La crisi dopo la crisi: l’ultima pagnotta nella “società liquida”.

Quella che stiamo vedendo adesso è la crisi finanziaria poi, e soltanto poi, arriverà la crisi economica. Io ho paura della crisi economica, una paura fottuta.Anche se certo non mi farebbe piacerevquello che mi spaventa della crisi  non è il dover abbassare il mio tenore di vita. Riguardo alle condizioni economiche sono piuttosto fatalista, immaginando  di vivere  75 anni è  da cretini non aspettarsi di incontrare momenti davvero  difficili, in tre quarti di secolo cambiano un sacco di cose. Un uomo preso a caso nato nel 1905 e morto 80 anni dopo avrà visto distruzioni, ricostruzioni, guerre civili, svariate recessioni, crisi iperinflattive, una grande depressione e due guerre mondiali. Se pensi  di campare a lungo come minimo devi essere un po’ fatalista e quel tanto intelligente da non contrarre mutui trentennali a tasso variabile.
Non mi spaventa l’abbassamento del tenore di vita anche perché pur non avendo motivi stringenti per fare a meno del superfluo, lo so ancora riconoscere come tale.

Quello che mi spaventa, e molto, di un’eventuale crisi economica è la reazione della gente: quando ci sono due persone e quattro pagnotte di pane, la situazione è sotto controllo. Almeno fino al prossimo pasto.

Quando pero’ la pagnotta è una soltanto ci si trova davanti ad un Aut Aut: o la si divide in due parti uguali e ci si rimbocca le maniche per piantare il grano oppure il primo che afferra il coltello mangia e l’altro  finisce sgozzato al campo santo.

Io li vedo gli italiani, li guardo in faccia tutti i giorni.
Li vedo già uno davanti all’altro, con l’ultima pagnotta nel mezzo a dover prendere una decisione. Lo sguardo sorridente, il volto rassicurante ma teso, le mascelle appena un poco serrate e la mano, svelta, che scivola verso il coltello.

Io li vedo perchè li ho già visti, mille volte nella Storia in altri posti e sotto altre bandiere.
Io li vedo, ma non li riconosco, perché sono un figlio delle quattro pagnotte.

Disilluso come elettore, apatico come cittadino, precarizzato e individualizzato come lavoratore, lontano da qualunque idealità morale, religiosa o politica egli chiede ancora insistentemente di essere appagato ma nell’unica veste con cui la società lo riconosce e nella quale egli stesso si percepisce, cioè come consumatore.
La gente non si è civilizzata è soltanto sazia e quando avrà fame, se il piatto sarà vuoto cercherà un nemico.
Il consumo definisce l’essere umano contemporaneo e non importa cosa accada attorno a lui, finchè la sua dimensione di consumatore è salvaguardata egli ha un’identità e un obbiettivo. Questa  monodimensione totalizzante che si è sbarazzata o ha cooptato tutte le altre,  è anche l’unico argine rimasto alla convivenza civile, poiché crollato questo l’uomo contemporaneo si disintegra, sprofonda in vuoto assoluto. Non c’è rete sociale, non c’è rivoluzione, non c’è spinta culturale che possa aiutarlo a ridefinirsi.

Nella società dei consumi una crisi economica vera, di portata storica intendo, si porta dietro milioni di crisi esistenziali individuali. Enormi masse confuse fatte di individui altrettanto confusi.

Il malumore della bestia per il momento è soltanto strisciante, la sua natura non è cambiata, semplicemente, in tempo di abbondanza si è fatta  negoziale e mercantile, sempre piu’ spesso truffaldina. Vuole anche la pagnotta altrui ma avendone già altre, non è disposta a spargere sangue per procurarsela, si accontenta del raggiro.

A volte mentre si reca al lavoro, educa i figli, discute dell’amministrazione pubblica e magari si lamenta di come negli ultimi anni il numero delle pagnotte sembri diminuire gradualemnte, se la osservate con attenzione, tra sorrisi cordiali e gesti inoffensivi la vedrete accarezzare distrattamente il coltello.

Quando il cibo scarseggia dovrà tornare a scegliere e, per quello che posso vedere, non ho dubbi su cosa sceglierà.

Purtroppo, sommo limite di ogni idea di progresso sociale collettivo,  per cooperare serve un gruppo affiatato di gentiluomini, per competere invece  basta un branco di iene affamate.

43 thoughts on “La crisi dopo la crisi: l’ultima pagnotta nella “società liquida”.

  1. prion ha detto:

    Jack, in questa tua mezza profezia ci metterei anche chi già oppone al coltello l’arma della fede ;-) (http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/crisi-mutui-8/papa-soldi/papa-soldi.html). Io intanto mi prenoto per i corsi della sacra scuola di Okuto e spero che il mostro di spaghetti venga a salvare noi buoni…

  2. Aramcheck ha detto:

    oppone al coltello l’arma della fede ;-) (http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/crisi-mutui-8/papa-soldi/papa-soldi.html)

    Il Papa stava soltanto invitando gli investitori a mettere soldi nello IOR.

    . Io intanto mi prenoto per i corsi della sacra scuola di Okuto e spero che il mostro di spaghetti venga a salvare noi buoni…

    Io tengo per Nanto e in generale per i cattivi ;)

  3. lilith979 ha detto:

    Perfetto narratore di crisi, tu sei.
    A me, dopo un’iniziale sentimento di paura seguito da sconforto e nichilismo, sta sorgendo un’inquietante curiosità.
    Quando mia nonna mi raccontava la sua storia di guerra e miserie varie, mi sono chiesta come avesse fatto a sopportare tutta quella sofferenza, dato che io penso che morirei di infarto se sentissi volteggiare i bombardieri sulla mia testa, ad esempio.
    Sono curiosa insomma di capire come la paura farà uscire caratteri inaspettati dalle persone, perchè non sono convinta che emerga solo grettezza, ma anche forza.
    A volte è meglio non andare tanto per le spiccie.

  4. lilith979 ha detto:

    **per le spicce, pardon.

  5. crystalbeach ha detto:

    Ma questo è comunismo, ora basta che come tremonti dici che non sempre i soldi producono altri soldi e potrai fondare insieme a lui il nuovo partito comunista. :-)prrrrrr

    “Sono curiosa insomma di capire come la paura farà uscire caratteri inaspettati dalle persone, perchè non sono convinta che emerga solo grettezza, ma anche forza.” Lilith

    Cazzo! E io che pensavo di essere molto più vecchio di voi, molto più nichilista, molto più romantico, molto più cogli… Evidentemente non sono solo ma in ottima compagnia. Avanti popolo alla riscossa :-)prrrrrrrrrrrr

  6. lilith979 ha detto:

    Mi stai dando della cogliona? :)
    Forse hai frainteso, non sto pensando al sogno di un popolo che si unisce contro i padroni (anche perchè quello italiano è un popolo in cui tutti vogliono essere padroni).
    Mi domando solo se sarei in grado di uccidere per non essere uccisa, in senso lato e non. E mi chiedo chi mi sorprenderà, tra quelli che conosco.

  7. upuaut ha detto:

    Bellissimo post, anche se non lo condivido del tutto.

    Intanto penso che la faccenda non sia affatto limitata agli italiani:
    Il consumo definisce l’essere umano contemporaneo e non importa cosa accada attorno a lui, finchè la sua dimensione di consumatore è salvaguardata egli ha un’identità e un obbiettivo.
    Questo vale per tutte le societa’ cosiddette civilizzate, se puo’ capitare qui, puo’ capitare ovunque.

    In secondo luogo mi pare che lilith abbia ragione: potrebbero anche emergere aspetti inattesi, nuove specie di solidarieta’, soprattutto ove le reti sociali non sono ancora del tutto frantumate, dove c’e’ una base su cui ricostruire. Puo’ anche darsi che la crisi sia il mezzo con cui risvegliarci dalla sbornia collettiva in cui ci siamo adagiati negli ultimi decenni.

  8. Aramcheck ha detto:

    @Lilith: Perfetto narratore di crisi, tu sei.

    Maestro Yoda, mi state forse dando del menagramo?

    Sono curiosa insomma di capire come la paura farà uscire caratteri inaspettati dalle persone, perchè non sono convinta che emerga solo grettezza, ma anche forza.

    Nel post ho decritto lo scenario piu’ drammatico e che mi sembra piu’ probabile, ma forse per una volta gli italiani potrebbero stupire se stessi in meglio, sarebbe ora.

    @Crystal: molto più nichilista, molto più romantico

    Crystal, delle due l’una.
    (effettivamente vedere Tremonti che riscopre Marx e ne battibecca con D’Alema rende davvero l’idea del segno dei tempi…)

    @Upu: Questo vale per tutte le societa’ cosiddette civilizzate, se puo’ capitare qui, puo’ capitare ovunque.

    Sì è vero, non intendevo dire che negli altri stati debba andare necessariamente meglio. Dicevo soltanto che in Italia, l’unica realtà che conosco davvero, le premesse mi paiono pessime. Un certo egoismo arraffone e truffaldino e la tendenza alla ricerca del facile capro espiatorio mi sembrano particolarmente radicate.

    potrebbero anche emergere aspetti inattesi, nuove specie di solidarieta’, soprattutto ove le reti sociali non sono ancora del tutto frantumate, dove c’e’ una base su cui ricostruire.

    Io credo che la nostra generazione in fondo coltivi un sogno intorpidito di ricostruzione, la necessità frustrata di contribuire attivamente al cambiamento della società. Aneliamo, per dirla in breva, ad una responsabilizzazione. Non so pero’ se questo impulso finirebbe davvero per prevalere e ci sono altre generazioni che si sono già mostrate piuttosto restie a distinguere tra i propri privilegi e i diritti degli altri.

    In generale il post voleva essere una suggestione/provocazione non un’analisi (a parte il discorso sulla monodimensionalità del cittadino/consumatore).
    Lo spirito è quello che ha inteso Lilith e cioè immaginare come al cambiare delle circostanze storiche potrebbero cambiare i rapporti tra le persone.
    Nelle presenti circostanze io sono portato a temere il peggio.

  9. crystalbeach ha detto:

    Lilith non volevo offendere, scusa. Facevo notare a tutti che l’ottima analisi qui fatta da Aram era stata già fatta da qualcuno nell’ottocento(Marx? Per chi ne vuole sapere di più si legga cosa marx diceva della crisi finale del capitalismo e di come i rapporti individuali fra le persone all’interno di questa società fossero improntati all’alienazione). Detto questo a me fa piacere sentire che oggi c’è ancora qualcuno che crede che si possa migliorare nonostante tutto, che la crisi possa si riformulare i rapporti tra le persone ma non per forza nel senso della grettezza ma anche nel senso della forza dell’individuo e quindi della sua capacità a resistere(lottare?). Marx parlava di rivoluzione da organizzare e da contrapporre al cittadino/consumatore/padrone/profitto-speculazioni varie(vedi banche in tutto il mondo e in particolare in america). Da contrapporre come forma di solidarietà all’alienazione individuale. Non credo che oggi nell’immediato questa sia la prospettiva ma questo blog può essere un inizio. Perchè non crederci? Perchè continuare a rifiutare tutto e tutti quando sappiamo che è questo quello che il potere vuole da noi?
    Per Aram: sono una persona fortemente incoerente per questo nell’arco di pochi minuti riesco a essere nichilista e poi romantico o viceversa, comunista in senso marxista e mai stalinista e poi anarchico. A volte riesco bene anche come qualunquista e questa cosa non è che mi piaccia molto di me. La parola cogl…. era riferita in primo a me stesso e poi a chiunque viene oggi considerato tale perchè non si rassegna a sopravvivere come uno zombie. Ciao a tutti.

  10. crystalbeach ha detto:

    Lilith attenta, sono sicuro che ti sorprenderesti subito di te stessa :-), non esiste mostro peggiore di noi stessi e neanche eroe migliore.

  11. Aramcheck ha detto:

    Non credo che oggi nell’immediato questa sia la prospettiva ma questo blog può essere un inizio.

    Ma proprio no.
    Qui si fa salotto, non si fa la rivoluzione.

    Se crolla il capitalismo, io mi stappo una birra.
    Se instaurano una dittatura fascista mondiale, io mi stappo una birra.
    Se prende il potere una razza di alieni maoisti con delle evolute astronavi a forma di caffettiera, io mi stappo una birra.

    Cambiano solo le espressioni facciali mentre impugno il cavatappi (in ordine di stupore crescente).

    NB: Non è una dichiarazione di qualunquismo estremo è che questo è soltanto un blog. Le cose avvengono per strada, qui al piu’ se volete se ne chiacchiera. Prosit.

  12. lilith979 ha detto:

    Lilith attenta, sono sicuro che ti sorprenderesti subito di te stessa :-), non esiste mostro peggiore di noi stessi e neanche eroe migliore

    Oooh, ecco Crystal, qui volevo arrivare.
    Non mi sono offesa per il sospetto di essere tacciata di coglionaggine, è solo che preferisco che tu mi pensi con l’occhio iniettato di sangue…;)
    Il concetto di Upuat riguardo alle reti di solidarietà da cui ripartire è molto vicino a quello che prendo io come opportunità per il gramo avvenire. Però non credo abbia molto a che fare con quelle tradizionali, penso più ad una sorta di responsabilità individuale che avvicina naturalmentele persone mature in questo senso.

  13. crystalbeach ha detto:

    Forse non sono poi così bravo a scrivere, o forse sono veramente un coglione( così mi definiscono tutti coloro che dall’alto del loro nullismo sfanculano chiunque gli dice che è ancora possibile credere in qualcosa ). Caro Aram stai dicendo a me che questo è solo un blog. Credi che non lo sapessi? Quante volte qui in questo blog sono intervenuto dicendo che è molto meglio guardarsi negli occhi quando si parla? Quante volte ho espresso la mia soggettiva opinione sul fatto che nonostante tutta la sua utilità, un blog resta un luogo dove si finge perchè protetti da uno schermo? Ma per quanto tu cerchi di far diventare questo blog più inutile di quello che è non ci riesci perchè il solo affrontare problemi di grandissima importanza come quelli che tu ci esponi e nella ottima forma e con la dovuta ricerca in cui ce li esponi rende questo blog non solo interessante ma anche utile. La domanda che da molto tempo mi faccio e ora vi faccio è questa:
    Tenuto conto che il caos nella nostra società non nasce da solo ma lo si crea, tenuto conto che in questo caos il potere meglio prolifera e distrugge diritti e libertà, non credere a niente o credere a un principio astratto di anarchia che spesso diventa qualunquismo a cosa serve? E se è questo quello che vogliamo perchè continuare a discutere di massimi sistemi?
    La risposta che mi ha dato Lilith già ha un senso, anche solo a livello individuale( e se siamo qui non siamo soli ) le parola responsabilità e naturalmente per me possono essere un buon punto di partenza, per cosa? Non lo so ma non pongo limiti, perchè credo di stare a parlare con persone abbastanza mature. Ciao a tutti ;-)

  14. crystalbeach ha detto:

    Se crolla il capitalismo io non mi stappo solo una birra ma voglio partecipare attivamente a una possibile ricostruzione, se s’instaura una dittatura mondiale fascista io mi suicido, se prende il potere una razza di alieni maoisti con delle evolute astronavi a forma di caffettiera voglio cercare di capire cosa di buono( in senso lato ) ci può essere se ci può essere e se non ci può essere cosa posso fare io per cambiare altrimenti mi suicido come sopra. Se devo solo spararmi seghe mi vedo un film porno e non parlo di economia.

  15. crystalbeach ha detto:

    Caro aram capisco che questo non è il mio blog, daltronde io un mio blog non ce l’ho proprio perchè preferisco perdere tempo per strada quando posso. Per cui se credi che sia troppa la responsabilità di cui t’investo dicendo queste cose me lo puoi dire con tutta tranquillità e senza alcun problema e io ne prenderò atto. Se ho partecipato fino ad ora era perchè trovavo utile e interessante quello che qui avviene ma se davvero questo per te è solo un salotto di poveri sfigatelli finto incazz… io posso tranquillamente ritirarmi, avrò più tempo per la strada. Senza offesa davvero ciao ;-)

  16. Aramcheck ha detto:

    non credere a niente o credere a un principio astratto di anarchia che spesso diventa qualunquismo a cosa serve?

    Pobabilmente a niente, ma di questo si puo’ discutere.

    E se è questo quello che vogliamo perchè continuare a discutere di massimi sistemi?

    A me piace scrivere e piace fare salotto. Né l’una né l’altra cosa devono necessariamente essere tese a cambiare il mondo.

    Se devo solo spararmi seghe mi vedo un film porno e non parlo di economia.

    Tu sottovaluti il potenziale erotico del turbocapitalismo neoliberista. Soprattutto mentre si schianta.

    Caro aram capisco che questo non è il mio blog, daltronde io un mio blog non ce l’ho proprio perchè preferisco perdere tempo per strada quando posso.

    E io ti ho conosciuto per strada e sei innanzitutto un mio amico. Sul blog puoi commentare come quando ti pare e mi fa piacere anche quando non siamo d’accordo.
    Le “finalità” del blog pero’ le definisco io e tra esse non c’è gettare le fondamenta per un progetto condiviso di rinnovamento sociale, argomento sul quale al piu’ si puo’ far salotto (o “filosofia” se salotto ti appare dispregiativo).

    se davvero questo per te è solo un salotto di poveri sfigatelli finto incazz…

    Quetso lo stai dicendo tu, se io lo pensassi avrei già chiuso i battenti.

    Io non lo penso affatto.

    Quello che non capisci ( e questo credo dipenda dalla tua scarsa conoscenza di Internet e della curiosa fauna che vi si aggira) è che gli sfigatelli fintoincazzati compaiono nel momento stesso in cui un blog comincia a pretendere di essere qualcosa piu’ di un blog.

    Fidati è così.

    Siccome gli sfigatelli fintoincazzati NON CE LI VOGLIO ci tengo a specificare certe cose. Alcontario ci voglio persone come te, delle quali riconoscola sincerità degli slanci anche quando magari non condivido una parola sulla questione specifica di cui si sta discutendo.

    io posso tranquillamente ritirarmi, avrò più tempo per la strada. Senza offesa davvero ciao ;-)

    Questo a me dispiacerebbe molto ma comunque, se pure decidessi in tal senso, personalmente sarei comunque felice di beccarti per strada con la famosa birra.
    Perché ti ripeto sei soprattutto un amico… sempre si intende, se della tua amicizia vorrai continuare ad onorarmi.

    Ma guarda tu se mi devi costringere a fare i discorsi seri :/

  17. crystalbeach ha detto:

    L’amicizia non è mai stata in discussione ci mancherebbe e perchè poi? Per strada mi beccherai tutte le volte che vuoi birra inclusa. Sai mi è capitato per lavoro e anche per riuscire a fare cose piacevoli di dover scendere a compromessi e partecipare ai salottini bene romani della cosiddetta cultura di sinistra ( veri pidocchiosi radical chic che la cultura non sanno neanche lontanamente cos’è ). Non sono così pazzo( ancora almeno ) da credere che riuscirò a cambiare il mondo, ma neanche così zombie da credere che posso solo scorreggiare quando mangio fagioli e nei luoghi in cui mi viene permesso di farlo. Da quando avevo dieci anni scrivo per diletto poesie racconti e ora sto provando a scrivere un romanzo, lo faccio non perchè mi credo un intellettuale ma in quanto ne ho bisogno, è una droga di cui non posso fare a meno. Questo mi ha comportato nel tempo la capacità onnivora di leggere di tutto e quella creativa d’inventare mondi e credo che non si possa vivere senza credere. Non parlo di dio o del comunismo o dell’anarchia ( quella vera: nè dio nè stato nè servi nè padroni ). Anche di tutto questo ma anche qualsiasi altra cosa che abbia un senso che nasca da un bisogno di stare meglio non solo nell’immediato ma anche per il futuro. Se permetti la mia mano funziona meglio se sincronizzata al mio cervellocuore che non al capitalismo. Ciao a presto e non preoccuparti quando vuoi possiamo parlare anche qui del film palestra anale di pierino di totti lotito e di come utilizzare le cartine al meglio, non solo quelle geografiche.

  18. crystalbeach ha detto:

    Vedi quando dico che il blog è finto perchè filtra chiacchiere attraverso uno schermo?Prima ho detto che forse avrei smesso di partecipare qui, e forse lo farò, ma tu non vedendomi ti sei messo subito sull’attenti per l’amico. Per me l’amicizia è una cosa così importante che mai potrà essere messa in discussione per questi motivi.

  19. Aramcheck ha detto:

    Vedi quando dico che il blog è finto perchè filtra chiacchiere attraverso uno schermo?

    Ma questo è uno dei motivi per cui a mio avviso un blog deve restare un blog!

    Prima ho detto che forse avrei smesso di partecipare qui, e forse lo farò, ma tu non vedendomi ti sei messo subito sull’attenti per l’amico

    Io non mi sono messo sull’attenti perché hai detto potresti smettere di commentare, ma perché da quello che hai scritto sembrava io avessi espresso un giudizio su di te (“non sono così coglione…”, “sfigatelli fintoincazzati”, etc…),
    cosa che non ho fatto: ho espresso un giudizio sulle funzione di questo mezzo.
    Evidentemente avevo capito male.

    Per Pierino va bene, la Fenech è meglio pero’.

  20. Scacchino ha detto:

    >gli sfigatelli fintoincazzati >compaiono nel momento stesso in >cui un blog comincia a pretendere >di essere qualcosa piu’ di un blog.

    Amen fratello. Amen.

  21. lilith979 ha detto:

    Voleo proprio quotare la frase che ha quotato Scacchino per renderle onore: quantà verità in quelle parole. Se oggi dovessi rifare una tesi di laurea, il titolo sarebbe: “percorsi evolutivi del virtuale: leggendo … (nome del blog)” e ne verrebbe fuori esattament quello che hai scritto, caro il mio Sar…ehm…Aram.

  22. crystalbeach ha detto:

    Ozia è un’altro tuo bel blog, ci tengo a sottolineare tuo. Perchè lì tu decidi solo dopo aver letto con attenzione un libro di renderci partecipi di quella lettura. Lo scandagli, lo critichi, lo elogi quando merita e gli dai addirittura un voto. Ottimo direi. Nessuna paura nel dare il voto che secondo te merita. Benissimo. Quel blog è un buon punto di partenza per decidere se leggere o meno un libro che tu ci consigli. In questo blog si diventa un pò troppo facilmente, secondo me, autoreferenziali. Si butta tutto giù dalla torre e non ci sono proposte ma solo critiche. Non voglio che un blog diventi un centro di carbonari pronti alle armi, ma un luogo dove senza paura si affrontano le questioni e sulle questini si facciano proposte perchè no? Proposte di ragionamento positive, dire ad esempio di questo ideale questo è accettabile e questo no e discuterne senza avere il pregiudizio ideologico per cui niente è positivo e si può solo piangere e per non piangere ridere con una birra in mano. Questo non significa trasformare il blog in un organo di partito ma farlo funzionare nell’attualità allo stesso modo di come funziona in letteratura. Fare la parte di chi dice ho studiato questo argomento ma per non essere giudicato ve lo pongo così com’è con la paura di non sembrare troppo di parte, non è molto differente da emilio fede che appare in tv e dice state buoni tutti in italia non c’è razzismo. Di più non so…posso solo dirti che la setta aliena di maoisti non si vede ma in perù è tornato un sentiero luminoso, almeno così dicono. Ciao;-)

  23. crystalbeach ha detto:

    ma vedi tu se devo fare il jovanotti che pensa positivo, e forse qualcuno penserà pure che sono un prete dio insetto.

  24. Aramcheck ha detto:

    @Crystal:

    Una precisazione:Ozia
    nasce da un’idea di JoeCHIP che l’ha fondato insieme a me. Vi collabora assiduamente Uther e vi ha collaborato saltuariamente Lilith. Quindi non e’ esatto dire che sia soltanto mio.
    Inoltre Ozia non pretende di dare giudizi assoluti sui libri, ma come abbiamo scritto a piu’ riprese cerca di raccontare la personale esperienza tra un lettore e un libro. Se Radio Libera Albelmuth di Philip Dick prende 9 e classici che hanno fatto la storia della letteratura (Sartre, Camus, Steimbeck, etc…) non arrivano a tanto e’ proprio perche’ si tratta di un giudizio puramente soggettivo ed insindacabile per questo. Anche per questo Ozia, non e’ un sito di critici letterari.

    si affrontano le questioni e sulle questini si facciano proposte perchè no?

    Gia’ perche’ no?

    Chiunque abbia piu’ competenze e piu’ certezze di me e’ libero di farle e di proporre una discussione qui o altrove.
    Stando alla costituzione e’ libero anche di fondare un partito o un movimento politico.
    Io contesto soltanto se si dice che da questo blog debba partire l’attuazione di qualsivoglia di queste proposte.

    Anche qui Crystal… troppo spesso su internet qualcuno tira fuori una facile soluzione spesso a un falso problema, montando inutili cagnare che in nessun modo sono poi in grado di incidere nel mondo reale. Non sento il bisogno di unirmi a questo malfrequentato circo.
    Potra’ capitarmi di fare ipotesi o congetture, ma credo che continuero’ a esprimerle come tali. Io non conosco la “la via maestra”, ho qualche idea precisa sulle vie che non voglio percorrere, quello si’.

    Fare la parte di chi dice ho studiato questo argomento ma per non essere giudicato ve lo pongo così com’è con la paura di non sembrare troppo di parte,

    Non mi sono mai vergognato di essere di sinistra, ma siccome su questo tema ho posizioni articolate ci terrei a non essere confuso pregiudizialmente con niente e con nessuno. Sai com’e’ ci mettono poco ad arruolarti d’ufficio col PD o con l’ultimo guru solone col megafono…

    A parte che esporre un argomento “cosi’ com’e'” (ammesso che io ci riesca) credo sia un approccio piuttosto corretto, tuttavia mi pare che dai miei post alcune posizioni emergano in maniera piuttosto inequivocabile. O no?

    E poi lo vogliamo dire? C’e’ anche una questione di stile: non credo che tappezzare le proprie idee con le bandiere del Che Guevara aiuti necessariamente a rafforzarle.

    non è molto differente da emilio fede che appare in tv e dice state buoni tutti in italia non c’è razzismo.

    Messere, la invito a ritirare immantinente tale infamante paragone o saro’ costretto a chiederle soddisfazione all’arma bianca.
    Un duello alla sciabola nella pubblica piazza credo potrebbe risolvere con onore tale disdicevole controversia.
    (eddai Crystal… Emilio Fede no… te prego…).

    ma vedi tu se devo fare il jovanotti che pensa positivo, e forse qualcuno penserà pure che sono un prete dio insetto.

    Ah ah! No che tu sia un prete credo non lo sospetti davvero nessuno ;)

  25. uthertepes ha detto:

    Torno sui binari del post, anche xkè mi sembra interessante il punto di vista di Aram, anche se lo comprendo non riesco a condividerlo.
    I cinesi scrivono la parola crisi con due ideogrammi, uno (wei) significa “problema” l’altro (ji) “opportunità”.
    Ogni tanto sarebbe il caso di avere fiducia e aspettarsi il “ji”…

  26. Aramcheck ha detto:

    @Scacchino e Lilith:
    Vedo che anche voi vi siete fatti l’idea che il web non sia il luogo adatto per reclutare un gruppo affiatato di gentiluomini e che sia gia’ un buon risultato tenere lontane le iene ;)

    @tutti: La setta aliena maoista non era un esempio a caso, tutt’altro: dovrebbero arrivare il 14 ottobre, martedi’.
    Parlavo seriamente.

  27. Aramcheck ha detto:

    @Uther: Ogni tanto sarebbe il caso di avere fiducia e aspettarsi il “ji”…

    Eccone un altro che mi da del menagramo :)
    Hai ragione e come ho scritto sopra la mia e’ una suggestione/provocazione, e soltanto in parte un tentativo di analisi. Forse la crisi verra’ vissuta come un momento di ripensamento e trasformazione “positivo” per nuovi assetti sociali, economici e politci. Tuttavia la mia impressione e’ che questo potra’ avvenire dopo che gli istinti peggiori avranno trovato il loro sfogo, in quanto ultimamente sono stati “covati” e “nutriti”, anche mediaticamente, soprattutto questi. Inoltre dubito che qualcosa del genere possa accadere se ad elaborare le soluzioni dovranno essere gli stessi che hanno causato il problema (non lo stesso approccio mentale, come ammoniva Einstein, ma proprio le stesse persone). Vedi ad esempio questo post di Kelebek.

    Sperare il meglio e prepararsi al peggio?

  28. uthertepes ha detto:

    E te ti prepari al peggio stappando una birra?
    Allora meglio sperare in meglio….sempre stappandosi una birra ovviamente….

  29. Scacchino ha detto:

    In internet si può fare di tutto, anche reclutare un gruppo affiatato di gentiluomini. Certo non si può fare con un blog pubblico ed aperto a tutti e privandosi della conoscenza diretta e personale.

    Sarà un discorso induttivista, ma ogni volta che un blog è diventato (volente o nolente l’autore) un punto di riferimento per qualcosa, larete lo ha trasformato in un collettore di frustrazioni e di poco meditate esternazioni di personaggi quantomeno discutibili.

    E sì, se qualcuno se lo chiedesse, mi permetto di essere snob, nel caso in esame.

    Non capisco poi la delusione di Crystal, nè tantomeno l’uso della parola “autoreferenziale”. Ogni discussione è un seme, di che cosa lo deciderà il lettore, l’ascoltatore, l’interlocutore.

  30. crystalbeach ha detto:

    Credo di essere un pessimo scrittore non mi si capisce quando parlo. Non ho mai detto di voler fondare sette, partiti, movimenti, sindacati, organizzazzioni di bloggisti dediti alle seghe fisiche e mentali, religioni o quant’altro. Faccio presente che un giudizio non è mai assoluto perchè non può esserlo.

    “Io contesto soltanto se si dice che da questo blog debba partire l’attuazione di qualsivoglia di queste proposte.”

    Ma quando dico autoreferenziale intendo dire che qui giustamente non si organizza niente di movimentoso e partitico religioso, ma non si organizza niente di niente e si finisce spesso col parlarsi addosso( senza offesa per nessuno s’intende ). Ad esempio Aram dice di essere di sinistra, partendo dal concetto storico di sinistra e non da un ‘astratto sentire, in pratica cosa significa? Perchè pure io sono contrario a tutto quello che qui si critica e nei modi in cui lo si critica, ma se a gestire il tutto, potere, crisi, e quant’altro sono sempre gli stessi. Noi piangendoci sopra possiamo solo farci del male, se siamo masochisti va bene, nulla da dire, anzi. Altrimenti proponevo senza mov par rel e altro perchè a ogni questione alla critica non ci aggiungiamo proposte anche solo di pensiero? Da discutere insieme senza paura di sembrare coglioni se per esempio accettiamo anche solo una parte di un ideologia e ne rifiutiamo tutto il resto. Ma raga va bene così, non succede nulla, se nun se po fa nun se fa, non mi taglio le vene.

  31. Aramcheck ha detto:

    Ad esempio Aram dice di essere di sinistra, partendo dal concetto storico di sinistra e non da un ‘astratto sentire, in pratica cosa significa?

    Se la domanda era questa potevo rispondere fin dall’inizio.
    In teoria sono anarchico nell’accezione meno vaga di Socialista Libertario, ma non vedendo nemmeno lontanamente le condizioni per una transizione del genere, tantomeno se brusca, nella pratica sono Social Democratico. Vedo la societa’ anarchica come un limite irraggiungibile al quale una democrazia potrebbe tendere nei decenni, forse nei secoli, probabilmente senza raggiungerlo mai, ma introducendo progressivamente elementi di: giustizia sociale, laicita’ e liberta’ ed emancipazione individuale.
    Tra le liberta’ individuali inalienabili inserisco la proprieta’ privata limitatamente agli oggetti di consumo, alla casa (in cui vivi non su cui speculi) e agli strumenti del proprio lavoro individuale (lo studio dell’avvocato e la bottega dell’artigiano).
    Parlare di liberta’ economica per chi detiene patrimoni multimiliardari e’ giocare con le parole: quello econimico e’ soprattutto un potere e come tale va controllato, limitato, redistribuito e soverchiato quando necessario.
    Per quanto riguarda la proprieta’ dei mezzi di produzione prediligo le organizzazioni di forma cooperativistica, senza santificarle o imputtanirle con distinzioni tra ricchi manager e lavoratori malpagati come avviene attualmente. Non sono pregiudizialmente ostile all’iniziativa privata e all’arricchimento individuale, ma gli interessi di questi mai devono confliggere con l’interesse collettivo. Ritengo vi siano dei beni comuni che non devono essere per nessuna ragione interamente privatizzati e qualora interamente statalizzati (il che non e’ detto sia un bene) le elite politiche e tecnocratiche che li gestiscono devono essere duramente e severamente controllate, rimuovibili in ogni istante e ritenute responsabili dei fallimenti.
    Sulla questione ecologica sono piuttosto intransigente, per la situazione attuale auspico politiche tese a realizzare gli obbiettivi simili a quelli espressi nel libro “Piano B 3.0” di Lester Brown, mi convincono molto meno i paladini della decrescita come Serge Latouche e osteggio chiunque veda la tecnologia come il fumo negli occhi. La tecnologia ci serve, anzi ce ne serve di piu’, il punto e’ quale tecnologia per fare cosa.

    Il punto di partenza naturale per una transizione socialdemocratica mi pare la Costituzione attualmente in vigore, meraviglioso testo politico, scritto da una classe dirigente di ben altro spessore rispetto a quella attuale. Molte delle affermazioni fatte sopra di stampo socilademocratico sono rintracciabili talvolta esplicitamente, talvolta in nuce, nella Costituzione, andrebbero nei loro principi fondativi attualizzate e rilanciate (posso citare gli articoli se necessario) poiche’ l’attuale oclocrazia se ne e’ assurdamente allontanata, snaturandone i contenuti.

    Non so se queste posizioni ti appaiono moderate, di certo io le intendo in senso intransigente. Ad esempio quando dico “Stato Laico” intendo “Stato Laico”: per me il Papa e’ soltanto il capo di uno stato straniero e dovrebbe contare nelle questioni politiche italiane quanto John Agyekum Kufuor, attuale presidente del Ghana.

    Io vorrei che la democrazia in cui vivo (si’, voglio vivere in democrazia) si muovesse lungo queste direttive e ritengo che questo mi ponga a sinistra.
    Non sono disposto pero’ ad accettare impostazioni fondamentaliste e ottuse secondo cui “se non lo ha detto Marx” allora e’ di destra. Marx, per genio che fosse, e’ morto da un pezzo e per ogni spinta di emancipazione nata da interpretazioni lodevoli delle sue idee sono nati dodici regimi di merda nei quali non vorrei vivere per nessuna ragione al mondo.
    Io vedo la giustizia sociale come un fine e non credo ci siano mezzi da accettare dogmaticamente (es. marxismo, liberismo trickle down (ah, ah , ah!), etc…) per raggiungerla, inoltre le strutture sociopolitiche devono essere mediate con la mentalita’ e la storia dei paesi, non esistono “ricette buone per tutti”.
    Quindi i provvedimenti vanno valutati caso per caso e quando ne vedo uno particolarmente intollerabile ci scrivo sopra un post.

    Sono dunque contro il liberismo, contro il tubocapitalismo dei cazzari di Chicago, sono tendenzialmente pacifista (la guerra e’ una terribile e pessima extrema ratio da intendersi in senso quasi esclusivamente difensivo, non un modo per rilanciare l’economia), non sono anticomunista (soprattutto perche’ non mi mischio agli anticomunisti nostrani) ma sono disposto a diventarlo davanti a comunisti sufficientemente idioti, sono inoltre antirazzista e antifascista.
    Sono internazionalista infine, per quanto possibile, in quanto spostare la miseria da un paese all’altro non e’ sollevare l’uomo dalla miseria e’ soltanto un atto infame e e prepotente, che finira’ col generare guerre, masse di immigrati disperati e uleriori ingiustizie. Inoltre non ci si oppone con strumenti locali ad una reazione globale.

    Potrei continuare a lungo, ma se da quando ho aperto il blog le mie personali convinzioni non sono state argomento esplicito di un solo post e’ perche’ non le ritengo particolarmente importanti ne’ interessanti.

    Sono pronto a rivedere alcune di queste idee, ma non credo che abbandonero’ mai i loro principi fondamentali.

    E per finire mi affido alle parole di un partigiano, che sintetizza il mio modo di essere di sinistra con una manciata di vocaboli che mi sento di condividere: qui. Sono parole semplici e a volte la semplicita’ e’ un dono.

    Che fatica… ma soprattutto, a che pro?

  32. Aramcheck ha detto:

    Qui c’e’ qualcuno che non ha ancora ritirato il paragone con Emilio Fede.
    Ho portato la sciabola dall’arrotino.

  33. crystalbeach ha detto:

    Condivido al sessanta settanta per cento le tue idee, ma se tu parlassi con emilio fede lui ti direbbe che le condivide al cento per cento, prova a chiederti perchè. Anzi al novanta per cento, forse sul papa non la pensa proprio così. A che pro tutto questo lascio anche questa domanda in aria prova a risponderti.

    “Potrei continuare a lungo, ma se da quando ho aperto il blog le mie personali convinzioni non sono state argomento esplicito di un solo post e’ perche’ non le ritengo particolarmente importanti ne’ interessanti”

    Forse ritieni più interessanti il turbocapitalismo, i cazzoni di chicago e quant’altro?
    Credi che far intervenire chi viene qui sulle tue ottime idee per un confronto su queste sia inutile?
    Forse non ci credi abbastanza.
    Lascia perdere le sciabole e usa il cervello che mi sembra ti funzioni molto bene. ;-)

  34. crystalbeach ha detto:

    Sai in un intervista rilasciata molto tempo fa da emilio fede su panorama cosa diceva? Diceva io nasco socialista per trasformarmi poi in socialdemocratico, come me anche berlusconi lo so per certo. AH AH AH AH AH

  35. crystalbeach ha detto:

    E’ il governo berlusconi che vuole l’alitalia compagnia di bandiera e sempre il governo berlusconi che vuole nazionalizzare le banche e hai mai sentito parlare di economia tremonti neanche ferrero o bertinotti riuscirebbero a essere così di sinistra e infatti sotto prodi si andava avanti come una ruspa con le privatizzazzioni.

  36. crystalbeach ha detto:

    Ah dimenticavo su una cosa non concordo proprio con te, per me la guerra non è l’estrema ratio, la guerra è merda sempre. Per me l’estrema ratio è la rivoluzione.

  37. Aramcheck ha detto:

    la guerra è merda sempre.

    Certo, ma ti ricordo che furono Francia e Inghilterra a dichiarare guerra alla Germania di Hitler. E fecero bene.

    ma se tu parlassi con emilio fede lui ti direbbe che le condivide al cento per cento, prova a chiederti perchè

    Perché è un noto bugiardo?

    hai mai sentito parlare di economia tremonti neanche ferrero o bertinotti riuscirebbero a essere così di sinistra e infatti sotto prodi si andava avanti come una ruspa con le privatizzazzioni.

    Adesso sei tu che mi stai arruolando nel PD e nell’area di prodi.
    Il libro di Tremonti critica la globalizzazione con 15 anni di ritardo e le oppone un miope protezionismo, oltre naturalmente al ritorno ai valori di Dio, patria e famiglia. In piu’ lo hai visto al ministero già tra 2001 e il 2006 a piu’ riprese. Inoltre egli incarna la testa di ponte tra la Lega Nord e Forza italia.

    Se questa è sinistra, temo che non siamo d’accordo sui fondamentali.

    Forse ritieni più interessanti il turbocapitalismo, i cazzoni di chicago e quant’altro?

    Esattamente. Stiamo parlando dell’ideologia piu’ influente degli ultimi trent’anni che ha influito sull’economia, sulla finanza e sulle politiche di tutto il mondo. Qualcosa che ha inciso prepotentemente sulla realtà.

    Credi che far intervenire chi viene qui sulle tue ottime idee per un confronto su queste sia inutile?

    Esattamente. Le mie opinioni politiche, non contano un bel nulla e non incidono sulla realtà, in alcun modo. Parlarne piu’ del dovuto è parlarsi addosso e in piu’ non mi diverto.

    Forse non ci credi abbastanza.

    Forse. E anche questo sarebbe un buon motivo per non discuterne piu’ di tanto.

  38. prion ha detto:

    Mi sa che non avete bisogno delle spadine, ve le state gia’ suonando a colpi di intelletto… Cristal, a questo punto credo converrai che su un blog tutto tuo potresti far prendere vita al concetto. Se apri il tuo blog un lettore/commentatore saltuario ce l’hai gia’…

  39. crystalbeach ha detto:

    Aram non sei come emilio fede e neanche come tremonti, cosa sei lo sai tu e pace fatta. Chi sia tremonti lo so bene e so bene che ha già governato purtroppo e so anche che non sei del pd, contento? ;-)
    Forse a volte non ci capiamo e altre ci capiamo benissimo, per me discutere su come creare e meglio che piangersi addosso sulla più fantasmagorica fascistata che è l’economia globale di oggi, ma de gustibus il blog è tuo e ne fai giustamente quello che ritieni più giusto. Forse Prion ha ragione su un mio possibile blog ma non lo farò, non ora perchè non ho molto tempo da dedicargli e non mi piace creare cose morte sul nascere. Ciao a tutti

  40. crystalbeach ha detto:

    Solo una domanda amichevole, ma se quello che pensi non incide sulla realtà cosa pensi a fare( senza offesa davvero)? E quand’è che potrai dire faccio ciò che ho scelto di fare?

  41. equipaje ha detto:

    Bel post, i miei complimenti. Ci sta bene anche qualche (ri)lettura di sci-fi sul tema “apocalisse e rottura del legame sociale”.

    A proposito: gli alieni maoisti sono maledettamente in ritardo :)

  42. Aramcheck ha detto:

    @Crystal: Non credo di aver capito il senso delle tue domande, cmq in generale mi riferivo alla capacità di incidere sulla realtà sociale collettiva.
    Poi è chiaro che le mie opinioni, influenzano le mie scelte.

    @equipaje:Ci sta bene anche qualche (ri)lettura di sci-fi sul tema “apocalisse e rottura del legame sociale”.

    mmm…hai in mente qualche titolo in particolare?

  43. equipaje ha detto:

    Così su due piedi mi vengono in mente, ad es.:
    Morte dell’erba di John Christopher e
    Largo! Largo! di Harry Harrison.

    Trattasi peraltro di mera “letteratura di idee” (id est: scritti coi piedi e tradotti col culo, y disculpen el frances).

    Oppure: Cecità, di José Saramago. Solo perché scritta bene, non è detto che anche questa non sia sci-fi.

    Complimenti per il nick che ti sei scelto, a proposito :)

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