Luttwak, Fassino e Rahmatullah.


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Rai Tre, Ballarò, prima serata. Mastrogiacomo è appena stato liberato, Strada esulta, il governo gongola, Repubblica brinda. In studio la solita schiera di politici e qualche altro invitato tra cui spicca Edward Luttwak. Si scatena un alterco tra quest’ultimo e Fassino. Quello che potrebbe sembrare ad uno osservatore disattento come un scambio di battute tra un adorabile vecchietto, magari un po’ conservatore, e un politicante provato nel corpo e nello spirito da una forma cronica di anemia, è in realtà qualcosa di più.  Infatti Luttwak è stato (e credo sia ancora) il portavoce in Italia del Pentagono, cioè un tizio autorizzato a parlare per bocca dei vertici militari della prima potenza mondiale in un importante (almeno sulla carta) paese alleato, possibilmente in prima serata.
Io trovo che sia sempre istruttivo ascoltare Luttwak perchè è uno che parla chiaro(*).  Dal canto suo Fassino, malgrado la cosa possa comprensibilmente non piacere, pur non facendone parte in modo diretto è, di fatto, un rappresentante autorevole del governo italiano.

Se Luttwak è incazzato, vuol dire che il Pentagono è incazzato. Bene, Luttwak è MOLTO incazzato con Fassino, il quale sbatte le palpebre  e boccheggia, tra sussurrati distinguo e afone precisazioni.

Luttwak attacca il governo per aver fatto forti ed indebite pressioni su Karzai. Luttwak sostiene che i governi italiani sono inaffidabili perché pagano i riscatti arricchendo i terroristi e inducendoli a rapire ancora. In questo caso poi, i terroristi a loro volta liberati per colpa del governo italiano semineranno morte e combatteranno gli alleati. Il fatto che si congelino per legge i beni dei famigliari dei rapiti sul proprio territorio nazionale e si paghino riscatti nel terzo mondo, non riconoscendo le proprie stesse leggi all’estero, secondo Luttwak fa dell’Italia un paese COLONIALISTA.

Quest’ultima affermazione detta da un rappresentante del Pentagono è un colpo di genio, un paradosso acrobatico, un virtuosismo della contraffazione semantica talmente plateale che, se Luttwak non fosse così incazzato, si penserebbe che egli abbia appena toccato vette della satira ancora inesplorate. La cosa strappa perfino un sussurro di protesta a Fassino, che poi sorride ironico e batte le palpebre.

In generale però, almeno dal suo punto di vista, Luttwak ha ragione. Su questa vicenda gli interessi militari e politici del governo USA e quelli umanitari (per la sola vita di Mastrogiacomo s’intende) ed elettorali del governo Prodi hanno finito per confliggere. Questo non soltanto non è gradito dagli USA ma non è neppure previsto, è infatti il frutto dell’ambiguità della missione. Pretendere di voler fare una missione umanitaria mentre chi ti comanda sta combattendo una guerra di occupazione (senza riuscire a vincerla pare), è un pastrocchio cerchiobottista, tipicamente italiano, che per i comandi americani non ha senso.

Anche per questo non dovevamo andarci e adesso dovremmo ritirare le truppe. Se i Talebani dovessero arrivare ad Herat l’insostenibilità di questa posizione diventerà ancora più plateale.

In mezzo a questo conflitto si è trovato Karzai che come in uno spaghetti western ha preso prima un ceffone dall’Italia (Terence Hill) e poi uno dagli Stati Uniti (Bud Spencer), il che da un’idea dell’autonomia del suo governo e spiega il repentino cambio di atteggiamento sulla vicenda da parte sua.

Il resto è storia recente: un altro ostaggio muore e il mediatore di Emergency, che faceva gli interessi del governo italiano, viene arrestato per favoreggiamento del terrorismo. Ad arrestarlo e a diffondere note che lo infangano sono i servizi segreti afgani, nati da pochi anni e addestrati dalla CIA della quale rappresentano inevitabilmente un’appendice.

Credete che Karzai possa farci davvero qualcosa(**)?

Nel frattempo, davanti al cadavere dell’interprete di Mastrogiacomo, la stampa di Kabul improvvisamente si domanda indignata: “Ma allora la vita di un occidentale vale di più di quella di un afghano?”.

Evidentemente la stampa di Kabul non brilla per acume.


(*)“Ci sono due tipi di dittatori: quelli che ostacolano il business, e quelli che non lo ostacolano. Noi ci occupiamo dei primi, e lasciamo stare i secondi.” Luttwak, 2003.

(**)Dichiarazione di Massimo D’Alema che fino a ieri fingeva fosse utile  insistere su Karzai: “Abbiamo fatto tutto il possibile, non possiamo fare niente di più se non chiedere al governo afgano di assicurare a Rahmatullah Hanefi un processo rapido.” Pilatesco e in malafede. Del resto ubi maior

12 thoughts on “Luttwak, Fassino e Rahmatullah.

  1. lilith979 ha detto:

    Ne ho lette tante su questa storia ultimamente-e ne ho scritte anche.
    Posso solo aggiungere che esplori tutte le questioni in modo eccellente e coerente, a prova di contestazione.
    Ciao!

  2. crystalbeach ha detto:

    Sottoscrivo quello che dice Lilith e aggiungo due sole cose.1- Spesso la “democrazia” diventa il tappeto rosso delle dittature. 2- Spero di non incontrare mai Fassino da solo di notte al buio.
    Ciao a tutti.

  3. lilith979 ha detto:

    Spero di non incontrare mai Fassino da solo di notte al buio.
    Ahahahaaaha ;)

  4. scott.ronson ha detto:

    Ottima sintesi della questione. Luttwak a volte è spiazzante, per quanto è franco. Però adoro i cattivi che non fanno nulla per nascondere di esserlo.

    a.

  5. PhilipDick ha detto:

    bellissimo post. a parte il fatto che a me luttwack sta davvero sulle palle, sono d’accordo con te sul fatto che vada ascoltato quando parla.
    e sono d’accordo con te sul fatto che sarebbe meglio tornare indietro dall’afghanistan, almeno secondo logica. poi le ragioni della politica cerchiobottista volano verso altri lidi.

  6. liliangish ha detto:

    Luttwack può avere delle posizioni che non piacciono, ma almeno ha una posizione. quella di Fassino è invece giustamente definita cerchiobottista…
    delle due l’una, o fai la guerra ai talebani o li finanzi. la guerra è guerra, e i morti sono tutti uguali.

  7. anarcadia ha detto:

    L’italianità ha qualcosa di commovente, tutto sommato… :D

  8. Aramcheck ha detto:

    A proposito di Luttwak scopro che nel ’68 scrisse un libro, ahimè ormai introvabile, chiamato “colpo di stato, manuale pratico”. Non so’ che darei per poterne avere una copia… ve ne seleziono un succoso estratto:

    “Il colpo di Stato non deve essere necessariamente assistito dall’intervento delle masse né, in grado significativo, dalla forza di tipo militare. […] Se un colpo di Stato non fa uso delle masse e delle forze armate, quale strumento di potere si userà per prendere il controllo dello Stato? La risposta, in breve, è la seguente: il potere verrà dallo Stato stesso”.

    Quando dico che è istruttivo…

  9. ladyadrenaline ha detto:

    scusate la domanda: ma esattamente Luttwak e Rahmatullah chi sono? :-)

  10. crystalbeach ha detto:

    Ciao ladyadrenaline. Il primo è un giornalista americano portavoce del pentagono in Italia. Il secondo fa parte dell’organizzazione non governativa di Gino Strada Emergency e ora si ritrova nelle sue patrie galere(Afghanistan) senza aver commesso nessun reato se non quello di aver contribuito alla salvezza del giornalista italiano Mastrogiacomo.

  11. ladyadrenaline ha detto:

    grazie mille, ho fatto anche una ricerca in internet :-)

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