“LA CASTA”: prove tecniche di stupore.

Si esultava tutti insieme alla morte delle ideologie, alla nascita del bipolarismo dove due coalizioni quasi uguali si fronteggiano nella caccia del voto moderato, si sono importati modelli preconfezionati e modaioli (liberismo, privatizzazioni, precarietà) invece di elaborarne di nuovi e sperimentarli direttamente nel territorio: ma se togliamo di mezzo ideali e passione lasciando che i partiti inseguano l’elettorato sulla base di sondaggi e convenienze, mentre si smette di ragionare su un’idea di società che sia diversa e possibilmente migliore, della politica, infine, che resta? Restano privilegio e potere, cioè le prerogative di un’ aristocrazia conservatrice, una casta appunto, che non potendo rivendicare ne l’uno ne l’altro per ragioni di sangue, li difende coi metodi del nepotismo, del lobbing, del favore e del saccheggio. Per quanto si comportino come tali non sono in realtà neppure degni di una vera aristocrazia, tant’è che il loro dominio è volgare e goffo quando non addirittura micragnoso, tanto più detestabile perché ammantato dell’ipocrita retorica di chi ” ha deciso di mettersi al servizio dei cittadini”.

Dunque di che stupirci?

Cos’è tutta sta gente con “La Casta” in mano che gira per gli uffici facendo finta di non credere ai propri occhi? Dove hanno vissuto negli ultimi vent’anni? Fa bene Stella a scrivere questo libro doveroso, documentato e parecchio paraculo, che conta molto sulla secolare tendenza degli italiani a cadere dalle nuvole, possibilmente indignati, quando gli si racconta ciò che sapevano benissimo. Pur non essendo esattamente avvincente, soprattutto a causa dell’esposizione un po’ teatrale tipica dell’ italiano che fa i conti della serva, l’inchiesta ci sta tutta ed  è fatta con rigore. Malgrado ci siano di mezzo praticamente tutti i vertici della pubblica amministtrazione  pare non sia ancora partita  nessuna denuncia per calunnia e la sensazione è che la classe politica faccia di tutto per evitare l’argomento, al più allontanandone da sé lo spettro recitando anatemi sui rischi dell’ antipolitica. La Casta è un’arringa sorniona  pronunciata da Stella col tono del tribuno della plebe che sa di avere in mano tante e tali prove sulla colpevolezza dell’intero spettro politico italiano (sembra salvare soltanto Soru) da potersi concedere di dosare compiaciuto ironia e biasimo. Stella, infatti, stravince una partita tutta in discesa per scelta del bersaglio e vastità della platea, partita che lui ha comunque il merito di aver cominciato a giocare prima degli altri. Ora però, accantonato il fenomeno editoriale e attendendo lo stormo degli emuli e degli epigoni, resta da capire come abbia fatto questo popolo sempre santificato nella retorica nazionale ad essersi fatto rappresentare da una tale cricca di mediocri arrivisti? E qui ci sono due alternative: o la democrazia rappresentativa in Italia non funziona, oppure la verità è che questi rappresentano benissimo il paese. Eddai guardiamoci allo specchio da vicino, tutti noi che siamo figli di santi , poeti, imperatori e navigatori, e dunque tali a nostra volta per diritto divino: non è che questa classe dirigente un po’ in fondo ci somiglia?

12 thoughts on ““LA CASTA”: prove tecniche di stupore.

  1. lilith979 ha detto:

    temo che sia la prima: in Italia la democrazia rappresentativa non funziona…

  2. joeCHiP ha detto:

    …ma poi fai copia&incolla anche qui…?

  3. joeCHiP ha detto:

    ops, appena fatto… lettura del pensiero istantanea… ;-)

  4. Aramcheck ha detto:

    @Lilith: Io preferirei pensare di vivere in un paese civile con un vertice marcio, ma a questa tesi ci credo sempre meno. Trovo che cambiare una classe dirigente o dei meccanismi elettorali sia un lavoro meno titanico che cambiare la testa della gente.

    @JoeCHIP: Veramente il post era nato per Ozia, poi scrivendo ho deragliato un po’… ed eccolo anche qua.

  5. prion ha detto:

    Anch’io sono dell’idea che buona parte della responsabilita’ sia del paese tutto. Troppo facile dare la colpa ai soliti furbacchioni della politica e sotto sotto sognare di essere furbacchioni come loro. Forse ha ragione Soru quando dice che c’e’ bisogno di una partecipazione di massa alla politica. Delegare e basta una volta ogni 5 anni alimenta solo la schiera dei furbacchioni…

  6. PhilipDick ha detto:

    OT: il tema del libro di ballard è proprio: il consumismo può creare una nuova forma di fascimo? ovviamente il brano che ho riportato va interpretato in quel senso!

  7. Aramcheck ha detto:

    @Phil: Visto che ci siamo linko il tuo post così magari facciamo comprendere lo scambio di battute anche agli altri (di fianco sotto il tag pasolini trovi alcune variazioni sul tema). Una curiosità di quand’è il libro di Ballard?

  8. lilith979 ha detto:

    Un commento al volo: la mentalità italiana è ammorbata dal familismo, il quale rende praticamente vano ogni tentativo di governare il Paese intero. Questo non a sgravio delle responsabilità dei politici, ma è il problema più grave. Ed è insolubile, a meno che il flusso immigratorio snaturi il carattere italico e lo stemperi in qualcos’altro, non si sa se migliore o peggiore.
    Il familismo ed il concetto di bene comune- il quale permette a qualcosa di più esteso di una comunità di procedere unito e solidale- sono concetti opposti.
    Spero si capisca un pò, sono di fretta…

  9. Aramcheck ha detto:

    >Un commento al volo: la mentalità >italiana è ammorbata dal familismo, >il quale rende praticamente vano >ogni tentativo di governare il Paese >intero.

    Mussolini diceva:
    “governare gli italiani non è difficile è inutile”
    è l’unica frase del duce che forse potrei condividere.

  10. lilith979 ha detto:

    Esattamente quella che mi era venuta in mente di scrivere, non l’ho fatta perchè non volevo urtare la suscettibilità di questo covo di comunisti ;))))

  11. Aramcheck ha detto:

    >>questo covo di comunisti ;))))

    Comunista a chi?! Ah sì? Allora adesso ti becchi un post sulla fine che hanno fatto comunisti :P

  12. crystalbeach ha detto:

    Vorrei partecipare con la massa attivamente alla politica, qualcuno ha suggerimenti da dare?

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