Orchi e fascisti all’Opera.

Mi hanno molto infastidito di recente le incursioni pseudo-squadristiche dei sergentelli di alleanza nazionale al comune milanese di Opera dove hanno romanamente bruciato il campo di emergenza allestito  per accogliere un gruppo di Rom sfrattati.  Così come ho malsopportato  quei trogloditi vestiti  di verde  che sono andati  a protestare qualche mese  fa  davanti alla scuola islamica che stava per nascere a Milano. Come non chiamarli orchi viste le sembianze, il livello culturale e l’infamia di inscenare una manifestazione al grido di “niente scuole per terroristi” di fronte  a dei ragazzini delle medie? Ai giovani mussulmani sarà sembrata diretta personalmente contro di loro… e lo era. Gli orchi infatti, specialmente quelli di Pontida,  sono per natura istintivi e rozzi e se protestano lo fanno per qualche egoistico tornaconto o, come in questo caso, per umiliare qualcuno piu’ debole di loro. Non certo per difendere un principio generale. Gli orchi d’altro canto sono per la famiglia: quella ariana, celtico-lombarda e cattolica. Pura genìa padana. Da sempre grandi sostenitori delle scuole cattoliche quali sono, gli orchi lombardi si sono scagliati proprio contro  quella gente colpevole di essere islamica non contro le “scuole confessionali”  in generale e, assecondando la loro natura, lo hanno fatto nel modo piu’ spregevole.


Detto questo continuo ad augurarmi una scuola pubblica, laica e se possibile di impronta vagamente socialista.


Le squadracce della destra (verde o nera che sia) storicamente si rafforzano cavalcando il  malcontento verso i governi in carica, tipicamente nei periodi di declino della nazione, per inasprirlo e dirottarne una parte verso i loro bersagli di sempre: le minoranze etniche, religiose, sessuali, politiche. Il paese  è in evidente declino e questo governo genera piu’ malcontento che altro (il centrosinistra ringrazi questa destra grottesca senza la quale prenderebbe il 2%): quindi  occhi aperti che in tempi come questi i topi escono dalle fogne e portano la peste.

“Un bacillo a bastoncino, che ti entra nel cervello. Un batterio negativo, un bacillo a manganello”                                                                              “La Peste” G.Gaber

 

2 thoughts on “Orchi e fascisti all’Opera.

  1. Buong1980 ha detto:

    L’accostamento delle camicie verdi alle orde di orchi sono un paragone molto azzeccato. Per fortuna qua al Sud ne girano poche! :-))

  2. crystalbeach ha detto:

    Forse è per tutto ciò che hai detto in questo piccolo ma valido saggio che non riesce a piacermi chi, come Massimo Fini va ospite a parlare con quelli di terza posizione. Per me le pantegane stanno bene da sole e nelle fogne.

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