Sindrome allucinatoria da Skunk.

Dio stramaledica gli inglesi.
L’abiura dell’Independent, ha generato il solito stato allucinatorio nella politica e nei media italiani fornendo un nuovo argomento moda su cui dibattere a sproposito. Si è strillato allo scoop, all’inchiesta o addirittura alle nuove scoperte dell’Independent.  L’argomento forte del giornale inglese è basato sulla presenza in alcune  qualità di marjuana, tra cui la Skunk, di una maggior concentrazione di THC, tetraidrocannabinolo. In questi ibridi il THC è presente in quantità superiore al 20% rispetto a percentuali inferiori al 5% della cannabis di qualche anno fa. La destra si mostra sconcertata e compiaciuta, mentre la sinistra chiede nuovi studi sull’argomento, per bocca  di un ministro. Ecco, non si tratta né di uno scoop né di nuove  analisi, in quanto la cosa è di dominio pubblico da diversi anni. Per rintracciare l’informazione non c’era bisogno di  conoscere  qualche oscura pubblicazione specialistica  di chissà quale università del Nevada, visto che l’argomento è stato ampiamente dibattuto nel parlamento Olandese, qui nella UE.  Come si erano procurati i politici  olandesi questa sconvolgente notizia? Esattamente come poteva procurarsela chiunque altro, cioè entrando in un negozio olandese di semi di cannabis e richiedendo un depliant gratuito. Su questi depliant è riportato il pedigree di ogni varietà di cannabis, gli incroci di specie diverse da cui è stata ottenuta e, bene in evidenza, il  tasso  percentuale di THC contenuto. Stava scritto sull’etichetta. La Skunk la producono gli olandesi da decenni applicando la scienza botanica, disciplina peraltro piuttosto antica, alle qualità preesistenti di cannabis e creando nuovi ibridi.
I nostri  media si domandano turbati: Siamo di fronte ad una nuova d
roga? No, siamo davanti alla stessa vecchia droga con un tasso di principio attivo piu’ alto. Il rapporto che c’è tra la cannabis comunemente intesa e la Skunk è quello che passa tra una Peroni da tre quarti e una bottiglia di grappa. Al solito, si riconosce al consumatore la maturità per capire che a bersi una pinta di grappa si rischia il coma etilico, ma non per comprendere che una canna di White Widow o Super Skunk ti riduconoo come tre o quattro spinelli di erba normale non sono in grado di fare.
 Non voglio discutere sull’antiproibizionismo,  perchè piu’ che la posizione  proibizionista in sé mi irritano  disinformazione e ipocrisia. L’abiura dell’Indipendent è una posizione rispettabile,  la cagnara  che ci si sta alzando mi pare l‘ennesima cortina fumogena. C’è davvero una “nuova” emergenza droga? Forse.

Mafia, cocaina ed emergenze.
La droga che ha visto crescere maggiormente negli ultimi anni la propria diffusione non è la marjuana, ma la cocaina. La crescita dei consumi c’è stata sia in senso verticale, volumi  e numero di consumatori, sia in senso orizzontale, cioè raggiungendo  nuove fasce di popolazione, tra cui gli adolescenti. Ce n’è nei fiumi, sulle banconote e persino in parlamento. Oramai pippano tutti, si sente dire in giro per Roma.
A questa verità di Pulcinella dobbiamo aggiungere che l’abuso di cocaina fa piu’ male di quello dei  derivati della cannabis, secondo tutti gli studi conosciuti, ed ha maggiori impatti sociali in quanto, ad esempio, con la cocaina la gente si rovina economicamente,  fenomeno assai raro tra i consumatori di cannabis. Ma è forse l’ultimo termine di confronto  il piu’ significativo e riguarda la considerazione che la criminalità organizzata preferisce espandere il mercato della cocaina per una lunga serie di considerazioni razionali. Provo ad elencarle:

-La cocaina è piu’ redditizia per le mafie, in quanto considerando marginali in entrambi i casi i costi di produzione, i profitti sono maggiori: la cocaina viene venduta al dettaglio ad un prezzo tra le dieci e le venti volte superiore rispetto all’erba.

-La cocaina puo’ essere tagliata. Mentre “tagliare” l’hashish è difficile e la Marjuana quasi impossibile, la cocaina viene puntualmente tagliata con qualsiasi polvere bianca inodore. Questo aggiunge margini extra per il mercato illecito della distribuzione e moltiplica i rischi per il consumatore.

-La cocaina non puo’ essere autoprodotta. Nel caso della cannabis le mafie hanno sul mercato italiano un concorrente interno che si chiama autoproduzione. E’ pieno di consumatori che grazie al clima generoso e alle lampade alogene, coltivano Marjuana sul balcone e o in piccole serre artigianali. Ogni pianta produce anche alcuni etti di prodotto fumabile che non passa per il controllo della criminalità organizzata, sottraendole fette di mercato. Per la cocaina Mafia e Camorra detengono invece un lucroso monopolio.

-Il cocainomane è un cliente fidelizzato. Diretta conseguenza della maggiore dipendenza fisica e psicologica. La “rota” come si dice dalle mie parti.

– Ci sono poi le abitudini di consumo. L’affermazione che la coca sia la droga dei ricchi non è piu’ vera in sé, proprio per la diffusione orizzontale raggiunta, ma resta vero che la cocaina é anche la droga dei ricchi. Quale imprenditore (seppur criminale in questo caso) non preferisce vendere un prodotto che raggiunga anche i portafogli piu’ pieni? Inoltre a causa dell’instupidimento obnubilatorio che provoca, la cannabis è ben poco adatta ad essere consumata sul posto di lavoro, mentre è pieno di manager che per reggere allo stress tirano prima di andare in ufficio. Se consumi a casa come al lavoro, se consumi da solo come in compagnia, se consumano i ricchi e i poveri si  moltiplicano i volumi di vendita e quindi i profitti. E’ l’addressable market come  dicono all’ufficio marketing.

La droga è un mercato, la mafia ragiona come un’azienda e andrebbe colpita dove fa gli affari migliori, dove cresce di piu’ e dove provoca maggior danno.


Media, politica e l’Amaro Montenegro.
Le attuali tabelle della legge Fini-Giovanardi prevedono tolleranza maggiore per il possesso di cocaina che per quello di marjuana. La spiegazione data dagli esperti del precedente governo è che il cocainomane ha un comportamento compulsivo, quindi è autorizzato a tenerne di piu’ a fini personali (affermazione di Giovanardi). Leggasi: “la cocaina da piu’ dipendenza, fa piu’ male, la mafia ci fa piu’ soldi ma noi proibizionisti ci andiamo con mano piu’ leggera”. La Turco, quel genio, prova ad alzare il valore delle tabelle (portandole ad un grammo, provvedimento di facciata per l’elettorato antiproibizionista), ma commette un errore tecnico di interpretazione della legge, in quanto le quantità non possono essere stabilite arbitrariamente dal ministro. Il TAR boccia il provvedimento. Cialtroneria diffusa e bipartisan.

Intanto è partita la cagnara distrattiva sulla super-cannabis, la  nuova droga, lo “scoop” dell’Indipendent e naturalmente l’emergenza Skunk.
Tra una confusa trasmissione televisiva e l’altra, chi sulla coca ci guadagna si fregherà le mani e noi potremo vedere la pubblicità del taumaturgico Amaro Montenegro che permette, come è noto, di salvare cervi feriti e di atterrare con un biplano nel deserto.  A seguire, un interessante servizio del TG2 su come il vino faccia bene  alla mente, alle coronarie,  al sangue, mantenga giovani, belli e rappresenti il cuore del Made in Italy
Vi risparmio, per decenza, i dati sugli impatti sociali dell’abuso di alcol.

Detto questo – e soltanto dopo aver detto questo-  pur essendo su posizioni antiproibizioniste, non ho problemi ad ammettere che il consumo, e soprattutto l’abuso, di cannabis faccia inequivocabilmente male alla salute e la Skunk se consumata come fosse un’erba normale ti sfonda (se non quanto una pinta di grappa, poco ci manca). Lo so.
Me l’ha detto un amico.

 

8 thoughts on “Sindrome allucinatoria da Skunk.

  1. crystalbeach ha detto:

    -La cocaina puo’ essere tagliata. Mentre “tagliare” l’hashish è difficile e la Marjuana quasi impossibile, la cocaina viene puntualmente tagliata con qualsiasi polvere bianca inodore. Questo aggiunge margini extra per il mercato illecito della distribuzione e moltiplica i rischi per il consumatore.

    Ti assicuro che trovare hashish non tagliato con plastilina, cera delle candele, miele, aspirina c, tavor, lucido da scarpe non è per niente facile. Andare per strada a comprare hashish significa farsi quasi sicuramente qualcosa di tutte queste belle sostanze. Per il resto sono daccordo con te su tutto. Faccio presente che se anche il ministro Turco fosse riuscito a far passare il suo decreto nulla sarebbe cambiato. Farsi una canna o farsene tre non cambia nulla. In più penso che solo i più distratti in Italia non si erano accorti prima delle iene che in parlamento c’è una combriccola di fattoni persi. Quando si va avanti tra battute tipo siete solo dei culattoni o la mia legge elettorale è una vera porcata non bisogna avere molta immaginazione per capire da dove nascano queste parole e leggi. Un mio amico alla fine degli anni 80 ha lavorato per due anni come scaricatore nelle cantine del parlamento italiano dove puoi trovare più droga che in una caserma della guardia di finanza. Ciao.

  2. anarcadia ha detto:

    “Ti assicuro che trovare hashish non tagliato con plastilina, cera delle candele, miele, aspirina c, tavor, lucido da scarpe non è per niente facile”

    Questo è assolutamente vero: “Me l’ha detto un amico”… ^^

    Per il resto direi quello che dico sempre ai miei ragazzi (sono un catechista) quando mi confidano di farsi qualche cannetta: credo che la parte più pericolosa del fumare sia rappresentata dai personaggi con cui entri in contatto per procurartela, perchè il più delle colte i pusher non hanno soltanto quello ed anche se essi sono dei compagni, non è detto che non sia essi stessi in contatto con qualcuno che ha meno scrupoli. Nella mia zona c’erano pusher di fumo che ad un certo punto hanno cominciato ad offrire gratuitamente sigarette di eroina da fumare, che passava come “una canna, ma più potente” ed invece serviva loro per instradare ragazzi minorenni alla tossicodipendenza. Altri pusher di 18-19 anni si facevano fare i pompini da ragazzette 15enni in cambio di “caccole” di fumo. Insomma, per carità, fumare farà pur male, ma il problema serio a mio avviso resta quello della criminalità che vi è dietro (v: La cocaina non puo’ essere autoprodotta).

  3. anarcadia ha detto:

    Vorrei aggiungere una cosa: lottare le dipendenze significa innanzitutto aprire lo sguardo a 360° ed accorgersi che non si può combatterle senza prima combattere la mentalità consumista, che spinge i ragazzi alla ricerca dell’appagamento in qualcosa di materiale, piuttosto che nelle relazioni. Chi si abitua al concetto di “gioia come consumo” non ci bada niente a ricercare stimoli nelle sostanze psicotrope, prima o poi. Ah, bel post, comunque! ;)

  4. crystalbeach ha detto:

    Sono convinto che si possa vivere bene e meglio senza alcuna sostanza psicotropa, a cominciare da alcool e normalissime sigarette o dei monopoli di stato o di grandissime multinazionali del tabacco come marlboro o philip morris, per continuare con tutti i tipi possibili di psicofarmaci venduti spesso senza alcuna ricetta medica. Credo anche che chi si fa una qualche canna con amici una volta ogni tanto non si fa più male di una abbuffata di cibo senza limiti e credo che ne abbia tutto il diritto. Il problema è che se non hai potere e soldi, come per tutte le cose, o non te la cresci per conto proprio, non si sa che cosa ti fumi. Per quanto riguarda i pusher credo che cinicamente parlando fanno, purtroppo, il loro lavoro e non c’è da stranirsi di come lo fanno. Il problema è soprattutto, secondo me, il vuoto di prospettive, idee, cultura( quella con la c minuscola l’altra non mi ha mai interessato)in cui tutti viviamo. Non credo che i vecchi ideali presi quasi sempre in maniera dogmatica o le religioni o qualsiasi altra cosa puzzi troppo di assoluto, dovere, dogma e imposizione possa riempire questo vuoto. Il consumismo, il qualunquismo, l’indifferenza verso i problemi reali, proprio perchè non comportano fatica e responsabilità riescono benissimo a riempire questo vuoto. Daltronde si cresce a botte di playstation, telefonini ultra accessoriati, macchine, calcio senza regole, grande fratello e tutto questo significherà pur qualcosa. Forse vi sembrerà scontato quello che sto per dire ma credo che un ritorno alla semplicità possa avvicinarci di più alla realtà e metterci in contatto con le reali necessità( leggi bisogni ). Forse imparare l’unica cosa che merita di essere imparato, la capacità di scegliere e non di essere scelti, potrebbe aiutarci. Mi accorgo che a volte sono un pò ripetitivo, scusatemi. Ciao.

  5. lilith979 ha detto:

    Purtroppo vivere senza alcool & sigarette per me è una chimera, ma c’è da dire che se il mondo assomigliasse un pò di più a quello che io intendo come degno di essere chiamato tale non ne sentirei – forse – l’esigenza.

  6. Aramcheck ha detto:

    Beh dalle inchieste che hanno fatto sulla coca in Tivvù (e quindi è vero) dice che ci trovi anche il 70% di taglio. Del fumo col 70% di cera non è fumo, è una candela :)

  7. utente anonimo ha detto:

    Alcune persone che conosco, di cui ovviamente non farò nome, sono state fermate dalla polizia, in passato, perchè possessori di alcuni grammi di fumo. Si sono sempre salvati perchè su 4, 5, 7, 10 grammi di fumo a controllo avvenuto il thc presente era l’uno o il due per cento. Cosa facesse stare sconvolte queste persone non lo so. Possiamo provare a immaginare? E se fosseo proprio spinelli di candela o plastilina o farmaci quelli che spesso si fumano? Esistono numerosissimi modi per sconvolgersi anche solo con le droghe legali recepibili proprio dentro ognuna delle nostre case. Proprio per questo motivo io sono un’antiproibizionista, perchè nella legalità non si è costretti a entrare in contatto con “certe persone”, ci si fa esattemente ciò che ci si vuole fare e si toglie una delle più grosse fette di mercato nero alle mafie, tutte anche quelle di stato. Soldi che servono a finanziare guerre e sfruttamenti vari. Oltre al fatto che tenere le droghe sotto controllo comporta anche maggiore salute e nessuna morte per overdose(vedi Olanda dove se anche le droghe pesanti non sono legali sono comunque tollerate e controllate. In ogni via conosciuta dallo spaccio girano ambulanze che ti danno siringhe nuove gratuitamente e ti controllano cosa ti fai).

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