In Italia comandano i morti.

In onore del ritrovamento dei diari di Mussolini viene celebrata a Porta a Porta una puntata in cui sono ospiti tra gli altri la nipote Alessandra, il senatore Andreotti e il senatore  dell’Utri, quest’ultimo bicollega di Andreotti nonchè ritrovatore dei suddetti diari. La nuova immagine del Duce che queste nuove carte ci restituicono è piu’ umana, intimista, attaccata alla famiglia, responsabile e pacifica. Contrario alla guerra da lui stesso dichiarata, ostile alle gerarchie fasciste  da egli stesso nominate (Ciano e Starace in particolare),  avversatore delle leggi razziali da lui stesso promulgate Mussolini  risorge sotto una nuova luce e quasi ci piange il cuore a ricordarlo appeso a testa in giu’ a Piazzale Loreto. Una così brava persona viene da dire, un bravo padre di famiglia.  Peccato che i diari siano già stati sbugiardati dall’Espresso in quanto falsi sia all’analisi storica che a quella calligrafica, così  ci siamo persi le puntate successive di Porta a Porta in cui il Duce sarebbe presumibilmente stato presentato  come un infiltrato degli Alleati nelle file dell’Asse al solo scopo di far perdere la guerra al terribile Hitler. Un liberatore  dell’Italia al pari degli americani e quindi perchè no… un martire della resistenza contro l’occupazione tedesca.


Risorgono anche le BR e con loro lo spettro della lotta armata: ne parla la TV, ne parlano i giornali, ne parlano i blogger. Morta l’ideologia, morte le velleità, morta la rivoluzione, morto lo scontro di classe storicamente inteso, morto il comunismo reale, morta ogni possibilità di trovare solidarietà presso la popolazione:  le BR vivono e fanno notizia. Come ogni Zombie che si rispetti fanno paura e la loro comparsa innesca l’allarme mediatico generale.


Risorge il movimento studentesco e mentre il magnifico rettore fa chiudere le porte de La Sapienza per evitare una manifestazione nell’anniversario della cacciata di Lama, gli studenti si domandano su uno striscione <<Chi ha paura del ’77?>>. Chi ne abbia paura non lo so’, ma mi pare chiaro chi ne abbia nostalgia.


Il Ministro dell’Interno Amato veste i panni dello sceriffo e avverte che i poliziotti non andranno in piazza a Vicenza a prendere le botte. Il monito è ambivalente e richiama alla morte di Raciti da un lato e alla morte di Giuliani dall’altra. Amato sembra voler dire,  anche se non lo fa esplicitamente, che piuttosto che rischiare un altro Raciti stavolta è pronto a farci  scappare un nuovo Giuliani. Il giornaletto Leggo, pubblicazione gratutita che appesta le metropolitane e i bar di Roma, parla di cecchini sui tetti per aspettarei NO-Base, non gli do’ chiaramente alcuna attendibilità e almeno su questo spero di non sbagliarmi.


La centrifuga dell’informazione ingoia e fa sparire i PACS, il Global Warming, l’avvicinarsi della guerra con l’Iran, l’impresentabilità di questo ennesimo governo moribondo e la questione sociale-politica legata al Dal Molin,  cioè tutto quello che accade qui e ora. Si parla invece del Duce, delle BR, delle Foibe e del 1977.

La tensione nelle ultime ore sta salendo in maniera preoccupante e per chi domani avesse deciso di recarsi a Vicenza  consiglio di stare in campana e fare attenzione: in questo paese a comandare sono i morti.

4 thoughts on “In Italia comandano i morti.

  1. Padone ha detto:

    Servizio gratuito correzioni:
    Il Mignolo di Bhudda –> Il Mignolo di Buddha.

    Comunque mi sembri un blog interessante. Ti ha segnalato quell’idiota dell’ignorante.

  2. virginia.magnolia ha detto:

    grazie!
    ripasserò a dare un’occhiata al tuo blog, a presto

  3. Aramcheck ha detto:

    Padone: Minchia che occhio! Questo dimostra che sono un pessimo cacciatore di refusi.
    Grazie, correggo subito :)

  4. liliangish ha detto:

    mooooolto interessante, direi… e anche profetico, viste le ultime righe.

    ciao.

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