Vuoi innovare il paese? Suicidati.

Alcuni giorni fa ho assistito ad un convegno, con tanto di una tavola rotonda, sull’innovazione tecnologica in questo paese. C’erano tutti gli amministratori delegati delle aziende di telecomunicazioni italiane, qualche CTO, qualche politico imprenditore, qualche imprenditore politico. Soprattutto c’erano il viceministro dell’innovazione ad aprire i lavori e il ministro in persona a chiuderli. Illuminante.
Tralascero’ il dibattito, lungo, pieno di qualche buon intento, polemiche tra monopolisti e astri emergenti che si odiano guardandosi in cagnesco dalle due sponde distanti degli stessi salotti bene, con tanti <<noi abbiamo fatto questo e quest’altro>>, con le igniezioni di ottimismo da sogno americano di chi la crisi non la sente e gli scarichi di responsabilità di chi scarica la crisi a sua volta sui dipendenti dei propri call center. Tralascero’ ma non prima di aver detto che se  erano tutti d’accordo nel dire che questo paese è indietro (e sembrerebbe dover rimanere sempre piu’ indietro), 
chi aveva gli strumenti  per  fare qualcosa sono lorsignori e non i precari dell’Athesia (ragazzi spaccategli il culo). Tralascero’ ma non prima di aver detto che sta per finire l’epoca in cui i loro dipendenti coi contratti a 6 mesi per 800 euro al mese pagheranno ancora fior di soldi per acquistare i loro telefonini strafichi, la loro banda larga a strozzo e le loro tariffe telefoniche siliconate.
Non vi basteranno  piu’ le zinne di Megan Gale.
Non ti puoi inculare  tre milioni di persona  sia quando aprono la busta paga che quando la spendono  per molto a lungo.
Tralascero’ perchè voglio soffermarmi sul viceministro che apriva l’intervento. Il viceministro dell’innovazione.  I contenuti del suo  intervento erano imperniati  sul  classico <<quanto ha fatto di buono il governo>> (mava
ffanculo1) ,   quanto la cultura degli italiani debba diventare una cultura telematica, di come gli strumenti informatici debbano diventare di uso comune per chiunque (macaffanculo2 poi vedremo perchè) e di come questo dovrebbe rilanciare la meritocrazia in questo paese (mavaffanculo3).Questi illuminati e illuminanti contenuti erano presentati tramite l’utilizzo di Power Point. Strumento che ilviceministro dell’innovazione, non  sapeva usare.A tutti i livelli.
Non che non sapesse contribuire a scrivere il codice di Power Point, non che non sapesse armeggiare con le classi di Java o avesse difficoltà con le struct del C++, nessuno gli aveva chiesto di redistribuire le rotte BGP tra Autonomous System diversi, la platea non chiedeva al signor viceministro di compilare il kernel di Linux. Nossignori, nulla di tutto questo: si trattava di saper usare Power Point. Scrivere due cazzo di slide leggibili e farle scorrere premendo un tasto. Nello specifico:



– le slide erano scritte in giallo sul blu, con moltissimo testo a corpo 10, fitto fitto, nemmeno bold.

– le righe dell’illegibile testo, inutilmente prolisso, scorrevano una ad una, cioè per finire una slide dovevi premere il tasto 20 o trenta volte.

– quando il viceministro per esigenze di tempo doveva saltare delle slide non è stato in grado di uscire dal “view show”: è stato per 5 minuti a spingere quel tasto come una scimmia ammaestrata male imprecando perchè era costretto a scorrere riga per riga. Con che criteri meritocratici è stato assunto chi ti scrive le slide razza di Neanderthaliano?

Il viceministro dell’innovazione tecnologica, un ragazzotto di 70anni che non si è ancora innovato oltre i fogli “in carta da lucido”.
Quando il mio responsabile passa del testo da mettere su delle slide di Power Point alla segretaria  del nostro gruppo, dopo mezzz’ora si ritrova con un piccolo capolavoro di sintesi e chiarezza che lo aiuta a capire meglio quello che voleva dire.
La segretaria saprebbe pure esporle quelle slide se qualcuno un giorno decidesse di farglielo fare.

Questa gente non ha nulla da insegnarci a parte la conservazione “ab eternum” del potere, quindi non c’è nulla che siamo tenuti a delegargli. Tantomeno l’innovazione del paese.

Quell’austero signore pensionato a vita per essere stato cinque anni in parlamento, con uno stipendio che all’Athesia ci pagano 50-60 persone sotto i 30anni, non sapeva usare il piu’ cretino dei tool informatici, mentre chi saprebbe farlo ad occhi chiusi risponde al telefono in un call center.

Mavaffanculo brutta cariatide, incrostazione del sistema, vecchio stronzo ingrassato sulle nostre tasche mi vieni pure a parlare di meritocrazia, cambio culturale e innovazione tecnologica?
Vuoi davvero contribuire a innovare il paese? Suicidati.

                

One thought on “Vuoi innovare il paese? Suicidati.

  1. utente anonimo ha detto:

    Mi raccomando consigliamo un bel suicidio come quelli di una volta, di sotto da un bel palazzo o burrone, tuffo in mare con pietra alla caviglia etc.. niente farmaci per carita’ (sai quanto altro ci farebbe spendere!) ne binario del treno.. i nostri treni(super tecnologici) portano gia’ abbastanza ritardo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...