Piergiorgio Welby.

Welby e lo Stato.

La vicenda Welby oltre che una sacrosanta battaglia di civiltà mi è parsa essere un’eccezionale spot pubblicitario per l’idea anarchica e la cultura libertaria e laica. Se infatti spesso stentiamo a riconoscere la natura sostanzialmente autoritaria dello Stato nell’imporci come vivere, in questo caso è apparso lampante come non ci sia concesso neppure di morire (o piu’ propriamente in certi casi drammatici di smettere di soffrire)secondo  libera scelta.

Welby e la Chiesa.
Coloro che nella Chiesa avrebbero voluto Welby ancora inchiodato su quel letto,  dovrebbero capire che egli non intendeva liberarsi della vita, ma del dolore. Ma per alcuni di loro Cristo è sofferenza (e non amore), e di questa  rivendicano il monopolio in nome Suo. Nel Cristo sofferente vedono l’apoteosi di quella Chiesa, che nella croce ha spesso letto il monito e non il messaggio. Perfino nell’ arte religiosa (strumento storico di educazione del popolo per antonomasia) si è sempre preferito raffigurare il Cristo della lenta morte e non quello del discorso della Montagna, della cacciata dei mercanti dal tempio o della difesa della meretrice. Così il Dio, il Santo, il profeta, l’uomo ci giungono per il dolore che gli inflissero i suoi aguzzini, piu’ che per cio’ che fece nella sua vita.  Il monopolio del dolore tramite colpa, punizione e penitenza da un lato e tramite compassione e conforto dall’altro,  fu un asse portanti nella costruzione del potere storico della Chiesa.
Welby inchiodato al suo letto diventa una potente metafora del Cristo inchiodato alla croce che qualcuno, viene da pensare, avrebbe lasciato lì a soffrire. E la chiamano difesa della vita.

4 thoughts on “Piergiorgio Welby.

  1. alsoit ha detto:

    che bella analisi…
    La sofferenza è esaltata dalla Chiesa in modo abnorme. Ricordo da piccola in parrocchia, il catechismo esaltava le storie dei santi o di personaggi eroici perchè avevano sofferto le pene dell’inferno e avevano donato tutto al Signore.
    Sinceramente da ex studentessa di teologia (un po’ atipica) tutto ciò mi ha sempre lasciato perplessa, visto che il Vangelo è gioia, buona Novella ecc…
    Ma considerato le facce lugubri e cattive che si incontrano negli ambienti ecclesiastici, tutto ciò non mi meraviglia.
    Mi piacerebbe capire quando e come si è distorto il messaggio del Vangelo, ma per ora non ne sono venuta a capo.
    Speriamo nel 2007. Buon anno!

  2. Aramcheck ha detto:

    Direi non appena qualcuno lo ha reso uno strumento di potere…
    Buon anno anche a te.

  3. crystalbeach ha detto:

    Un consiglio: esiste un libro meraviglioso che spiega meglio di qualsiasi altra cosa tutto questo(benchè anche questa analisi mi sembra molto buona) si chiama – Così parlò Zarathustra – di un tale Friedrick Nietzsche.

  4. Aramcheck ha detto:

    si, l’ho letto un paio di volte.

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