Quando ero ragazzino mi piaceva da morire Eric Cantona, il suo modo di giocare, il suo genio atipico, il suo stile. Mi piaceva quel suo colletto alzato della vecchie bellissime maglie della Umbro, cento volte meglio all’epoca di qualunque maglia producessero le ben più pubblicizzate Nike ed Adidas. Giocando (male) a pallone ai giardinetti con gli altri ragazzini tiravo su il colletto anch’io, prendevo la stessa postura impettita di Eric, entravo nel personaggio. Giocava nella squadra giusta Eric un Manchester United già forte con gente al fianco come il gallese Ryan Giggs e il gladiatore nero Paul Ince che una volta dopo uno scontro di gioco venne ripreso dall’arbitro perché era rientrato in campo con la maglia imbrattata di sangue, orgoglioso. Cantona era un personaggio unico, in una fase di passaggio tra il calcio lento e tecnico anni ottanta e il calcio muscolare e tattico degli anni novanta. Uno dei primi giocatori a mettere insieme piedi da fantasista e fisico imponente, prima di Zizou, prima di Ibra, prima di Ronaldo eppure legato al calcio che fu, con tutti i limiti e le intemperanze nella tradizione dei grandi folli degli anni ’70. Per chi non segue il calcio è difficile spiegare quanto uno come Cantona possa essere una salvezza per questo sport. Le interviste a giocatori, allenatori e presidenti sono quanto di più banale, scontato e pilotato esista in natura, una vera tortura. Si può prendere un giocatore qualsiasi fargli una domanda, poi togliere l’audio e ridoppiarlo azzeccando esattamente le parole che ha detto.Sempre uguali in un rito inceppato che assorbe gran parte della vita degli appassionati e del palinsesto televisivo. La noia ti stritola a tal punto che capisci subito che devi liberarti del calcio se non vuoi diventare come loro o, per lo meno, ignorare le chiacchiere e limitarti a gustare il momento della partita escudendo il resto. Eric invece diceva cose del genere: “Io non sono un uomo,io sono Cantona”
“Credo che Raymond Domenech sia il peggior allenatore del calcio francese da Luigi XVI”
“Ho un modo infallibile per calciare i rigori: li metto dentro.”
“Mi ha sconvolto vedere Henry confortare un avversario a fine gara, quando lo aveva appena fregato! Fossi stato un giocatore irlandese, non sarei rimasto lì nemmeno tre secondi: lo avrei menato.”
La parte del pazzo e del duro lo portò ad essere, lui francese, osannato dai tifosi inglesi, cosa all’epoca niente affatto scontata nemmeno per un campione, mentre veniva ignorato dalla nazionale e dal pubblico di Francia. Al punto che i tifosi dei Red Devils lo elessero giocatore del secolo dello United. No, non era stato assolutamente il più forte, né il migliore, né quello che aveva vinto più trofei o segnato più gol: era stato il più grande in una dimesione che va oltre il talento, del quale era comunque grandemente dotato. Quel ruolo da cattivo di cui s’innamorò e seppe interpretare così bene gli costò anche caro come quando indossando l’originale seconda maglia numero 7, nera e bellissima, diede un calcio volante ad un tifoso degno di Chuck Norris (anzi, detto per inciso, Eric gli fa il culo a quel fesso di Chuck).
Cantona rappresentava la liberazione dalla schiavitù del politicamente corretto pallonaro: potevi amarlo senza necessariamente condividerlo e senza necessariamente domandarti se fosse un esempio per i giovani calciatori. Eric in ogni gesto sembrava affermare di voler far parte di un mondo più grande dell’acquario calcistico per pesci da doppiaggio. Come Best, come Maradona, quasi come Vendrame (che nessuno conosce ma li batte tutti) e dopo di loro poco altro, i giocatori ribelli di oggi sembrano ragazzini viziati apparentemente vittima di se stessi e di una fama prematura.
Oggi Eric Cantona fa l’attore e questo è il giorno in cui mette la sua faccia per la rivolta contro le banche.Una petizione per convincere la gente a togliere i propri risparmi dagli istituti di credito francesi facendo crollare il sistema.
Raccoglie migliaia di adesioni il vecchio Eric, che non basteranno.
Una rivoluzione rischiosissima e destinata a fallire, persino controproducente per i rivoluzionari visto che paradossalmente a causa della riserva frazionaria le banche i nostri soldi NON CE LI HANNO, quindi se tutti andassimo a ritirare i primi prenderebbero il dovuto, poi la banca fallirebbe e gli altri resterebbero a bocca asciutta: perché quei soldi non esistono più dal momento in cui li avete depositati.
Eppure vivaddio questa sarebbe l’unica vera Rivoluzione, forse non desiderabile, ma di certo un colpo mortale al cuore del sistema. Pensateci, ritirare i propri soldi da una banca non è illegale, non è immorale, non è violento ed è perfino un vostro diritto.
Forse è da irresponsabili, ma a noi Cantona piaceva così.
Grazie Eric, talento anarchico, per questa ennesima suggestione.
Questa mattina facendo colazione ho sentito un gran baccano sotto casa, mi sono affacciato in balcone e ho visto uno dei tanti cortei di studenti che stanno bloccando Roma passare sotto le mie finestre.In molti stanno scrivendo che le proteste studentesche sono inutili, non otterranno niente e avvengono uguali a se stesse da vent’anni, velleitarie, minoritarie, politiche, addirittura eterodirette.


Iniziò la Lario sostenendo che al tramonto politico di Napoleone, also known as il Playold giusto per usare una sua autodefinizione e tralasciando centinaia di epiteti e soprannomi accumulati in vent’anni di scena politica, sarebbe iniziato il vero pericolo di definitivo accantonamento per le macerie di una democrazia desertificata. Continuano altri ad alimentare questa stessa lettura dell’Italia

Il titolo del post è ingannevole e non parla affatto di McLuhan, di comunicazione o di società mediatica. Parla, o meglio “avrebbe dovuto parlare” visto che intendevo scriverlo la settimana scorsa, di eurozona. Il piano di salvataggio della UE ha avuto, a mio avviso, una doppia valenza, quella di un mezzo discutibile per veicolare un buon messaggio. Il piano prevede un fondo garantito dalle banche centrali e dai governi, di circa 750 miliardi di Euro: 200-250 dall’FMI, 440 dagli stati membri e 60 “liquidi” dalla commissione UE. Il messaggio è forte: i ministri europei possono riunirsi in un week-end e prendere decisioni che implicano stanziamenti astronomici per il bene degli stati membri durante una situazione di emergenza. Capacità decisionale e unità, esattamente cio’ che l’Eurozona aveva dimostrato finora di non avere: un buon avvertimento per gli speculatori. Gli inglesi non hanno aderito, dato politico fondamentale, che li taglia fuori di fatto dal fornire assistenza alla UE ma anche, in futuro, dal riceverne. Siamo in guerra si è detto e le forze di Sua Maestà non si sono presentate al fronte: buono a sapersi…

E ora?


verticistico e incentrato su una singola personalità carismatica e politicamente vincente. Un partito scarsamente radicato sul territorio e debolmente organizzato. Un partito privo di una successione. Un partito -azienda, dove è principalmente l’amministratore delegato a produrre utili, cioè consenso. Cosa c’è oltre a Fini nel PDL dopo Berlusconi? Le uniche due figure di spicco sono Tremonti (filoleghista) e Formigoni (ciellino filocentrista) il resto sono mezze figure e lacchè: niente mischiato con nulla, come dicono in Sicilia. Nessuno che abbia la presa sulla gente, il potere economico-mediatico e la metà del carisma, negativo e populista quanto volete ma efficace a fini eletttorali, di Berlusconi.
“Ma aggiungendo i 6.264 miliardi di debiti in carico alle agenzie (Fannie Mae, Freddie Mac che sono interamente controllate dallo stato) si arriva a un rosso complessivo di 18.870 miliardi: ossia al 130,6% del Pil. Le finanze Usa sarebbero in condizioni peggiori di quelle dei paesi identificati dal gentile acronimo di piigs.”
In quanto filosofo, letterato o artista, l’intellettuale nasce millenni prima della televisione e dei mezzi di comunicazione di massa, ma ad essi rischia di non sopravvivere in quanto “ruolo sociale”.

Il Presidente della Repubblica Marziana, Giorgio Napolitano, ha oggi commentato le proiezioni di voto dei Paesi Bassi dove il partito PVV sembra destinato ad attestarsi come terza forza del paese, conquistando alcune decine di seggi nel parlamento olandese.Napolitano sembra si sia detto preoccupato per il successo in un paese europeo di un partito
Se infatti il Presidente, che come ogni marziano è ben poco avvezzo alle vicende di casa nostra, invece che dagli spazi siderali fosse venuto chessò, dall’Italia, avrebbe scoperto che qui c’è un partito xenofobo e anti-islamico che rappresenta esattamente 








avremo il “processo breve”, la legge che lo istituisce è passata al Senato e presumibilmete verrà presto approvata anche alla Camera. L’opposizione e la magistratura
Dominava il viola sgorgato da Facebook su esortazione di San Precario ma non c’era soltanto quello, comparivano a folti gruppi bandiere rosse di tutti i cinquantadue partiti comunisti rimasti, unico caso al mondo in cui le sigle proliferano più degli elettori, qualche bandiera IdV e perfino quattro bandiere quattro del PD, in barba al dettato del neosegretario della cui trasparente assenza, guarda un pò, s’è parlato più che delle centinaia di migliaia di presenze indaco. Io e il tassista leninista, armati di macchina fotografica e sprovvisti di indumento a tono (prometto in futuro di comprare una cravatta), scorriamo il corteo, leggiamo striscioni, ascoltiamo slogan. Notiamo perfino un momento di tensione, in cui un viola purissimo uscito dal web, litiga e inveisce contro dei manifestanti con bandiere rosse usciti da qualche sede di partito inquinando
Mentre gironzoliamo per il corteo e intorno a noi sciamano i manifestanti (dei quali a modo mio, sia ben inteso, faccio parte), vediamo comparire qualche vecchio leone che mescola la condizione malridotta della democrazia italiana col golpe in Honduras, individuando una comune matrice a stelle e strisce… Fulvio Grimaldi, bontà sua, è sempre quattro decenni indietro rispetto alla storia e qualche annoluce avanti rispetto alla mia fantasia. Vediamo anche Franceschini, non quello che ha perso le primarie ma quello che ha fondato le BR, e uno striscione di Lotta Continua (1969-2009 c’è scritto, come se Lotta continua vantasse l’esperienza artigiana e la continuità di gestione di una panetteria o di un ristorante tipico) come se a sinistra nulla si rinnovasse mai, ma tutto procedesse per stratificazioni successive in cui convivono guardandosi in cagnesco il nuovo, il vecchio, il più vecchio, l’antesignano, il relitto e l’archeologia politica. Per la prima volta il PMLI non l’ho visto, ma a ben ripensarci il giorno dopo ricordo alcuni manifestanti esibire orgogliosi “Il Bolscevico”, organo del Partito Comunista più anacronistico tra i molti d’Italia.
Controcorrente nel fiume umano si districano operatori televisivi e intervistatori che a tutti domandano, già consci che la manifestazione è perfettamente riuscita, da domani che cosa cambierà?
o passeggiare tra banker di sabbia e manager abbronzati armato di mazza e palline, per innumerevoli verdissimi campi da Golf. Se trovare acqua nel deserto è roba da rabdomanti, evidentemente portarci neve e verdi aiuole è roba da “Sceicchi con la Vision




[[...segue]In oltre sessant’anni dalla sua morte il cinema italiano ha faticato a produrre