Gli operai sono una noia mortale.


Che palle i morti sul lavoro.
Che palle gli operai bruciati vivi.

E’ tutto terribilmente standard a cominciare dalla vittima. Al pubblico non interessa se la vittima stava facendo quattro ore di straordianario, paradossalmente sono troppo… “ordinarie”. Gli operai fanno sempre le stesse cose, agli stessi orari, negli stessi posti. Gli operai sono noiosi. Gli operai, in quanto tali, non vanno nemmeno su Youtube… nemmeno se gli spieghi che è gratis. Gi operai sono pigri e non hanno il senso dello showbusiness né l’ansia di apparire, sono anonimi e arretrati, non sanno neppure morire come si deve.


E l’arma del delitto? Che se ne fa la gente di estintori malfunzionanti? E’ roba da maniaci, seppur malati di pignoleria, controllare mensilmente lo stato di funzionamento di un estintore. E di un tubo sputafuoco in un vecchio impianto in via di dismissione? E di una gru che si spezza? Tutto banale, troppo prevedibile, visto e rivisto. E poi non c’è mistero, non c’è incertezza. L’arma è là e la vedono tutti, non si possono fare supposizioni su un mestolo o una scarpa, né calcolare calibri e traiettorie. Non si possono mettere a confronto le ferite con le presunte lame che le hanno provocate.


La location poi… non è adatta. Una fabbrica o un cantiere… esistono forse luoghi più noiosi? Sono luoghi noti al pubblico, non c’è stupore, non c’è suspance, non c’è prurito. Nelle fabbriche si lavora e qualche volta si sciopera. Niente sesso, niente droga, niente rapporti morbosi, niente esplosione di violenza. Nelle fabbriche e nei cantieri non c’è neppure un anfratto dove allestire una messa satanica, un festino sadomaso, un poligono di tiro. Nelle fabbriche non c’è nulla di eccitante da scoprire.


Dell’assassino e del movente non varrebbe neppure la pena di parlare. L’uno è un bravo signore vestito bene che mai e poi mai darebbe uno schiaffo a suo figlio. In certi casi è un board aziendale o una nebulosa comunità di azionisti, forse una banca, forse un fondo estero. Tutta gente che si sarebbe onorati di avere ospite a cena. Nessun maniaco, nessun raptus omicida, nessuna presunta depravazione. Nessuna faccia dai biechi connotati sul cui soma costruire lombrosiane congetture. L’assassino, talvolta, puo’ essere perfino una legge… ops… ma questo non si può dire o si rischia di tirar la volata a estremisti e terroristi.


Il movente poi è semplice quanto scontato, fare un pò di soldi in più. Chi di voi non vorrebbe fare un pò di soldi in più? Siete contenti quando le azioni del gruppo industriale che il vostro consulente finanziario vi ha messo a portafoglio salgono, no? Vi sta bene così, mica sentite il bisogno di andare a fargli le pulci sulle norme di sicurezza del lavoro. Sono soltanto un po’ di soldi in più, non hanno mai fatto schifo a nessuno.

E’ umano.

Non è questo che la gente vuole, non è questo che chiede il pubblico. Il pubblico ha bisogno del mistero perchè in esso può realizzarsi il “transfert”.

Dati degli elementi incerti, dichiarazioni discordanti, uno scenario torbido e macchie di sangue a sufficienza, si puo’ vivere dal divano di casa propria l’immedesimazione con la figura dell’investigatore. Giocare a fare l’investigatore è affascinante e alla fine, se siete stati bravi, potrete dire <<Visto? Avevo ragione io! E’ stato lui!>>. In più ricostruendo la scena del delitto correttamente si puo’ condividere il brivido di terrore della vittima e biasimare lo sguardo bestiale dell’assassino. Siamo nella società dei reality e dell’intrattenimento, la gente vuole vivere il “Thriller della realtà”, qui sta il punto.

Quindi sì, è colpa degli operai se non c’è la dovuta attenzione sul problema, non hanno capito cosa vuole la gente. Le “morti bianche” non interessano a nessuno perchè sono troppo bianche, devono diventare rosse come il sangue o nere come una messa satanica.

E’ colpa loro, ma io sono buono e voglio dargli un consiglio.

Invece di piagnucolare si rimbocchino le maniche creando nelle fabbriche un ambiente più adatto agli stupri, alla violenza efferata e alle armi da taglio. Organizzino orgie, intreccino rapporti omosessuali o bisessuali, invitino clandestini rumeni o meglio ancora negri, il negro tira sempre, lascino tracce di sperma e di feci laddove non dovrebbero essercene, aprano i cancelli alla gnocca godereccia, lascino balenare sospetti di abuso di droghe, mettano filmanti pornografici su Internet e, se neppure questo dovesse funzionare, si rechino al lavoro solo dopo aver fatto scorta di pesanti armi da guerra, che quelle basta averne in quantità e prima o poi qualche matto pronto ad usarle salta sempre fuori.

Insomma si aggiornino, lo dico per loro, ne otterranno la dovuta visibilità e il giusto scandalo presso i media e l’opinione pubblica.

Continuare così è proprio uno spreco… perchè, se andiamo a vedere, di materiale ce ne sarebbe eccome, di morti sul lavoro in Italia ce ne sono quattro al giorno.

E dove lo trova Bruno Vespa un Serial Killer così zelante? Avete idea delle puntate di Porta a porta che potremmo farci…


“Arbeit macht frei” da imagesofme.splinder.com

9 thoughts on “Gli operai sono una noia mortale.

  1. lilith979 ha detto:

    Morire per lavoro, non mi viene in mente un modo più nauseante per farlo.
    Poveri noi: accettiamo tutto, dai padroni, e se in 3 non abbassiamo la testa, ce ne saranno altri 300 pronti ad inchinarsi.
    Meredith cattura l’attenzione della fighetta media italiana, perchè è – percepita?- diversa da lei. L’operaio che schiatta è uno specchio impietoso, meglio distogliere lo sguardo.

  2. liliangish ha detto:

    morire sul lavoro non fa notizia, è vero, è di una banalità disarmante.

  3. crystalbeach ha detto:

    ” …Più ci penso e più mi è chiaro il fatto che non sono diventato pazzo, è solo che là fuori c’è qualcuno che si è messo in testa di ammazzarci tutti e puoi giurarci che nemmeno lui è pazzo, pazzo è riduttivo per un serial killer recidivo che poi non è neanche uno perchè sono tanti e sono pure tanto ricchi e potenti e sfacciati, maledetti siano loro e chi cazzo li ha creati, avidi assassini senza scrupoli che intascano un miliardo ogni due mesi e si permettono di parlare di tagli alle spese e ai contributi i bastardi fottuti, figurati se c’hanno orecchie per sentire chi gli parla di riduzione dell’orario di lavoro, per loro se dopo otto ore di lavoro sei stanco, fai una cazzata e muori è un peccato e manco per la tua vita quanto per la pensione che hanno cacciato e comunque hanno risparmiato rispetto all’assunzione di nuove persone a pieno salario, è questo lo straordinario obbligatorio, chi vola alle Bahamas e chi va all’obitorio e dovremmo pure dirgli grazie perchè offrono lavoro…” 99POSSE – POVERA VITA MIA
    Ciao

  4. crystalbeach ha detto:

    Ci dicono che sono quattro al giorno ma in realtà sono di più e in una nazione che va al g8 questa per me è una guerra bella e buona.

  5. Aramcheck ha detto:

    @Lilith: L’operaio che schiatta è uno specchio impietoso, meglio distogliere lo sguardo.

    Esatto, si distoglie lo sguardo finchè non arriva la tragedia eclatante, quella che non puo’ essere taciuta. Allora si svegliano tutti dal governo ai partiti ai sindacati, e gestiscono il problema con l’unico metodo che conoscono il provvedimento d’emergenza e sperano… sperano che si torni al più presto a parlare di cronaca nera.
    La carneficina gli andava bene finchè era silenziosa.

  6. crystalbeach ha detto:

    Parlare male della legge biagi in italia è terrorismo e ucciderci tutti a poco a poco cos’è?

  7. rossellao ha detto:

    Le aziende sono solo e sempre alla ricerca di guadagni. Non interessa loro nè la qualità del lavoro, nè tantomeno della vita dell’Azienda.
    Questo che è accaduto a Torino è più di una vergogna. E’ un assassinio.. Mi chiedo dov’erano le aziende preposte ai controlli di scirezza?? A noi per uno specchietto (di destra) leggermente incrinato di fanno multe salate. Ma è in gioco la vita umana. Non tollero sconti qui.
    Bravissimo! Un post da manuale.

  8. PhilipDick ha detto:

    la vicenda degli operai torinesi mi ha fatto davvero male. è incredibile come l’attenzione sulle morti bianche (non rosse o nere, purtroppo bianche come dici tu) si scateni solo dopo tragedie simili: ci dimentichiamo delle nostri origini, ora che gli operai diventano una minoranza, o forse non lo sono ma sono nascosti, coperti, quasi che si abbia paura a dire che in Italia ci sono ancora gli operai, o i manovali o qualsiasi altra professione “di fatica”; viviamo nell’era di Internet, del terziario avanzato, che ci facciamo con gli operai? e poi, come scrivi tu, non fanno audience: meglio sapere tutto del giallo di garlasco…

  9. michelavitturi ha detto:

    tralascio i commenti più ovvi sull’atrocità di morire nei posti di lavoro, proprio dove si va per poter vivere almeno un po’…
    la cosa che più mi ha lasciata perplessa in questo periodo è che se ne è parlato tanto, ma i morti sul lavoro sono stati tanti, sempre.

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