    L’attenzione alla strategia comunicativa è un paramentro di osservazione del sistema che mi trova molto d’accordo.
    Leggere post come questi mi fa sentire piuttosto intelligente….:)

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