Fascisti su Marte.

Cronache dall’anno 1946 2006

Fiera, biondissima e pugnace ier sera alla televisione di stato, la nipote del duce si e’ prodotta in una virile e littoria difesa dei sacri e romanissimi valori del regime fascista dagli attacchi della checcaglia comunista e badogliana. Gran cerimoniere e padrino del duello tra la prode figlia d’italia  e il pederasta polpottiano Vladimir Luxuria era il celebre conduttore e scrittore Bruno Vespa, vera pietra miliare dell’informazione di regime, scevra cioe’ da istinti bolcevici e nostalgie del brigantaggio antifascista passato ai disonori della storia col nome di resistenza. Alessandra “la grande”, come ormai viene chiamata anche dai suoi piu’ ostili detrattori, ha conquistato la platea con argomenti forti, convincenti e degni dell’immenso statista che le fu nonno: il problema dei negri, gli italiani laureati che non hanno lavoro per colpa dei negri che raccolgono pomodori, il problema dei matrimoni tra froci e dei froci in genere, con tutte le procaci figlie d’Italia che rischiano di dover ricorrere alla masturbazione o al seme d’oltralpe. Catturata la platea in un travolgente monologo l’Alessandra riceveva da un ospite in studio l’epiteto di “fascista” del quale  la Nostra s’e’ giustamente vantata con orgoglio davanti alle telefolle oceaniche. A quel punto la voce querula e ingannatrice del pederasta trozkista, fin li’ messa a tacere abilmente dal fine argomentare della biondissima gerarca, prorompeva in un isterico <<Io sono preoccupata davanti a gente che si dice fiera di essere fascista…>>. A quel punto la Mussolini armata del furor guerresco tipico degli uomini e delle donne dell’italia imperiale metteva fine alla tenzone con un perentorio, irrevocabile e trasvolante <<MEGLIO FASCISTA CHE FROCIO>>, sancendo una volta per tutte chi tra i due contendenti fosse dotato di coglioni e peli sul petto e chi di demoplutocratico e femmineo contegno.

E qui il dovere di cronaca cede per un istante il passo all’opinione del cronista che non puo’non dirsi d’accordo rafforzando l’affermazione del sangue del Duce. Non v’e’ dubbio infatti che in questo paese di merda sia sempre stato piu’ facile esser fascista che esser frocio.
A meno che s’intende, non corra l’anno 1945 e  non ci si trovi a Piazzale Loreto appesi a testa in giu’… che allora persino Lui non avrebbe barattato il vano l’orgoglio littorio con un po’ di sano orgoglio gay?


4 thoughts on “Fascisti su Marte.

  1. alex321 ha detto:

    che ci vogliamo fare… la classe non è acqua

  2. utente anonimo ha detto:

    A piazzale Loreto correva l’anno 1945..lo stesso anno in cui Ferruccio Parri il partigiano per eccellenza divento presidente del consiglio del nosro primo “governo democratico”.Senza pero’ dimenticare che bisognerebbe ringraziare la mediazione, ammesso che ne si abbia conoscenza e coscienza, dei servizi segreti Inglesi ed Americani con i Nazisti delle SS;senza tutto questo il nostro buon Ferruccio sarebbe stato fucilato come tutti gli altri combattenti ,e non confinato sul lago di Locarno a mangiare tartine e aspettare tempi migliori…tutto questo per dire che c’e’ sempre un momento della storia in cui qualcuno vorrebbe essere qualcun’altro.
    Cmq nonostante tutto mi trovo purtroppo in piena sintonia con alcuni tuoi pensieri …questo compreso(eccezion fatta per alcune licenze che ognuno di noi si prende quando prova a vedere il mondo sempre dalla stessa finestra)
    Un abbraccio a chi ci fa pensare e discutere…Cicalone

  3. Aramcheck ha detto:

    Buon Cicalonz mica ce lo sapevo che eri uso fermarti in questi pizzi, benvenuto :)
    Il 1945 è un volgare refuso che avevo già pensato di dover correggere, chiedo venia.

  4. utente anonimo ha detto:

    Mi fermo spesso e lo faccio anche molto volentieri…Cicalone

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