Il Panic Day, due anni dopo. Toh… non era vero niente.


ovvero  “Se dico che è sicuro  fare il surf in questa spiaggia vuol dire che è sicuro…”


L’11 agosto del 2006 avrei dovuto prendere un aereo per San Diego ma   giunto a Fiumicino trovai l’aereoporto  militarizzato fino all’inverosimile,  i voli  tutti in clamoroso ritardo, le coincidenze perdute e le misure di sicurezza tali da non permetterti di portare nel bagaglio mano neppure un libro. Il giorno  precedente, 10 di Agosto 2006, gli aerei di mezzo mondo erano rimasti a terra terra perchè una cellula terroristica era stata fermata a Londra un attimo prima di scatenare un secondo 11 Settembre utilizzando cellulari, bottiglie di Gatorade e… libri(?!).

Questo almeno è cio’ che ci avevano raccontato.

In quell’occasione rinunciai  al mio viaggio
, al meeting di lavoro cui dovevo partecipare, all’appuntamento con Max Plank al Pier 39, al surf sulla spiaggia  di La Jolla e a tutto il resto. Quello fu anche il giorno a partire dal quale divenne impossibile salire  a bordo di un aereoplano con shampo, detersivi, biberon e qualunque altra tipologia di pericolosissimi liquidi detonanti.

Già a Settembre , dopo aver collezionato un po’ di informazioni sparse nei trafiletti dei giornali,  avevo scritto un post in cui  tentavo di tirare le fila della questione per dimostrare che l’intera vicenda non stava in piedi. Un’operazione antiterrorismo come ce ne sono decine ogni anno in tutto l’occidente, cioè l’arresto di alcuni sospetti jihadisti non in procinto di attuare alcuna azione nel breve periodo, era stata montata ad arte per creare l’ennesima ondata di panico, con le  conseguenti strette sulla sicurezza e il rilancio in grande stile del mantra  sulla “guerra globale al terrorismo” salmodiato dai governi in affanno di Bush e Blair.

Nessun pericolo  imminente, nessuna bottiglia esplosiva sui nostri aerei, nessun motivo per tenerli a terra proprio quel giorno, nessuna  giustificata ragione per inasprire i controlli fino al ridicolo, nessun secondo 11 settembre. Nesssuna minaccia imminente quella mattina.

Dopo due anni di indagini e dibattimenti il tribunale inglese incaricato di processare i presunti Jihadisti ha confermato indirettamente che il Panic Day, era del tutto ingiustificato, dunque qualcuno ha creato quella notizia ad arte. Tutti gli imputati meno tre sono stati scarcerati perchè su di loro non ci sono prove. Per tre di questi l’imputazione che rimane in piedi è soltanto quella di “cospirazione”, cioè quando è stata arrestata questa gente progettava , o aiutava altri a progettare, effettivamente delle azioni che pero’ erano ben lontane dall’essere applicate. Dire che l’unica imputazione è questa significa che questa gente non possedeva  esplosivi, poiché questo avrebbe costituito un secondo capo d’accusa che non compare.

Il resoconto complessivo lo trovate qui.

I grandi media liberi, degni di un ministero della propaganda qualsiasi, hanno saputo  soltanto assecondare il comandante in capo scattando sull’attenti a richiesta. Nella stragrande maggioranza dei casi  senza porsi un dubbio, senza un’inchiesta e senza una smentita.

Quindi sì signori, gli Stati e i Servizi Segreti per loro conto,talvolta creano complotti che non esistono, allo scopo di avvalorare le loro politiche. Sono quindi complottisti e per giunta in malafede.


Nel farlo non si preoccupano di far perdere denaro alle compagnie aeree, di far perdere tempo e denaro a noi e, cosa piu’ grave, giocano con le nostre paure per farci sentire sotto assedio, minacciati, indifesi.

Lo Stato per definizione detiene il monopolio della forza ed è soltanto quando ci sentiamo  in pericolo che diventiamo davvero  disposti a lasciargli carta bianca.

Hanno ricreato lo shock dell’11 Settembre ad arte per tenere la gente sulla corda, come il richiamino di una vaccinazione da farsi ogni due o tre anni.


Ci fanno vivere peggio di come potremmo, ci fanno perdere gli aerei, ci fanno dar buca ai nostri amici e, cosa piu’ grave, ci impediscono di fare il surf.(*)

Questo non lo dico né io, né qualche complottista ossessionato dai rettiliani: lo dice un tribunale di Sua Maestà la Regina.

E’ la Common Law bellezza, mica David Icke.

   


(*) Pronunciato come lo pronuncia il Colonnello Kilgore in Apocalipse Now, proprio con quella voce là ).  

2 thoughts on “Il Panic Day, due anni dopo. Toh… non era vero niente.

  1. lilith979 ha detto:

    Se, assieme ll’annuncio di cancellzione del volo avessero dato ad ogni aspirante viaggiatore incazzato un buono spesa per fa shopping al cetro commerciale Leonardo, beh, lì sì che avrebbero compiuto un’opera magistrale….pensa, indurre la paura e poi sedarla col consumo…

  2. Aramcheck ha detto:

    pensa, indurre la paura e poi sedarla col consumo…

    probabilmente ha funzionato senza buoni, è facendo shopping che spesso la gente scarica lo stress, no?

    Bentornata :)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...