La Maddalena, il Billionaire e la sinistra.

Dalle righe di questo blog sulla classe politica italiana piove in genere meritatissima merda, tuttavia mi sento di elogiare finalmente un amministratore pubblico: Renato Soru. E’ di oggi la notizia finalmente ufficiale dello smantellamento della base militare nucleare USA della Maddalena entro il 2008. La base venne costruita a partire da un accordo segreto del 1972 tra Andreotti e il Pentagono, un accordo che non passo’ mai dal parlamento e i cui dettagli sono a tutt’oggi tenuti segreti al popolo italiano in generale e a quello sardo in particolare. Se proprio non si è potuto mandare in pensione Andreotti (il cui voto nell’anno del signore 2006 è ancora determinante al Senato), è un buon segno che si cominci a smantellare alcune delle sue opere. La Maddalena fa parte degli strascichi di quell’atlantismo servile e per nulla trasparente di cui il senatore a vita fu protagonista: l’atlantismo fatto dell’esautorazione sistematica del parlamento (ma non aveva scritto anche lui quella costituzione che lo  consacrava sovrano?), dei segreti(di Stato) sulle stragi (di Stato?), degli insabbiamenti e dei diktat silenziosi da Washington. Un secondo aspetto positivo dello smantellamento è quello ecologico che parte dal rifiuto  italiano  del nucleare il quale (giusto o sbagliato che fu) ebbe la piu’ alta legittimazione democratica attraverso il referendum del 1987. Nel 2004 uno studio francese rivelo’ nelle acque della Maddalena (un parco naturale protetto…) un livello di radioattività 400 volte superiore al normale imputabile alla attività dei sottomarini nucleari americani compresi i incidenti di cui si sa poco (sottomarino Hartford, 2003) o nulla. La responsabilità oltre dalla logica è provata dal fatto che l’elemento radioattivo trovato era il Torio 234, lo stesso usato come combustibile per i sottomarini nucleari presenti nella zona. Secondo Edward Lutwack le richieste di Soru sono state accettate soltanto perchè il valore strategico della base e della gloriosa sesta flotta della U.S. NAVY li di stanza, si era ridotto negli anni fino a diventare un costo senza benefici. Premesso che da Lutwack non mi aspettavo certo una risposta diversa, poco male, se pure Soru è stato fortunato non gli si puo’ non riconoscere la volonta politica di ridare la Maddalena ai sardi. Del progetto di recupero e tutela del paesaggio sardo e della linea politica voltà alla decolonizzazione economica della Sardegna (acquistata in blocco prima dall’aristocrazia piemontese e poi dalla borghesia lombarda) fanno parte le cosiddette “tasse sul lusso” su yacht, barche, ville , aerei privati ed elicotteri dei non residenti.  Contro questo pacchetto di tasse regionali, dopo una serrata campagna informativa a mezzo stampa, domani al Billionaire Flavio Briatore organizzerà una “festa di protesta” alla quale pero’ non potrà partecipare (un vero caporivolta…). Mi domando come mai gente come Briatore e l’osceno strascico di leccaculi, telesaltimbanchi e troie di cui si circonda invece di ringraziare in religioso e imbarazzato silenzio il loro Dio per l’assenza di una guerriglia maoista in questo paese, si prendano la briga di protestare perchè qualcuno finalmente gli tassa a morte l’aereo privato.
Dunque Soru uomo di sinistra non per l’etichetta di partito o  le blatere da sessantottino (che per fortuna gli sono estranee) ma perchè fa cose di sinistra. Una volta tanto l’essere di sinistra di un politico non si esprime nel leccare il culo a sindacati che difendono se stessi invece che i lavoratori, negli agganci con le coop purchè rosse o nella retorica ideologica intatta nella forma e svuotata nei principi che la ispirarono: si esprime invece nel mettere in cima alla propria agenda politica la difesa dell’ambiente a scapito ad esempio delle logiche militari, partendo dal semplice presupposto che chi ha sensibilmente  di piu’ contribuisca sensibilmente di piu’.
Mentre Dalema   e i dalemiani che vengono dal PCI e tiravano le molotov, distruggono quel poco di buono che era rimasto della sinistra italiana, questo cocciuto imprenditore sardo laureato alla Bocconi (ma figlio di un bidello) si assume la responsabilità di portare avanti un cazzo di programma all’insegna della tutela ambientale e del riequilibrio economico. Avanti Soru, tanto dubito che Briatore e il suo circo stanchi delle terribili vessazioni decidano di darsi alla lotta clandestina nella  barbagia, piuttosto trasferirà il transatlantico a Gallipoli.

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