Chiederemo il manganello.

Personalmente rivendico la libertà di chicchessia a dire piu’ o meno il cazzo che gli pare. Se stamattina, per dire, mi alzassi storto mi riterrei libero di prendere per il culo Iddio onnipotente, i profeti delle religioni monoteiste  e le migliaia di divinità induiste se soltanto ne conoscessi i nomi e le fantasiose fattezze.
Questo almeno in linea di principio.

Tuttavia se fossi il direttore dell’ Jyllands Posten (il piu’ diffuso quotidiano danese) o del Corriere della Sera, e decidessi di pubblicare un disegno con il profeta di una qualche religione associandolo ad atti di violenza -Maometto con una bomba al posto del turbante appunto, o Gesu’ Cristo che bombarda o uccide bambini afghani per fare un paragone- non mi meraviglierei se venissi licenziato.

Come giustamente fatto notare da esponenti mussulmani, in Europa (in Germania in particolare), prima della seconda guerra mondiale giravano tranquillamente vignette antisemite che rappresentavano gli ebrei come avidi aguzzini, parassiti stereotipati nella figura ingobbita dell’usuraio col naso aquilino e lo sguardo pieno di cupidigia che trama contro le nazioni.
Difenderemmo quelle vignette oggi in nome della libertà di satira?
Io non lo farei.

Il direttore dell’Jyllands Posten dice di non aver potuto prevedere una simile reazione da parte del mondo islamico.
O quest’uomo è un idiota che non capisce il mondo in cui siamo precipitati, oppure è in aperta malafede.

In sostanza, non sono preoccupato per la libertà di stampa in occidente (gli unici a preoccuparsene qui in Italia sono quelli che non hanno alzato un dito per le epurazioni seguite alla satira verso il molto meno sacro, seppur unto, Presidente del Consiglio). Già moribonda per le ingerenze del potere politico ed economico e per il servilismo cronico di gran parte dei nostri giornalisti, la libertà di stampa non teme, a mio avviso, il bavaglio proveniente dal mondo arabo.

Quello che mi preoccupa, terrorizza anzi,  è il riemergere in entrambi gli schieramenti  delle componenti xenofobe, nazionaliste, fondamentaliste, chauviniste  e in  ultima analisi fasciste.

Lo “scontro di civiltà” che negli ultimi 6 anni tutti hanno finto di voler evitare, è ormai realizzato nel momento in cui si sfiora la guerra per colpa di un giornale che vende copie soltanto in una nazione grande quanto la Lombardia.
Come dissi il 12 Settembre 2001, è lo scontro tra due “civiltà di merda”, o meglio tra la parte peggiore (di merda appunto) di due civiltà che sono anche ben altro.

Perchè comincia sempre tutto così: devono convincerti che dall’altra parte ti odiano. Non odiano la tua politica estera o le scelte dei tuoi governanti, odiano te, la tua casa, i tuoi figli, la tua religione e la tua cultura.  Odiano te che lavori e non arrivi alla fine del mese e sono pronti a toglierti anche quel poco che hai.
Devi ripagarli del medesimo odio se vuoi metterti in salvo, devi difenderti combattere, o accettare che qualcuno lo faccia per te.
Quel qualcuno è di volta in volta Hamas, la U.S. Army, Osama Bin Laden, le Shutzstaffel.

La politica (corrotta e opportunista) pian piano cede il passo, perchè il popolo spaventato ed insicuro chiede muscoli e manganello.
Così Rabin ed Arafat cedono il passo ad Hamas e Netanyau, da Clinton a Bush, da Khatami ad Ahmadinejad.
Nessuno dei primi era un modello di pacifismo ne di rispetto delle differenze altrui, ma tutti i secondi sembrano mossi dall’unico fine di giungere allo scontro. Sulla pelle dei rispettivi popoli.

E’ in questo clima che ieri un ministro della repubblica ha potuto dire “Fino a quando il mondo occidentale dovrà continuare a porgere l’altra guancia? E’ giunto il momento delle ritorsioni”. Calderoli è soltanto un volgare populista di provincia asceso agli scranni del parlamento per una contingenza storica? Lo era anche Mussolini.

Calderoli sa’ bene che avendo invaso due paesi islamici, avendo bombardato e gasato le loro città, rinchiuso i loro combattenti a Guantanamo, torturato e umiliato gli stessi ad Abu Ghraib, rapito e imprigionato i loro Imam contro le nostre stesse leggi, non stiamo esattamente porgendo l’altra guancia come occidente. Il punto è che lui fa parte di quell’occidente che ha fatto e appoggiato tutto questo, noi no. Il fioraio egiziano sotto casa mia non fa parte di quell’Islam  che ci sta “prendendo a schiaffi”  come dice Calderoli.

Ancora una volta i popoli dovrebbero capire che il nemico non sta a oriente o a occidente, dietro la cortina o oltre la frontiera, il nemico sta in alto e ci governa, da armi e cintu
re esplosive ai nostri figli. Ancora una volta verrebbe da dire che siamo “costretti a ripetere la storia” perchè l’abbiamo dimenticata, ma in realtà la conosciamo e bene, dunque ha ragione Montale(?) che essa non è “maestra di nulla che ci riguardi”.

Continuando a discutere di vignette guardiamo il dito e non la luna che esso vuole indicare. La luna ormai imminente, è un mondo in una guerra senza quartiere, che dopo 20 anni e 20 milioni di morti farà mea culpa.

Chiederemo il manganello e la scimitarra, e ci verranno offerti sulle commoventi note dell’inno nazionale.


8 thoughts on “Chiederemo il manganello.

  1. joeCHiP ha detto:

    La storia

    I

    La storia non si snoda
    come una catena
    di anelli ininterrotta.
    In ogni caso
    molti anelli non tengono.
    La storia non contiene
    il prima e il dopo,
    nulla che in lei borbotti
    a lento fuoco.
    La storia non è prodotta
    da chi la pensa e neppure
    da chi l’ignora. La storia
    non si fa strada, si ostina,
    detesta il poco a paco, non procede
    né recede, si sposta di binario
    e la sua direzione
    non è nell’orario.
    La storia non giustifica
    e non deplora,
    la storia non è intrinseca
    perché è fuori.
    La storia non somministra
    carezze o colpi di frusta.
    La storia non è magistra
    di niente che ci riguardi.
    Accorgersene non serve
    a farla più vera e più giusta.

    II

    La storia non è poi
    la devastante ruspa che si dice.
    Lascia sottopassaggi, cripte, buche
    e nascondigli. C’è chi sopravvive.
    La storia è anche benevola: distrugge
    quanto più può: se esagerasse, certo
    sarebbe meglio, ma la storia è a corto
    di notizie, non compie tutte le sue vendette.

    La storia gratta il fondo
    come una rete a strascico
    con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
    Qualche volta s’incontra l’ectoplasma
    d’uno scampato e non sembra particolarmente felice.
    Ignora di essere fuori, nessuno glie n’ha parlato.
    Gli altri, nel sacco, si credono
    più liberi di lui.

    (Eugenio Montale, Satura)

  2. utente anonimo ha detto:

    Pur essendo come sempre in accordo, se non addirittura in coincidenza, il mio pensiero col tuo, mi chiedo, caro Jack, a chi dobbiamo atttribuire la responsabilta’ di aver dato poltrone a quei grandi signori che decidono se sara’ guerra o no con i loro figli rinchiusi nei prestigiosi colleges americani. Fino a poco tempo fa pensavo ai mass media manipolatori che in demiurgica maniera plasmano le deboli menti, ma questa oggi mi sembra solo una giustificazione un po’ grossolana. Nel paese in cui il signor
    “mettetevi la cintura esplosiva” vince le lezioni distribuendo cinture, in quello dove il gia’ vincitore signor “facciamo la guerra” ha rivinto le elezioni promettendo guerra, e in quello in cui il signor promesse sta dinuovo a 2 punti percentuali dalla meta dopo aver dinuovo e semplicemente sparato le sue promesse, ma con le tasche un po piu piene, che responsabilta’ hanno gli elettori e quindi noi?
    Mi chiedo anche cosa avrebbe risposto a questa domanda Ernesto in Bolivia.. se gliene avessero dato la possibilita’.

  3. uthertepes ha detto:

    Troviamo in fretta un posto tranquillo e riparato…

  4. Aramcheck ha detto:

    Si si, colpa nostra… nostra come popolo.
    La responsabilita’ delle ultime generazioni e’ enorme, non abbiamo piu’ una cultura popolare da contrapporre a quelle culture che ci vengono propugnate dall’alto. Abbiamo rinunciato ad un infinita’ di diritti: quello di essere informati correttamente, di vivere in pace, di dissentire, quello di fare “ricerca” per il bene comune e non per il profitto di pochi, quello di respirare aria pulita e di educare i figli senza ingerenze di chi vuole rifilargli un cellulare a 9 anni,
    quello di partecipare al processo democratico, di decidere “noi per noi”.
    Abbiamo delegato tutto o piu’ propriamente venduto tutto questo in cambio del “benessere per il benessere”.
    Sta arrivando il conto e non saranno i “delegati” a pagarlo.

  5. utente anonimo ha detto:

    Serve un’anima Jack, un’anima individuale ma comune, che raccolga quei conti insoluti e faccia capire al popolo, a tutti, a cosa si sta andando in contro. Purtroppo pero’ i modelli di anima della rivoluzione francese non fanno piu’ presa, mi chiedo quale ‘modello’ funzionerebbe oggi… motorola forse…

  6. utente anonimo ha detto:

    Andrò anche un pò oltre la vicenda delle vignette.
    Posto alcuni pensieri sparsi.
    -Lo sapevano che erano un pò permalosetti, ma anche in Italia potrebbe accadere lo sai? se bestemmi sei perseguibile a norma di legge , se bestemmi in mia presenza corro a denunciarti!

    -Nessuno ha mai fatto storie con l’Olanda per “The Pope smokes Dope” adesivi e magliette e vario merchandising. Anzi.

    -Siamo all’ennesimo ricorso storico. E i politicicci sono i nobili di questo ricorso. Ricchi, belli(? o rifatti) e spregiudicati. La borghesia è un optional che questa volta manca. I morti di fame invece rimangono in un numero più o meno costante, anzi ripensandoci direi che vanno a diminuire perchè accecati dalla fame perdono totalmente la ragione e s’ammazzano tra loro.I nobili fanno il tifo, ci scommettono su. Noi siamo morti di fame , ci vantiamo di aver capito qualcosa e lo diciamo al mondo su un blog che a malapena un quinto dei nostri simili ha i mezzi per leggere e ci mandiamo sms per decidere il posto piu adatto ad incendiare il cannone di “eroina” che abbiamo comprato da un altro con le chiappe nell’acqua che a sua volta alimenta il traffico di bombe a mano e robbe varie.
    A questo punto seguendo il consiglio Freddie Mercury “don’t try suicide” (belle note) suggerisco di andare in un paese abbandonato da Dio (tipo Calitri provincia di Avellino) e di concludere lì la nostra esistenza. Ci è concesso un tg (tg1) al mese. Forse anche un contratto a t.i. e una famiglia ma lì devi prima sopravvivere e poi avere un gran culo.

    -Poi tornando con i piedi per terra e in italia dico che sfiga , c’è il Berla non posso fare questo non posso fare quello bla bla bla bla … poi un pò mi vergogno di pensare cose simili quando c’è gente che non pensa alle cose che conosce e che non gli sono concesse e sorride se vede arrivare l’autobotte con l’acqua potabile.

    Saporno

  7. idiotaignorante ha detto:

    Posti bene, ma purtroppo lo fai poco!

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