La terza fase dell’effetto Grillo: il bavaglio a Internet?

Il nuovo disegno di legge sull’editoria redatto dal nostro solerte governo il 12 ottobre scorso è probabilmente la prima contromossa repressiva nei confronti del fenomeno Grillo, inteso nel senso più ampio della presa d’atto delle potenzialità della rete nella mobilitazione politica.

Gli aspetti repressivi si presentano attraverso la burocratizzazione dell’attività editoriale via web. Nell’art.2 viene riportato sotto la  definizione di prodotto editoriale  “Qualunque prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di divulgazione,  di intrattenimento, quali che siano la forma e il mezzo con cui esso è realizzato e fin qui parliamo di prodotto quindi di qualcosa che si vende come le testate on-line. Nell’art.5 viene poi ricondotta sotto la definizione di attività editoriale “qualunque attività atta alla realizzazione e distribuzione di un prodotto editoriale […] anche in forma non imprenditoriale e con finalità non lucrative”, equiparando gli obblighi delle suddette testate a quelli di un blog, di un diario online,  di un sito per appassionati  di fantascienza  o di musica Metal (divulgazione, intrattenimento etc… remember?).  L’art.7 specifica esplicitamente che i soggetti che svolgono attività editoriali su Internet, come sopra descritte, devono iscriversi al Registro degli Operatori di Comunicazione ereditando, presumo, tutti gli oneri del caso: dalle figure dei giornalisti e del Direttore Responsabile alla responsabilità penale dei reati a mezzo stampa con relativii inasprirmenti di pena. Tra l’altro non è chiaro se il proprietario del sito debba essere responsabile anche per le eventuali diffamazioni presenti nei commenti, quindi per responsabilità oggettiva e mancato controllo. Infine a decidere quali soggetti siano tenuti all’iscrizione sarà l’Autorità Garante.

La finalità generale dichiarata nell’introduzione del testo è  l’aumento del pluralismo, il che è comico visto che se una legge tratta dal testo così com’è venisse applicata alla lettera porterebbe alla chiusura di centinaia di migliaia di voci libere, configurandosi come il piu’ vasto attacco alla libertà di espressione in Italia dal dopoguerra ad oggi. Pur non essendo un giurista credo che in questa forma la legge sia inapplicabile, se non su base discrezionale quindi giuridicamente irrecepibile, dunque  prima  ancora  che  liberticida il testo appare francamente demenziale. Il governo però l’ha approvato e lo presenterà in parlamento per poi passare la palla all’AGCOM. Del resto quello degli eventuali attacchi ai politici e della troppa libertà espressiva nel paese è proprio un problema impellente per la nostra classe politica. E pensare che, tanto per restare in tema di pluralismo, c’è un sacco di gente che ha votato questo governo sperando che ponesse fine ai mega-monopoli televisivi.

Divertente no?

Aggiornamento del 20/10:
E’ lo stesso ministro Gentiloni ad ammettere che hanno fatto una cazzata. Oltre  ad essere  liberticida la legge non sta neppure in piedi  dal punto di vista giuridico, da Repubblica:

“L’allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato”, scrive Gentiloni, aggiungendo che la correzione è necessaria perché la norma in questione “non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive”.

Hanno avuto bisogno che fossero i blogger a dirglielo… ma si può essere più cialtroni?<!–

15 thoughts on “La terza fase dell’effetto Grillo: il bavaglio a Internet?

  1. lilith979 ha detto:

    quindi nel mio curriculum posso presentarmi come “proprietaria di blog”? finalmente ho un mestiere ;)

  2. Aramcheck ha detto:

    Editrice Lilith, si dice editrice, che fa pure più fico, vuoi mettere ;)

  3. lilith979 ha detto:

    dopotutto, vedo in giro che molti sono convinti che il loro blog sia un’importantissima testata giornalistica:si sentiranno anche lusingati da questa proposta di legge, in fondo al cuore.

  4. lilith979 ha detto:

    Non vedo l’immagine…..

  5. Aramcheck ha detto:

    molti sono convinti che il loro blog sia un’importantissima testata giornalistica

    Vero :) la mia posizione al riguardo è la seguente:

  6. lilith979 ha detto:

    ti sei censurato da solo? ;))

  7. Aramcheck ha detto:

    ti sei censurato da solo?

    No per quello basta lo Stato a quanto pare… è che non mi modificare i commenti quindi devo cancellarli e riscriverli. E tu hia sempre i tempi di risposta da chat :)

  8. lilith979 ha detto:

    Ma è proprio quello che dicono quelli che credono di essere giornalisti d’assalto! Quelli che per darsi un’ombra di sintomatico mistero….;)

  9. Speedwagon ha detto:

    Beh, credo che la legge possa essere applicata in quella forma se chiaramente viene posto in essere un organo controllante che faccia il suo lavoro. In ogni caso si sparerebbe sul mucchio, colpire tutti indistintamente e’ impraticabile.

    E’ interessante pero’ l’articolo di Repubblica in cui un settesegretario se ne esce con: “” Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile””. E’ chiaro che verra’ toccato solo il blog o il sito sconveniente (in questo caso il bersaglio e’ Grillo, ma in futuro chissa’). Non sappiamo se e’ applicabile ma non c’e’ dubbio sull’indegnita’ dello spirito di questa legge.

    L’articolo di Repubblica e’ questo:
    http://tinyurl.com/25c3rw

  10. Aramcheck ha detto:

    “” Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile”

    E’ proprio questo il punto, la legge deve essere di carattere generale se la sua applicazione è basata sull’ arbitrarietà e la discrezionalità non credo neppure sia costituzionale. Del resto non possono neppure obbligare, almeno ufficialmente, siti e blog sulla base della loro “scomodità” dovranno trovare un paravento formale, e francamente non me ne viene in mente nessuno . Tecnicamente, a parte la popolarità, non c’è differenza tra i nostri blog e ad esempio quello di Grillo.

  11. Speedwagon ha detto:

    E’ una questione di popolarita’, infatti. Chiaro che il blog con un’audience di 15 persone al giorno non e’ un problema (e non e’ controllabile). Quelli con piu’ contatti sono pero’ individuabilissimi, il problema e’ per loro.

    Cmq Di Pietro ha detto che non votera’ la legge a costo di far cadere il governo, c’e’ da sperare che tenga fede alla promessa.

  12. Aramcheck ha detto:

    Lo ha ammesso anche Gentiloni che hanno fatto una cazzata. Ho aggiornato il post.

  13. lilith979 ha detto:

    Purchè se ne parli, no? ;)

  14. joeCHiP ha detto:

    segnalo un articolo a riguardo sul times on line, e quella che dovrebbe essere la corretta interpretazione della norma.– jC

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