Sbatti il bullo in prima pagina.


Ieri sul sito di Repubblica è stata pubblicata in prima pagina la lettera di Giuseppe, un diciottenne napoletano comprensibilmente indignato per il fatto che i media parlino di scuola soltanto in occasione dei casi di bullismo, soprattutto se filmati e postati dagli studenti stessi su YouTube. Giuseppe sostiene che se si lascia ai ragazzi il telefonino come unico strumento comunicativo non c’è da stupirsi che questi ne facciano poi un uso eccessivo, magari a scopo prevalentemente  esibizionistico. Giuseppe si scaglia anche verso la spettacolizzazione di questi fenomeni ad uso mediatico, e su come i problemi della scuola vengano costantemente ignorati qualora non presentino risvolti sensazionalistici. In questo il mondo degli adulti e dei media somiglia un po’ a quei genitori che si lagnano delle influenze negative della televisione sui propri figli, tacendo ipocritamente sul fatto che sono stati loro stessi ad averceli lasciati davanti per anni, magari per otto-nove ore al giorno.

Accendi la TV, così il pupo non rompe i coglioni.


Giuseppe ha ragione e mi è simpatico, non me ne voglia se fermo l’attenzione su un suo errore ortografico. La lettera di Giuseppe è uscita due volte sulla prima di Repubblica, una prima versione non corretta ed una seconda versione (quella attualmente disponibile) presumibilmente rivista dai redattori del giornale. Sulla prima versione Giuseppe aveva usato due volte erroneamente, a distanza di un periodo l’una da l’altra, la “a” senz’acca.

Per chi come me leggeva la lettera solidarizzando con Giuseppe quell’ “a scritto” invece di “ha scritto” e quell’altro “a fatto” in luogo di “ha fatto”, usati da uno studente di diciott’anni, sono stati un colpo al cuore. Prima della correzione ero già pronto ad indignarmi con i correttori di Repubblica per non aver coperto le vergogne grammaticali del ragazzo, esponendolo così al pubblico sghignazzamento mentre sosteneva invece tesi condivisibili e comunque degne di essere ascoltate. Perchè adesso quell’errore invece lo sottolineo io?
Per due ragioni. La prima è che questo blog lo leggono circa quindici persone, la seconda è che quei due errori involontari avvalorano simbolicamente la tesi di Giuseppe.  Si parla poco  di quali siano i risultati scolastici e la preparazione media degli studenti italiani, poco si conosce dei programmi e di quanto i ragazzi siano in grado di scrivere in un italiano grosso modo corretto. Non sono un fanatico dell’ortografia (tra l’altro commetto piccoli errori con una certa frequenza), ma nemmeno si puo’ vederla soccombere del tutto davanti alla striminzita neolingua degli SMS. Non si conoscono inoltre molti dati su quanti padroneggino qualche parola di inglese o sappiano usare un computer (con una qualche cognizione di causa e conoscenza del mezzo, intendo). Non si parla infine di quali siano gli strumenti didattici a loro disposizione, la qualità delle strutture e degli insegnamenti magari in rapporto ad altri paesi. Pero’ sappiamo tutto su soprusi, telefonini (chissà chi glieli compra a otto anni?) e filmatini pruriginosi con maestre degne dei film di Pierino.
L’impressione è che il primo tipo di analisi darebbe risultati sconfortanti e le colpe non potrebbero essere gettate sui ragazzi, che non sono certo piu’ tonti che in passato, anzi. Le responsabilità ricadrebbero sulle istituzioni scolastiche, sulla politica ed in ultimo sui genitori. Ma chi ha voglia di  prendersi le proprie responsabilità o di cambiare la politica di governo in materia di scuola? C’è la spesa pubblica da tenere sotto controllo, i soldi che bastano a malapena per aumentare la spesa militare del 13% e una generazione intera di pseudo-genitori  deresponsabilizzati, ma elettoralmente sensibili, che vanno tranquillizzati. Tanto i vandali sono sempre i figli degli altri.

Accendi YouTube, così l’opinione pubblica non rompe i coglioni.

Buona fortuna a Giuseppe e a tutti gli altri, con degli adulti così ne hanno un tremendo bisogno.

25 thoughts on “Sbatti il bullo in prima pagina.

  1. alex321 ha detto:

    In effetti quegli errori grammaticali (io non li ho visti, perchè ho letto la lettera solo oggi, ed era la seconda versione) manco a farlo apposta, vanno a rafforzare i contenuti della bella lettera… :)
    E speriamo che escano fuori altri mille Giuseppe!

  2. Aramcheck ha detto:

    Ciao Alex!
    Si, l’errore era soltanto uno spunto.
    Tra l’altro non ho neanche finito di scrivere che su un altro blog mi hanno fatto notare due miei errori in una sola riga di commento, figurati se posso prendermela col ragazzo!
    Vero, la lettera di Giuseppe è bella, speriamo che non sia l’ultima di questo tipo.

  3. lilith979 ha detto:

    Bel post, condivido il tuo fastidio per il sistema, che tratta le situazioni solo a livello di “notizie” rimanendo in superficie, sempre e comunque.
    Però devo dire che non comprendo come si possano fare certi errori ortografici: capisco che chi non legge e non scrive abitualmente sia facile sbagliare il congiuntivo, ma HA senza H è un colpo al cuore.
    Ciao!

  4. crystalbeach ha detto:

    Mi sono diplomato facendo il miglior tema di tutta la scuola e il miglior esame orale d’italiano. Il mio voto finale 40. Quell’anno avevo sputato l’ostia della comunione in faccia al preteprofdireligione, nonchè vicepreside della scuola, durante una messa prepasquale in aula magna. Agli esami fui interrogato in italiano da un prof esterno anch’egli prete. 40 è il risultato di tutto ciò, più un mese di sospensione, aprile magico e un’ematoma al piede sinistro per essere stato picchiato da alcuni cattolici popolari di scuola. Tutto questo risale al 1984. Nelle scuole era pieno di bulli di ogni genere e tipo e nei cessi poteva capitare spesso di beccare studentesse che lo pigliassero in bocca dal compagno di banco. Non mi sembra una gran novità tutto ciò di cui in questi giorni si discute riguardo alla scuola. Oggi a 40 anni quasi 41 seguo corsi di scrittura creativa e mi diletto a scrivere racconti e ora anche un forse plausibile romanzo. Continuo da sempre a fare errori di grammatica e di ortografia, almeno fin quando parlo e scrivo fra amici e non mi metto a rileggere e correggere, cosa che faccio quando scrivo racconti. Per me è molto più importante sapere che la scuola PUBBLICA riesca a fornire una buona istruzione a tutti, cosa che molto raramente accade, piuttosto che mettere una h al posto giusto. In generale reputo più importante il contenuto del contenitore. Ciao a tutti.

  5. utente anonimo ha detto:

    Sono tutto sommato d’accordo con crystalbeach (ma anche aramcheck nel suo post non dice cose troppo diverse..). Andrebbero rimessi a posto prima i “contenuti” (sistema scuola e i valori che dovrebbe trasmettere) e poi le h…

  6. lilith979 ha detto:

    Parlare e scrivere correttamente non è retaggio scolastico.
    Conosco gente con in tasca Lauree ben più sostanziosa della mia – che è una ca**ata perchè frutto della Riforma- che NON parla nè scrive correttamente perchè non si sogna neanche di tenersi un libro sul comodino. Il piacere della lettura – di qualsiasi genere- non può venire inculcato dalla scuola, o comunque non può essere una sua esclusiva.
    Ne consegue che questo è un problema che sta un pò più a monte.
    Certo che il contenuto è più importante del contenitore, come la sostanza lo è della forma.
    Ma se il contenitore è malformato la sostanza fuoriesce.

  7. crystalbeach ha detto:

    Ho sempre pensato che a qualsiasi età si mettano insieme dalle venti alle trenta e più persone, in maniera coattiva, cioè costringendoli a stare insieme tutti i giorni per un tot numero di ore, non può essere di nessuna utilità per nessuno. Non fa crescere l’individuo, anzi, anche se in maniera per fortuna molto diversa e secondo una scala gerarchica che va da una situazione di massima infamità a una situazione comunque apparentemente sopportabile, scuola lavoro caserme e galere hanno lo stesso scopo. Quello di rendere l’individuo capace di diventare zerbino della società o criminale da punire. In ognuno dei due casi ciò che conta veramente è solo una cosa: l’autorità. In una situazione del genere, la scuola, è naturale che sforni bulli, diplomati e laureati più idioti degli idioti. Da sempre, credo che la vera e unica forma di Cultura con la C maiuscola sia quella che ogni singolo individuo decide di darsi fuori dalle istituzioni, cioè non perchè ti è stato comandato ma per non essere scelto, per imparare l’unica cosa che c’è da imparare davvero per vivere: scegliere. E’ ovvio che al di là di questo discorso, rimanendo un pò più con i piedi per terra, la scuola esiste. Esiste la famiglia, il lavoro, la caserma, le galere. Purtroppo dobbiamo farci i conti, volenti o nolenti. La scuola perfetta sarebbe la non scuola ma io mi accontenterei anche di una scuola Pubblica dove gli insegnanti seguisessro aggiornamenti mensili non fatti con lo stampino prodiano o berluschino, ma fatti di cultura di strada, psicologia, sociologia, antropologia, applicate a gruppi di adolescenti così come sono oggi. Mi accontenterei di una scuola Pubblica dove i programmi vengono decisi e gestiti insieme da alunni e professori e dove la valutazione non si esprime in termini di voto ma solo in termini di crescita. Lo so sono un pazzo che crede all’asino che vola, lo ammetto signor giudice sono colpevole. Ciao a tutti.

  8. Aramcheck ha detto:

    @Lilith:
    >Ma se il contenitore è malformato la sostanza fuoriesce.
    Deliziosa metafora Lilith, non poteva essere detto meglio.

    @crystalbeach:
    Su una cosa sono di certo d’accordo con te: la differenza tra quello che ho sentito su questi fenomeni di “bullismo” e quello che ho visto ai tempi della scuola (primi anni 90 nel mio caso) sta soltanto nel fatto che all’epoca non c’erano telefonini con cui riprendere le malefatte.
    Per il resto pure augurandomi una società piu’ libertaria scuola, caserma e galera non riesco proprio a metterle sullo stesso piano.

    Detto questo, quale è infine la “sostanza” che la scuola dovrebbe insegnare e cui tutti facciamo giustamente appello? Come lo critichi l’esistente se non ti vengono dati gli strumenti per comprenderlo? Come la cambi la società se non sai costruirne una diversa e migliore? A questo esercito di brillanti adolescenti autodidatti non ci credo nemmeno per un momento.

    In ultima analisi non vorrei che, tanto per fare un esempio, a causa di questo tam tam mediatico la tecnologia entrasse nelle scuole in forma di telecamere e metal detector, invece che di computer e strumenti didattici.
    Allora sì, che il parallelo scuola-galera, diventerebbe tristemente realistico.

  9. prion ha detto:

    Ciao Jack e ciao Lilith e crystalbeach,

    A me la metafora del contenitore malformato non piace, e vi spiego perche’. Uno puo’ avere nella propria testa i concetti di onesta’ e rispetto per il prossimo senza per forza essere in grado di esprimerli in un trattato o libro di successo che sia. La “forma”, nel caso specifico di questa famosa “h” mancante, a me non a dato nessun fastidio (.. e ammetto che mi piace infastidire il lettore certe volte). Anzi direi che, in pieno accordo con la seconda parte del post di aramcheck, la presenza dell’errore grammaticale rende la lettera anche piu’ simpatica e significativa.
    Trattando della “sostanza” invece, a me basterebbe una scuola che stimoli alla scelta e alla ricerca della soggettivita’, ma anche una scuola che educhi al rispetto degli altri (e forse quest’ultima cosa rende la scuola “l’asino che vola” di crystalbeach). E poi, anche se ammetto che a volte ho percepito il banco come una cella, ho ancora ricordi di quei pochi professori per i quali e’ valsa la pena alzarsi tutte le mattine alle 8. Imparare da qualcuno a volte arrichisce piu’ di un libro, come imparare dalla strada puo’ arricchire piu’ di un trattato sulla coscienza sociale.

  10. crystalbeach ha detto:

    Cercherò di essere un pochino più chiaro se mi riesce, quantomeno ci provo. Anch’io ho degli ottimi ricordi del mio periodo scolastico, misti a ricordi pessimi. La mia prima storia di sesso, alcuni grandi amici con cui sono tutt’ora in contatto,alcuni prof meravigliosi come quello di filosofia che per spiegarci lo scetticismo ci ha portato al cinema a vedere l’esorcista. La prof d’inglese che parlava un inglese napoletanizzato ma era simpaticissima e anche molto bona. L’accostamento che ho proposto tra scuola lavoro caserme galere e a dirla tutta sarebbe da cominciare con la famiglia era relativo non al mio star male a scuola ma a ciò che effettivamente svolge come compito la scuola. Anch’io vorrei una scuola che stimoli alla scelta e alla ricerca della soggettività, che “educhi” al rispetto, ma a voi sembra sia questa la scuola? Non è per caso un’insieme di programmi desueti, a tratti anacronistici, spesso inutili applicati dai prof nel peggiore dei modi? In storia non si arriva mai a stidare la contemporaneità e quando si guarda al passato ciò che si studia sono date nomi guerre e gesta eroiche. Non vi sembra che da questa storia manchi un pò di vita? In filosofia ci sono un mucchio di filosofi fondamentali che non si prendono proprio in considerazione(Nietzsche, Max Stirner, sono i primi che mi vengono in mente). Nei rari casi in cui Nietzsche viene nominato in classe è per dire che era un nazista(cosa non vera) e il diavolo in persona(solo perchè anticristiano). In letteratura italiana qualcuno ha mai studiato Pier Paolo Pasolini, Dino Buzzati, Elsa Morante? E in letteratura straniera a scuola qualcuno ha mai sentito parlare di Edgar Allan Poe, H.P. Lovercraft, Baudelaire e in epoca molto più recente Bukowsky, Fante, Steinbeck(quest’ultimo è stato insignito di premio nobel per aver scritto quel capolavoro dal titolo Furore)? A quale scopo tutto ciò nelle scuole viene taciuto? E a parte rari casi non vi sembra che nelle scuole troppo spesso ci sono professori o professoresse che starebbero meglio a fare gli alunni, incapaci di insegnare nulla e senza un briciolo di psicologia che li aiuti a sapersi mettere in relazione con tanti adolescenti diversi? Secondo me una buona riforma scolastica ci vuole, proprio per evitare che continui a essere solo un luogo dove le famiglie parcheggiano la propria prole. Una riforma tesa a dare gli strumenti per comprendere l’esistente più che per far diventare un’inutile peso il passato. Nonostante sia un pazzo sognatore anarchico non credo nella possibilità di una rivoluzione e quindi più che cambiare la società mi accontenterei di farla puzzare un pò meno come una fogna a ciel sereno. Ma non credo che la direzione da prendere sia quella del merito e della meritocrazia. Nè credo che sia quella di far diventare tutti più intellettuali e coscienziosi. Credo che la chiave stia nella ricerca della propria soggettività come dice prion. Imparare a non imparare, quindi imparare a scegliere. Fuori da qualsiasi condizionamento. Credo che sia anche la strada più difficile da intraprendere. Ciao e grazie a tutti perchè comunque mi piace questa discussione a distanza.

  11. Aramcheck ha detto:

    @Prion:
    >anche se ammetto che a volte ho percepito il banco come una cella,

    Tu? Ed io allora che mi toccava condividere quel banco con te? ;)

    @Prion e Crystalbeach:

    Tutto condivisibile, ma legato soltanto ad una parte della questione. Formare dotti professorini che siano persone miserabili non è certo l’obbiettivo, ciò non toglie però che un biologo deve saper distinguere tra un allevamento di batteri e uno di vacche, idem per un medico, un ingegnere, un geometra…
    Non vedo perchè la scuola di cui parlate dovrebbe escludere il merito.

    Nel frattempo il Ministro Amato ha dichiarato:
    “si potrebbe impiegare l’antidoping a scuola ad esempio dopo le interrogazioni. Ho spiegato questa mia idea ad un insegnante e mi ha detto ‘ma sei matto…di sicuro arriverebbero i genitori a fare un occhio nero al preside o al professore’. Ma io penso che se lo studente risulta positivo dopo l’interrogazione può perdere punti e l’interrogazione non vale”(fonte ANSA)

    Cioè, capito il livello? E noi a parlare di scuola libertaria…

  12. crystalbeach ha detto:

    Miiinchia, ora mi odierete perchè è la terza volta che rispondo all’interrogazione del prof Aramcheck
    ;-) e ho fatto pure il test e sono risultato ultradopato per cui l’interrogazione non è valida. %-).
    Allora, un deputato parlamentare si becca circa dodicimila euro al mese più altre cazzate si arriva a quattordici, quindicimila euro al mese, più macchine blu, scorte, aerei e elicotteri statali, alberghi di lusso pagati e in moltissimi casi cocaina e puttane( vedi vallettopoli). Queste sono le persone che ci rappresentano e che fanno leggi per il nostro bene(vedi legge sulla droga di fini, non mi pare che il governo di centrosinistra l’abbia cambiata più di tanto, invece di uno spinello ce ne possiamo fare tre se il fumo è puzzone). Mi sembra ovvio che il nostro bene non è mai nostro ma è solo loro. Ecco la proposta del ministro Amato in arrivo. Quando si dice un bel governo di comunistacci! Anch’io sono convinto che il biologo debba saper fare il suo lavoro, così il medico o l’avvocato(vedi previti laureato a pieni voti! Anche mio fratello si è laureato a pieni voti ma guadagna circa due/tre mila euro al mese, nulla in confronto a previti). Non credo che la cosiddetta meritocrazia abbia fatto uscire fuori le persone migliori, visto che quella parola, ormai significa solo raccomandazioni, bustarelle e tangenti. In più se ti beccano a rubare un arancio al mercato ti fai un bel pò di galera se intaschi una tangente miliardaria dalle persone giuste diventi l’uomo più figo del pianeta e forse puoi anche fare carriera politica fondando un bel partito tipo Il Partito Del Cchiù Pilo Per Tutti. Per questo penso che più della meritocrazia possa funzionare la capacità di scegliere di fare una cosa che ci piace e perseguirla in tutti i modi possibili. Se un biologo è contento del suo lavoro, sicuramente lo farà bene. Mio fratello non guadagna molto ma è contento di essere un avvocato, si diverte a difendere chi spesso non ha voce in capitolo e questo non porta molti soldi ma molta soddisfazione. Ciao a tutti.

  13. lilith979 ha detto:

    Salve a tutti.
    Penso che il discorso scuola- educazione-morale-etc. non si possa rapportare a quello che fanno e dicono i politici (vicenda Amato, stipendi parlamentari e così via) perchè altrimenti il tutto perde completamente senso: che la meritocrazia in Italia sia una chimera è un dato di fatto.
    Lo scopo dell’educazione e dell’istruzione nella mia mente esula sia dal discorso carriera, che dal discorso moneta sonante: preferisco parlare di come si può diventare persone migliori.
    Per perseguire questo fine la scuola (il cui principio è autoritario per definizione) può venire in aiuto proprio nel “formare” quel contenitore di cui sopra: instradare i giovani alla ricerca, alla curiosità, alla lettura (ribadisco), mettere insomma delle pulci nell’orecchio . E’ per me ovvio che non tutti poi possano raccogliere, ma questo è il mio parere personale di giovane cinica e spietata: sono ancora convinta che l’uguaglianza di diritti sia doverosa, non così la parificazione di tutti gli esseri umani. Non siamo tutti uguali. Non tutti “ci arriviamo”.

  14. crystalbeach ha detto:

    Sottoscrivo in pieno le ultime parole famose di lilith979 ;-). Anche se non mi fa piacere dirlo, comunque è una constatazione di fatto, non siamo tutti uguali. Ma se almeno riuscissimo un giorno, non so quando, ad avere pari opportunità?

  15. lilith979 ha detto:

    Le pari opportunità in un certo senso ci sono: ad esempio, io ho frequentato le stesse scuole di uno che adesso vive per permettersi l’ultimo modello di cellulare e farsi vedere nei locali più trendy il sabato sera, mentre io sto qui a discorrere di politica e società etc. e la questione di cosa sia o non sia di moda non mi sfiora. Anche tu sarai in una situazione simile, altrimenti non saremmo qui a parlarne. E pure gli altri.
    Che poi per i ragazzini di oggi sia ancora più difficile di quanto lo fosse in passato imparare a distinguere cosa ha un significato e cosa no, siamo d’accordo.
    Ma, come dico sempre, tutto sta andando a rotoli.

  16. crystalbeach ha detto:

    Daccordo sul tutto sta andando a rotoli ma se un figlio di un operaio che rischia di cascare da un’impalcatura ogni giorno decide di voler fare l’astronauta, ha le stesse opportunità di riuscita del figlio di Confalonieri o Rutelli? Avranno tutti la stessa opportunità di seguire la stessa scuola e di ritrovarsi nella stessa classe, sempre che Rutelli e Confalonieri non decidano di mandare i loro figli in una meravigliosa scuola privata, ma forse non è proprio questo il significato di pari opportunità. Comunque sono daccordo con te sul fatto che della moda trendy cool dark metal punk new wave postrock con tutti i loro optional non me ne può fregare di meno. Così come mi ostino a comprare sempre il telefonino più antico che sappia fare e ricevere messaggi e telefonate e nient’altro. Non per dimostrare che sono proletario(non lo sono), che sono povero e alternativo al sistema ma solo perchè non m’interessa rovinarmi gli occhi guardando un film su uno schermo minuscolo e non m’interessa ascoltare la musica quando esco di casa e non credo di avere bisogno di telecamere e macchine fotografiche incorporate al telefonino. Daltronde credo che il cosiddetto “progresso tecnologico” non si fermerà qui e presto usciranno telefonini con incorporato il dispensatore di frasi filosofiche rassicuranti per depressi cronici. Ciao a tutti.

  17. Padone ha detto:

    Che belli che sono gli errori di grammatica.
    Che brutta cosa che ha fatto la repubblica.

  18. lilith979 ha detto:

    Daccordo sul tutto sta andando a rotoli ma se un figlio di un operaio che rischia di cascare da un’impalcatura ogni giorno decide di voler fare l’astronauta, ha le stesse opportunità di riuscita del figlio di Confalonieri o Rutelli? Avranno tutti la stessa opportunità di seguire la stessa scuola e di ritrovarsi nella stessa classe, sempre che Rutelli e Confalonieri non decidano di mandare i loro figli in una meravigliosa scuola privata, ma forse non è proprio questo il significato di pari opportunità.

    Ah ma allora si parla di carriera e successo e soldoni, e come ho già detto, non è questo ciò di cui andavo vaneggiando.
    Il resto del tuo commento, Crystalbeach, tratta invece il tema che mi stava a cuore: lo sviluppo della capacità critica necessaria a distinguere la cacca propinata dalla Società dei Consumi dalle Cose che Contano. Ripeto, pur non sapendo niente di te sono convinta che tu non abbia frequentato scuole private costosissime per arrivare a capire che guardare la TV sullo schermo di un cellulare è una ca**ata pazzesca.

  19. crystalbeach ha detto:

    Come hai fatto a capire che ho frequentato una, purtroppo, inutile scuola pubblica invece di una meravigliosa e sfavillante scuola privata, magari gestita da suore e preti? Sei una maga. Secondo me te lo ha suggerito la palla di vetro ;-) Scherzo naturalmente. Conosco persone che si sono fermate alla scuola media perchè hanno capito prima di me l’inutilità della scuola. Forse erano troppo giovani per fare una scelta consapevole ma l’istinto li ha guidati bene. Molti di loro sono persone intelligentissime che hanno studiato molto e continuano a farlo e ne sanno molto di più di tanti stupidi laureati a pieni voti. Questo perchè il loro studio non era nozionistico e non era corretto politicamente e socialmente da questo o quel provveditorato. Questo perchè il loro studio era ed è pieno di vita vissuta. Questo perchè quello che hanno studiato e studiano è per loro una reale scelta.
    Per quanto rigurda il discorso sulle opportunità, io non la butterei tanto sulla carriera e i soldini o soldoni ma un pochino di più sulla possibilità di avere la libertà di scegliere cosa fare della propria vita, compreso scegliere di vivere da barbone ad esempio. Sicuramente il barbone Mastella farà una vita migliore del barbone Piripicchio. In ambito scolastico il discorso sulle opportunità si esplica per me, anche se so che molti non saranno daccordo, sull’abolizione della scuola privata e una reale riforma della scuola pubblica nei termi ni in cui parlavo un po più sopra. Ciao Lilith :-)

  20. lilith979 ha detto:

    Siamo d’accordo sul fatto che l’intelligenza, la sensibilità e la passione per la ricerca non te la danno a scuola….
    Siamo d’accordo sull’abolizione della scuola privata….fosse per me preti e suore dovrebbero trovare ben altra occupazione che plagiare le menti di giovani di buona famiglia (di cui diffido in partenza).
    L’opportunità di scegliere liberamente e serenamente che cosa fare della propria vita però è una specie di utopia a mio parere. Giusto chi dispone di un tetto sicuro e di una famiglia di origine ricca può permettersi di andare a parare dove la mente gli suggerisce. Ma questa è la vita, baby.
    Ciao!

  21. crystalbeach ha detto:

    L’opportunità di scegliere liberamente e serenamente che cosa fare della propria vita però è una specie di utopia a mio parere. Giusto chi dispone di un tetto sicuro e di una famiglia di origine ricca può permettersi di andare a parare dove la mente gli suggerisce. Ma questa è la vita, baby.
    Ciao!

    Daccordo baby;-) infatti la mia è solo un’utopia.
    Ciao

  22. lilith979 ha detto:

    Anche io vivo di utopie..non credere. Solo che qualche volta il cinismo si impossessa di me.
    ;)

  23. LaDaina ha detto:

    Scusa l’incursione, Aramcheck. Vedo che sei semisilente, e leggi nell’ombra i commenti (interessanti) di Crystalbeach e Lilith…

    Vado via in punta di piedi.

    Non senza averti detto che si’, la Nothomb piace moltissimo anche a me.
    L’ho vista in un programma TV (Le invasioni barbariche, su La 7) e mi ha fatto tenerezza quella ragazza bruttina, simildark, con un improbabile cappello e delle calze pazzesche, che diceva di essersi vestita cosi’ per “essere elegante”. Mi ha incuriosita. E ho comprato il suo libro. Ha ottenuto il suo scopo, evidentemente.
    Mi si e’ aperto un mondo.

    E’ vero, il contenitore non conta nulla… Quel cappellaccio non avrebbe fatto presagire nulla di buono, e invece…

    Ciao a tutti!

    d.

  24. ReDellaPersa ha detto:

    Tutti viviamo di utopie, che male c’è?

  25. utente anonimo ha detto:

    Ciao a tutti, ciao Aramcheck.
    So che arrivo un po’ in ritardo, arrivo dopo che la discussione sembra ormai spenta … ma sapete com’e’ … sono stato un po’ preso da altre questioni …
    In ogni caso, volevo spendere qualche parola sulla scuola, perche’ sono in disaccordo su alcune cose che ho letto qui e soprattutto perche’ mi sembra che nessuno centri il problema reale.

    Ora, qual’e’ la funzione della scuola (pubblica)? Cioe’ perche’ noi spendiamo dei soldi (una parte rilevante della spesa pubblica dello stato italiano e’ destinato alla pubblica istruzione) per mantenere in vita questa struttura?

    Lo scopo della scuola pubblica dovrebbe essere fornire una cultura ed un’istruzione ai giovani laddove la famiglia non ha risorse sufficienti per poterlo fare.
    E’ chiaro che se tutti potessero permettersi un insegnamento privato a domicilio magari supervisionato (almeno nell’eta’ piu’ giovane) da colti ed eruditi genitori (o facenti funzione), la scuola pubblica probabilmente non servirebbe.
    Non essendo questa la realta’, lo stato fornisce un servizio di istruzione pubblica che e’ considerato OBBLIGATORIO fino ad una certa eta’: chiunque dovrebbe saper leggere, scrivere, far di conto, sapere la differenza tra governo e parlamento, capire che il moto perpetuo e la magia non esistono e capire come nascono i bambini. Oltre l’eta’ dell’obbligo, chiunque e’ libero di scegliere tra le seguenti alternative:
    1.usufruire di un servizio di istruzione media superiore (cioe’ liceo/itis/quant’altro) e superiore (cioe’ universita’), offerti comunque ad un prezzo simbolico, perche’ pagati dallo stato
    2.provvedere in proprio alla propria istruzione
    3.considerarsi sufficientemente colto e lasciar perdere ulteriore istruzione

    Detto questo, che e’ tutto scontato ma ripeterlo a volte non guasta, veniamo al punto che mi preme sottolineare.
    Avendo avuto in passato discussioni simili con amici, mi sono documentato. Le mie fonti sono state l’ISTAT (l’istituto italiano di statistica) e l’EuroSTAT (l’istituto Europeo di Statistica).
    Ho scoperto, con una certa sorpresa, che la spesa *pubblica* *per studente* dell’Italia e’ superiore a quella media europea (e di oltre il 10%) ed e’ superiore a quella di Francia, Germania e Spagna. E’ inferiore a quella della Norvegia ma superiore a quella della Finlandia.
    Spendiamo qualcosa come 6500 euro l’anno per studente. Cioe’ una classe di 20 studenti ci costa 130mila euro l’anno. Una scuola con 10 classi (p.es. due corsi) ci costa 1,3 Milioni di Euro. OGNI ANNO.
    Se vi interessa vi mando i dati.
    Con questi soldi bisogna pagare affitto e manutenzione degli edifici scolastici, gli arredi (tavoli, sedie, lavagne …), etc. etc. e lo stipendio del personale docente e non docente.
    I conti, se volete, ve li fate da soli. Ma direi che se quei soldi fossero ben gestiti, si potrebbero raddoppiare gli stipendi dei professori e contemporaneamente avere un servizio di prim’ordine.

    Il punto dove volevo arrivare e’ che (come per tanti altri casi della vita pubblica italiana) spendiamo una cifra elevata per avere un servizio assolutamente insoddisfacente. L’istruzione e’ un diritto che noi come cittadini dovremmo garantire a tutti! Ma nonostante stiamo spendendo piu’ di Francia, piu’ di Germania e piu’ di Finlandia …NON STIAMO GARANTENDO UN CAZZO.

    E cio’ e’ dimostrato una volta di piu’ dalla citata lettera di Giuseppe: un diciottenne sveglio e intelligente, che dice delle cose di buon senso … sbaglia l’H …. E non una volta, che potrebbe essere un refuso, ma due volte. E’ chiaramente colpa della scuola….

    Come vengono spesi i soldi destinati alla pubblica istruzione?
    Questo e’ il problema primo. La radice di tutti gli altri.
    Perche’ il problema che si pongono tutti e’ “regolarizzare” i precari e non far uscire studenti preparati? Non che regolarizzare i precari sia sbagliato, sia chiaro, e’ solo meno importante che far uscire studenti preparati!! (Almeno secondo me!)

    Ho una cugina che e’ insegnante di scuola media (non ricordo se inferiore o superiore, ma poco importa) nel napoletano. Come tutti i suoi colleghi, lei e’ assicurata per danni contro terzi… perche’?? Perche’ nel napoletano e’ prassi *abituale* che uno studente denunci un professore per lesioni. Tutti sanno che non e’ vero, che il professore non ha picchiato lo studente, ma costui produce certificati medici, testimonianze etc. etc. per cui il professore e’ sistematicamente (o quasi) condannato a risarcire lo studente (tanto tutti sanno che il prof e’ assicurato). Ovviamente sul lato penale non succede nulla, tutti sanno che il prof non ha picchiato nessuno ….

    Ci sono insegnanti che producono certificati medici *in anticipo*. Colti in fragrante dal preside vengono denunciati e viene avviata apposita procedura… L’insegnante si iscrive ad una nota sigla sindacale della sinistra.
    Ora indovinate l’epilogo: l’insegnante e’ stata ammonita/redarguita/licenziata … o la preside ha subìto (E PERSO) un procedimento giudiziario per CONDOTTA ANTISINDACALE??
    Avete tempo per pensare. Non dovete rispondere subito.

    Questi sono solo due esempi, ma non sono affatto casi isolati: sono assolutamente rappresentativi dello stato delle cose … e si comincia a capire perche’ spendiamo 6500 Euro all’anno per avere poi studenti diciottenni che non sanno scrivere in Italiano. Voi discutete di insegnare la liberta’ di scelta o di interpretazioni della storia non polarizzate … direi che siete degli ottimisti illusi … i problemi da risolvere sono molto, ma MOLTO piu’ di base! I professori, purtroppo, non devono discutere su quali filosofi includere nei programmi ma preoccuparsi di farsi l’assicurazione. I presidi non devono preoccuparsi di far funzionare l’istituto a loro affidato ma stare attenti a non pestare i piedi … ne’ sotto (professori) ne’ tanto meno sopra (provveditorati e gerarchie del ministero).

    Detto questo, vi invito a leggere l’articolo di Galli della Loggia sul Corriere di ieri, che non posso dire di condividere completamente … ma sicuramente vale il tempo speso nella lettura:
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2007/04_Aprile/02/addio_ai_padri.shtml
    Mario

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...